IN VENEZUELA, DOPO IL TERREMOTO, SI RISCHIA LA GUERRA CIVILE! SENTITE CORINA YORIS, L’EX CANDIDATA ALLE PRESIDENZIALI PERSEGUITATA DA MADURO: “TRA I VENEZUELANI SI RESPIRA UNA RABBIA SENZA PRECEDENTI. C’È UNA RIBELLIONE VERSO I MILITARI E IL GOVERNO CHE NON SI ERA MAI VISTA. SI RISCHIA UN CONFLITTO VERO - AD ALCUNI PRIGIONIERI POLITICI AI DOMICILIARI È STATO IMPEDITO DI USCIRE DI CASA DURANTE IL TERREMOTO. GLI EDIFICI AVREBBERO POTUTO CROLLARE E UCCIDERLI. LA VERITÀ È CHE IL CHAVISMO DISPREZZA LA VITA DEGLI ALTRI - IO SONO CONVINTA CHE TRUMP DOVREBBE RIMUOVERE IL CHAVISMO, PERMETTERE LA FORMAZIONE DI UN GOVERNO DI SALVEZZA NAZIONALE E CONVOCARE ELEZIONI LIBERE E DEMOCRATICHE…”
Filippo Femia per la Stampa - Estratti
«Tra i venezuelani si respira una rabbia senza precedenti. C’è una ribellione verso i militari e il governo che non si era mai vista. Si rischia un conflitto vero». Lo sottolinea con timore Corina Yoris, nel 2024 indicata all’unanimità come sfidante di Nicolas Maduro dopo che il chavismo aveva impedito a Maria Corina Machado di candidarsi. Anche a lei, professoressa di Filosofia di 82 anni, sbarrarono la strada nelle elezioni il cui risultato non è stato riconosciuto da Ue e Usa.
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Il governo ha responsabilità in questo dramma?
«Stiamo vivendo una tragedia immane, che non si può politicizzare. Bisogna però fare delle riflessioni che hanno implicazioni politiche».
Da dove si può cominciare?
«La totale impreparazione del chavismo, che governa il Paese da quasi tre decenni. Non è un segreto che il Venezuela sia in una zona a rischio, eppure moltissimi edifici non erano costruiti secondo le minime norme anti-sismiche. Le case create dal chavismo per la popolazione più fragile erano realizzate con materiali scadenti e sono crollate».
militari americani in venezuela per le operazioni di soccorso dopo il terremoto 6
Crede che la presidente ad interim Delcy Rodriguez cerchi di approfittare politicamente di questo dramma?
«Ci sta provando, ma ormai è stata smascherata. L’unica cosa che il governo può fare è prendere tempo per sopravvivere ancora un po’. A cercare i sopravvissuti c’erano solo civili: hanno dimostrato che lo Stato non serve, il Venezuela è un Paese fallito. Dov’erano i militari? Quando si trattava di reprimere li vedevi sempre in prima linea».
La macchina della repressione si è fermata?
«Macché. Ad alcuni prigionieri politici ai domiciliari è stato impedito di uscire di casa durante il terremoto. Gli edifici avrebbero potuto crollare e ucciderli. La verità è che il chavismo disprezza la vita degli altri».
Il bilancio ufficiale è di oltre 1.700 morti e 5mila feriti. Sono cifre credibili?
«Per nulla. Anche un bambino, vedendo il disastro a La Guaira, lo capirebbe. Sono numeri manipolati, fortemente al ribasso, come sempre accade quando si tratta di elezioni o prigionieri politici».
Gli ospedali sono travolti, la Sanità era già al collasso prima del terremoto. Com’è la situazione attuale?
«Drammatica è dire poco. Nelle liste di materiali che mancano ci sono perfino garze e alcol, figurarsi i medicinali più importanti. Ma è tutta la macchina dei soccorsi che non è mai esistita prima dell’arrivo degli aiuti dall’estero. I vigili del fuoco, senza attrezzature adeguate, illuminavano le macerie al buio con le torce dei cellulari. I privati hanno messo a disposizione i loro cani per aiutare nelle ricerche. Una situazione assurda».
Nonostante la forte polarizzazione, conseguenza di quasi trent’anni di chavismo, si è vista una grande solidarietà tra la popolazione.
«È una caratteristica tipica dei venezuelani. Malgrado tutte le ferite, si è vista una grande unità, come se ogni divisione politica fosse stata cancellata di colpo. Lo stesso, però, non accade con i rappresentati del regime. Anzi. L’unica sovranità che questo governo corrotto ha è sulle macerie».
Sui social circolano diversi filmati di soccorritori civili che insultano i militari, accusandoli di non muovere un dito nelle operazioni di soccorso. Siamo a un punto di rottura?
militari americani in venezuela per le operazioni di soccorso dopo il terremoto 7
«Tra i venezuelani si respira una rabbia senza precedenti. Non si era mai vista una ribellione tale della popolazione contro i militari e il governo. La presidente Rodriguez è stata fischiata e i soldati nelle zone della tragedia vengono insultati e minacciati. Se la situazione non viene gestita, potrebbe sorgere un vero conflitto. Nessuno vuole altri morti».
Come si può evitare questa rivolta sociale?
«Sono convinta che possa farlo solo Maria Corina Machado, l’unica politica in cui i venezuelani credono. C’è una fede cieca in lei, che quasi sconfina nel messianismo. Dovrebbe rientrare e provare a guidare questa crisi».
militari americani in venezuela per le operazioni di soccorso dopo il terremoto 3
Gli Stati Uniti, però, non le hanno ancora permesso di tornare. È un segnale della sua debolezza?
«Lei ufficialmente è latitante e se tornasse senza lo “scudo” di Washington avrebbe seri problemi. Io sono convinta che Trump dovrebbe rimuovere il chavismo, permettere la formazione di un governo di salvezza nazionale e convocare elezioni libere e democratiche con un orizzonte certo».
TERREMOTO IN VENEZUELA
militari americani in venezuela per le operazioni di soccorso dopo il terremoto 2
CORINA YORIS

