epatite c

CURARSI E’ ROBA DA RICCHI - IN ITALIA CI SONO ALMENO 200 MILA PERSONE IN ATTESA DI CURE PER L’EPATITE C - E UN MIGLIAIO DI PRIVILEGIATI, PER NON ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA SANITÀ ITALIANI, SONO PARTITI VERSO INDIA O EGITTO PER COMPRARE CON POCHE MIGLIAIA DI EURO FARMACI CHE DA NOI COSTANO 40 MILA

EPATITE CEPATITE C

Michele Bocci per “la Repubblica”

 

Non è più solo una cosa da pochi, da ricchi, da ben informati, da scettici che non si fidano del nostro sistema sanitario: l’acquisto di farmaci anti epatite C all’estero è una possibilità valutata da alcune migliaia di cittadini italiani, ben mille dei quali hanno già rotto gli indugi e sono partiti. Tanti altri, inoltre, hanno ordinato online i medicinali generici, venduti soprattutto dalle farmacie indiane.

 

A valutare strade alternative sono molti dei malati in condizioni non gravi, che per ora non possono accedere alle cure gratuite nel nostro Paese. I soldi per dare la terapia a tutti, infatti, non ci sono e le Regioni finora l’hanno consegnata a chi è più a rischio, cioè a 63mila persone in circa due anni. Ma ci sono almeno altri 2-300mila pazienti che ne avrebbero bisogno, e anche se stanno bene non hanno una gran voglia di aspettare che le analisi rivelino un peggioramento.

 

EPATITE C EPATITE C

Secondo le stime dell’associazione di malati Epac, che recentemente ha interpellato 84 centri italiani dove si cura l’epatite C, sono circa mille le persone che hanno affrontato un viaggio in India o in Egitto per comprarsi il generico del Sovaldi, il medicinale che un paio di anni fa ha rivoluzionato le cure per questa malattia infettiva, o delle molecole simili che lo hanno seguito. Con poche migliaia di euro hanno così ottenuto una cura che da noi, se non si è gravi, costa più di 40 mila euro.

 

La domanda di turismo sanitario cresce e nasce anche un’offerta, da parte di agenzie che organizzano i trasferimenti. Come Arimedio, fondata da un gruppo di amici e attiva in Italia ma anche all’estero, soprattutto negli Usa, dove gli spostamenti verso altri Paesi alla ricerca di cure sono molto diffusi. «Al costo di duemila euro, più il volo che è a carico del paziente, offriamo albergo, visita dallo specialista in ospedale e consegna del medicinale da parte della farmacia. Il tutto spostandosi con un autista privato. Chi vuole può fare anche un giro turistico di un giorno o due».

SOVALDI - EPATITE CSOVALDI - EPATITE C

 

A parlare è Paolo, ingegnere che è incappato nel lavoro di tour operator per malati dopo aver aiutato una amica francese con l’epatite ad andare in India, dove lui aveva alcuni contatti per via del suo lavoro. Solo Arimedio ha inviato in Oriente circa 100 persone, 60 delle quali italiane. Chi si presenta alla frontiera con in valigia il farmaco acquistato in India e le prescrizioni dei medici, non ha problemi a tornarsene a casa con il medicinale.

 

Le cose si possono complicare per chi sceglie la più rischiosa strada dell’acquisto online. Sono tantissimi i siti che offrono i generici di Sovaldi e simili ma ovviamente c’è la possibilità di incappare in chi vende prodotti contraffatti. E poi c’è la legge, che non permette di acquistare all’estero medicinali disponibili in Italia, tanto meno online. Ma il Sovaldi, come ha detto anche la magistratura nel caso di un paziente milanese, qui non è a disposizione di tutti i malati gratuitamente, e quindi reperirlo all’estero sarebbe possibile.

 

EPATITE C   EPATITE C

Però bisogna rispettate un serie di regole, e per questo stanno nascendo agenzie per chi vuole tentare l’acquisto in India. Tra queste c’è Digit Pharma. «Ho rapporti con due produttori indiani con la licenza in regola — dice il responsabile del sito — Da maggio ho seguito una dozzina di persone e solo in un caso alla dogana hanno bloccato i medicinali. I nostri clienti spendono circa 1.500 dollari, noi prendiamo di commissione il 10%».

 

Come ha chiarito Epac, ormai in tutti i centri pubblici italiani per i malati di epatite si presentano pazienti che chiedono consigli sul viaggio all’estero. Qualche medico li appoggia, vista la lunghezza delle liste di attesa. Ormai tutti i centri, inoltre, seguono almeno una persona che si è procurata il farmaco fuori.

EPATITE C     EPATITE C

 

«Non dico certo di no a controllare gli esami di chi ha acquistato altrove la terapia — dice Maurizia Brunetto, epatologa di Pisa — Però suggerisco di non andare all’estero: nel giro di 3-6 mesi potrebbe esserci un allargamento dei pazienti trattabili grazie a un nuovo accordo tra Aifa e produttori». Un’ipotesi sulla quale molti non fanno affidamento. Preferiscono prenotarsi un volo per l’India.

 

 

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)