famiglia con figlio unico figli unici

L'ITALIA, IL PAESE DEI FIGLI UNICI – AUMENTANO RAPIDAMENTE LE PERSONE CHE NON HANNO FRATELLI O SORELLE: NEL 2024 ERANO 8,2 MILIONI, CONTRO I 5,5 MILIONI DEL 2003 – LA REGIONE CON PIÙ FIGLI UNICI È LA LIGURIA (LO È IL 23,4% DEGLI OVER 18), MENTRE LA REGIONE ITALIANA CON PIÙ FRATELLI E SORELLE È IL MOLISE – IL FENOMENO È LEGATO AL CALO DELLA NATALITÀ: STA CAMBIANDO LA STRUTTURA DELLE FAMIGLIE, CON RETI PARENTALI PIÙ PICCOLE E UNA PRESENZA MAGGIORE DI GENERAZIONI ANZIANE – UN GROSSO PROBLEMA PER IL FUTURO: C’È IL RISCHIO DI UN “EPIDEMIA” DI SOLITUDINE…

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(ANSA) - La Liguria è la regione italiana con più figli unici. Nel 2024 i liguri di 18 anni e più che non hanno avuto nel corso della propria vita fratelli o sorelle rappresentano il 23,4% della popolazione, davanti al 23,2% del Piemonte, 21,2% della Toscana, 19,4% dell'Umbria, 18% dell'Emilia Romagna, 17,8% della Calabria, 17,6% della Valle d'Aosta, 17,3% della Campania, 16,5% del Lazio, 16,3% della Lombardia, 15,6% delle Marche, 15,5% della Sicilia, 14,8% della Puglia, 13,1% del Friuli Venezia Giulia, 12,2% dell'Abruzzo, 12% della Sardegna, 11,7% del Trentino Alto Adige Südtirol e del Veneto, 11,4% della Basilicata e 8,9% del Molise, la regione italiana con più fratelli e sorelle.

 

Lo segnala il rapporto annuale dell'Istat 2026 sulla 'Situazione del Paese', giunto alla sua 34/ma edizione e presentato alla Camera dei deputati in coincidenza con il centenario dell'istituto di statistica alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.   

 

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"Il calo della fecondità, registrato ormai da decenni, ha determinato un aumento consistente della quota di figli unici nelle generazioni più recenti - spiega l'Istat -. Questo cambiamento non riguarda soltanto la struttura della famiglia, ma incide profondamente sull'intero ciclo di vita delle persone. Nell'infanzia e nell'adolescenza, la riduzione del numero di fratelli, sorelle e cugini comporta una minore densità relazionale all'interno della rete familiare, rendendo più centrali le relazioni tra pari, costruite nei contesti educativi e sociali esterni alla famiglia".    "

 

Con il passare del tempo, l'effetto si estende alla struttura parentale complessiva: le reti familiari tendono a diventare più strette in senso orizzontale con meno collaterali e meno coetanei - evidenzia l'Istituto - e più allungate in senso verticale, con una presenza relativamente maggiore di generazioni anziane. Ne deriva una configurazione relazionale caratterizzata da minori possibilità di condivisione tra fratelli, sorelle e cugini e da una concentrazione delle responsabilità di cura su un numero più ridotto di individui".   

 

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Nel 2024 gli italiani di 18 anni e più che non hanno avuto nel corso della propria vita fratelli o sorelle rappresentano il 16,6% della popolazione pari a circa 8,2 milioni di individui. Nel 2003 erano 5,5 milioni, pari all'11,7% della popolazione di 18 anni e più.

 

In particolare nel 2024 il 37,6% degli italiani in età adulta ha avuto durante la propria vita solo un fratello o una sorella, il 21,6% ne ha avuti due, mentre il 24,2% ne ha avuti tre o più. La quota più elevata di figli unici si osserva nelle generazioni nate tra il 1990 e il 1999 (18,2%), mentre quella più contenuta si registra tra i nati degli anni Sessanta del secolo scorso (13,5%).   

 

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Il numero medio di parenti di queste due generazioni mostra chiaramente quanto anche le strutture familiari allargate si siano modificate: i nati negli anni Novanta hanno in media 4,4 parenti stretti, i nati negli anni Sessanta ne hanno in media 5,1. Si osserva inoltre un aumento del numero di figli unici che non hanno un partner (sia coabitante sia non coabitante) e non hanno avuto figli.   

 

"Nel lungo periodo, questa tendenza può generare un fabbisogno crescente di assistenza, che potrà essere soddisfatto solo attraverso forme di supporto pubblico o privato, in assenza di reti familiari su cui contare - avvisa l'Istat -. In particolare, le persone di 50 anni e più che sono figli unici, senza figli e senza partner, pure essendo una componente residuale, passano dall'1,3% del 2003 al 2,4% del 2024 (quasi 700 mila persone)".   

 

Secondo l'analisi dell'Istat sulla diffusione dei figli unici incide il livello di istruzione delle madri: tra le persone che hanno una madre laureata il 19,2% non ha avuto fratelli o sorelle, tra quanti hanno una madre con il diploma la quota è del 17,4% e scende al 15,4% in presenza di una madre con al massimo la licenza media.   

 

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"L'aumento del numero di figli unici comporta profonde trasformazioni anche nelle reti di sostegno lungo le traiettorie di vita - aggiunge l'Istituto -. Nel 2024, tra quanti hanno fratelli o sorelle e prestano aiuto ai genitori, l'assistenza è stata condivisa con altre persone nel 37,9 per cento dei casi. Tra i figli unici che prestano aiuto, invece, solo il 21,2 per cento ha potuto condividere il carico di cura con altri, con una conseguente gestione dell'assistenza meno sostenibile, sul piano pratico ed emotivo, e un maggiore rischio di sovraccarico individuale".

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