benjamin netanyahu leone rising lion

IN GUERRA, ANCHE LE PAROLE SONO ARMI – GLI ISRAELIANI HANNO CHIAMATO L’OPERAZIONE “RISING LION” (LEONE CHE SORGE O LEONE NASCENTE) RIPRENDENDO UNA FRASE DAL LIBRO DEI NUMERI DELLA BIBBIA. FU L’INDOVINO BALAAM A PARAGONARE LA FORZA DI ISRAELE A QUELLA DI UN LEONE: “ECCO UN POPOLO CHE SI LEVA COME UNA LEONESSA E SI RIZZA COME UN LEONE, E NON SI SDRAIERÀ FINCHÉ NON ABBIA DIVORATO LA PREDA” – ALTRA IPOTESI, MENO SUGGESTIVA: IL LEONE SAREBBE UN RIFERIMENTO AL SIMBOLO CHE CAMPEGGIAVA NELLA VECCHIA BANDIERA PERSIANA, E QUINDI UNA SORTA DI CHIAMATA ALLA RIVOLUZIONE DEL POPOLO IRANIANO CONTRO IL REGIME DEGLI AYATOLLAH

 

 

1. I PIANI DEL MOSSAD PER DISTRUGGERE I MISSILI, IL NUCLEARE E LE SUE MENTI

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

Operazione Rising Lion - attacco di israele all iran

Sono stati gli israeliani a tradurre in inglese il nome dell’operazione, in ebraico “Am kelavi”. La traduzione letterale sarebbe stata “Un popolo come una leonessa”, la frase è presa dal Libro dei Numeri della Bibbia.

 

L’operazione per colpire il progetto nucleare iraniano però è stata presentata al mondo con il nome “Rising lion”, Leone che si erge, che si solleva, che nasce, come aveva profetizzato l’indovino Balaam, che paragonò la forza di Israele a quella di un leone: “Ecco un popolo che si leva come una leonessa e si rizza come un leone, e non si sdraierà finché non abbia divorato la preda”.

 

attacco israeliano all iran

Il messaggio che Israele sta mandando con l’operazione contro il progetto nucleare iraniano è chiaro fin dal nome: attueremo la nostra deterrenza, non aspetteremo, come avvenuto il 7 ottobre, di essere attaccati, non lasceremo che i segnali si ammonticchino fino sommergerci.

 

[…]  La missione è ritardare il più possibile lo sviluppo da parte della Repubblica islamica dell’Iran di un ordigno atomico, per questo Israele ha colpito i siti nucleari più importanti, Natanz era già stato centrato in passato, è più vulnerabile perché più esposto, Fordo invece è scavato nella montagna e non è stato centrato, ospita tutte le centrifughe per arricchire l’uranio più evolute.

 

I generali e gli scienziati colpiti erano tra gli uomini che spingevano per la realizzazione del nucleare a scopo militare e ne conoscevano i segreti e quindi sarebbero stati  in grado, anche dopo il colpo inferto da Israele, di rimettere in piedi il progetto. 

 

 

FUMO DALL IMPIANTO DI ARRICCHIMENTO DELL URANIO DI NATANZ IN IRAN DOPO L ATTACCO ISRAELIANO

L’operazione porta la firma del Mossad, il servizio di intelligence che opera all’estero e ha come motto: “Quando non c’è una guida, una nazione cade, ma in abbondanza di consiglieri c’è sicurezza”.

 

Il Mossad è l’unica agenzia non coinvolta nel fallimento del 7 ottobre e il modo in cui ha orchestrato l’attacco all’Iran, in collaborazione con l’esercito, aumenta la sua fama di infallibilità. I servizi di sicurezza sono riusciti a installare una vasta rete di agenti, che in questi anni hanno aiutato a identificare arsenali, punti di debolezza dei siti nucleari e missilistici e a esporre i  personaggi chiave da eliminare, colpiti anche dentro ai loro appartamenti.

 

LEONE NELLA VECCHIA BANDIERA PERSIANA

Non si sa se di questa rete di spie facciano parte anche cittadini iraniani contrari al regime e convinti che legarsi a Israele sia il modo più credibile per liberarsene. Il Mossad ha tenuto sotto controllo i generali e gli scienziati, ne ha seguito gli spostamenti. Ha disegnato sulla mappa le coordinate dei siti del programma missilistico e le ha portate all’esercito che ha eseguito gli attacchi.

 

Gli agenti avevano allestito vicino Teheran una struttura per il dispiegamento di droni che sono stati utilizzati per colpire i lanciamissili della base di Espajabad e dopo l’operazione Ragnatela messa in atto dagli ucraini per colpire i bombardieri in quattro aeroporti militari russi si intravede un legame tra le azioni del Mossad in Iran e quelle dei servizi di Kyiv in Russia con i droni.

 

 

Mossad

Ogni buona operazione ha bisogno dell’effetto sorpresa, quindi necessita di un gioco politico all’altezza che è stato il primo ministro Benjamin Netanyahu a interpretare con una giusta dose di teatro: tutta la settimana si è concentrato sulle questioni politiche, su contrattazioni di maggioranza, sulla legge per dissolvere la Knesset minacciata dagli oppositori e da due partiti interni al governo.

 

israele attacca i siti nucleari iraniani

Giovedì ha accolto il presidente argentino Javier Milei, si è fatto vedere molto in pubblico, davanti al Muro del Pianto mentre depositava in un incavo un biglietto – solo dopo l’operazione è stato rivelato che sul foglio aveva scritto: “Il popolo si leverà come un leone”. […]

 

2. ISRAELE, OPERAZIONE "RISING LION" CONTRO L'IRAN: IL SIGNIFICATO DEL NOME

Da www.tgcom24.mediaset.it

 

detriti a teheran dopo l attacco israeliano all iran

Il nome dell'operazione di Israele contro l'Iran, "Rising Lion", non è scelto a caso. Lo spiega il corrispondente Mediaset da Israele Elia Milani: "Il leone era il simbolo ed era sulla bandiera dell'Iran prima della rivoluzione khomeinista del 1979.

 

L'intento, più volte annunciato da Netanyahu, è quello di far cadere il regime degli ayatollah. Più volte il premier israeliano ha detto: 'Noi non siamo contro gli iraniani, ma contro il regime degli ayatollah' e il leone che si alza, questo il nome dell'operazione, ha un significato simbolico molto importante in quel senso".

 

Il leone è legato alla monarchia persiana, è simbolo di forza e coraggio ed è spesso associato ad Ali, cugino e genero del profeta Maometto, molto venerato nello sciismo.

 

L'animale rappresenta anche la sovranità monarchica, il potere temporale del re (lo Shah).

In particolare, nella vecchia bandiera dell'Iran, il leone appare con il sole […] Con la Rivoluzione islamica, il simbolo fu abolito perché considerato legato alla monarchia e al passato "decadente" secondo la nuova ideologia. Fu sostituito con l'attuale simbolo stilizzato della parola "Allah" al centro della bandiera.

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