donald trump xi jinping vladimir putin

LA CHIAMANO “DETERRENZA” MA E’ UNA CORSA A CHI CE L’HA PIU’ LUNGO – INFASTIDITO DAI NUOVI MISSILI ANNUNCIATI DA PUTIN, TRUMP EVOCA LA RIPRESA DEI TEST NUCLEARI DA PARTE DEGLI STATI UNITI – IL VERO PROBLEMA E’ LA CINA: SECONDO IL PENTAGONO, PECHINO POTREBBE AVERE 1.500 TESTATE NUCLEARI ENTRO IL 2035 (ORA NE HA 600) – XI JINPING VUOLE COSTRUIRE UN SISTEMA STRATEGICO INTEGRATO (AEREI, SOTTOMARINI, TERRA, OVVERO LA COSIDDETTA "TRIAD") IN GRADO DI GARANTIRE LA DETERRENZA CONTRO RIVALI E MINACCE ESTERNE - È IL MOTIVO PER CUI PECHINO HA RIFIUTATO L'INVITO DI TRUMP DI UNIRSI A UN NUOVO TRATTATO ANTI-PROLIFERAZIONE…

1 - COSÌ SI RIAPRE L’ERA DELLE ATOMICHE

Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

Putin Trump

[…] In gara con la Russia? Riapre una pagina che sembrava chiusa per sempre, l’annuncio di Donald Trump sulla possibile ripresa dei test nucleari da parte degli Stati Uniti sia pure con l’ambigua precisazione «on an equal basis», cioè su base uguale a quelli di altri Paesi. Parole che fanno pensare a test di sistemi d’arma con potenzialità nucleare, ma senza esplosioni. Non è chiaro cos’abbia spinto il presidente americano all’ennesima impennata, poco prima del vertice con il leader cinese Xi Jinping, aprendo un vaso di Pandora che potrebbe scatenare una pericolosa ripresa degli esperimenti.

donald trump xi jinping vertice apec corea del sud foto lapresse 1

 

L’ipotesi più probabile è che Trump abbia reagito con stizza e fastidio agli annunci di Putin sui test di nuove superarmi, che la Russia avrebbe effettuato con successo: missili da crociera con testate nucleari che possono volare all’infinito e soprattutto il Poseidon, un siluro a propulsione atomica in grado di scatenare tsunami di fronte alle coste americane.

 

In realtà non è provato che i due sistemi siano già operativi. Il presidente russo ha comunque reagito alle dichiarazioni di Trump, facendo dire al suo portavoce che Mosca sta monitorando eventuali violazioni della moratoria internazionale sui test nucleari e «agirebbe di conseguenza» se si verificassero.

 

DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN

[…] sull’annuncio di Trump pesa anche la Cina, che sta ampliando a ritmo crescente il suo arsenale atomico. Secondo il Pentagono, di questo passo Pechino potrebbe avere 1.500 testate nucleari entro il 2035, cinque volte il livello attuale. Il Dragone, tuttavia, anche se non lo ha ratificato, ha fin qui rispettato il Ctbt, così come hanno fatto gli Usa: l’ultimo test nucleare cinese risale al 1996, mentre gli americani hanno fatto esplodere l’ultimo ordigno nel deserto del Nuovo Messico nel 1992. In Russia per trovare un test atomico bisogna risalire al 1990, quando c’era ancora l’Urss.

donald trump xi jinping vertice apec corea del sud foto lapresse 3

 

È chiaro che, se Trump dovesse dare seguito alle sue parole, anche Mosca e Pechino ne seguirebbero l’esempio. La Cina soprattutto ne ha bisogno per accelerare la miniaturizzazione delle bombe che insegue da tempo: con missili più piccoli, si possono puntare con maggior precisione gli obiettivi, riducendo potere, dimensione e costo delle testate, il che abbassa di molto la soglia del loro impiego. […]

 

2 - SPETTRO NUCLEARE

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

Donald Trump ha dato ordine al Dipartimento della Guerra di riprendere i test nucleari. Spettro nucleare […] Nei giorni scorsi […] la Russia ha svolto test su droni nucleari sottomarini e su missili a lunga gittata e questo potrebbe aver spinto il presidente a dare semaforo verde al Pentagono. L'ultimo test americano risale al 1992 sotto l'Amministrazione Bush.

putin trump

 

Il Cremlino ha risposto a Donald Trump sostenendo che i recenti test non erano nucleari. Peskov portavoce di Putin ha aggiunto che la mossa Usa genera «un'ulteriore escalation» e che la Russia reagirà di conseguenza. Timori per l'annuncio di Washington sono stati espressi dall'Onu […] Russia e Stati Uniti detengono il 90% delle testate e dei dispositivi strategici e di lancio. La Cina è in fase di rapidissima rincorsa.

 

Washington avrebbe 5244 testate, di cui 1900 dismesse e 1938 non schierate; la Russia resta in testa con 5889, ma solo 1674 dispiegate (i dati sono del Csis, ndr). La crescita più rapida è quella cinese. Al momento avrebbe 600 testate, l'obiettivo è quello di giungere entro il 2030 a 1000. È un cammino possibile visto che dal 2023 ad oggi ogni anno sono state aggiunte 100 testate al dispositivo di sicurezza.

 

Francia, Pakistan, India, Gran Bretagna, Corea del Nord e (non ufficialmente) Israele detengono da cento a 300 testate nucleari. Washington ha firmato la moratoria sui test nel 1996, ma non ha mai ratificato il bando. Non ci sarebbe alcuna violazione da parte Usa, pertanto, alla ripresa dei test. Donald Trump ha ribadito nel suo post su Truth di volersi liberare delle armi distruttive.

donald trump aspetta xi jinping vertice apec in corea del sud foto lapresse

 

All'inizio del suo mandato aveva offerto a Russia e quindi alla Cina di unirsi a negoziati volti a ridimensionare o smantellare alcune armi strategiche e lanciatori. Gli Usa vivono sotto l'ombrello del New Start Treaty, l'accordo siglato nel 2010 che confermava i pilastri dello Start del 1991 e del Sort del 2002. Il New Start scade nel febbraio del 2026. Che tipo di test l'America farà non è chiaro: quelli con i Minutemen (missili a lungo raggio) vengono regolarmente fatti ma senza implicazioni nucleari. Ed «esplosioni» sotterranea sembrano anomale.

 

POSEIDON - IL DRONE SOTTOMARINO RUSSO A PROPULSIONE NUCLEARE

Il documento quinquennale (2026-2030) conferma la linea di Xi, ovvero la costruzione di un arsenale nucleare per la deterrenza. È questa la chiave più importante. La Cina secondo alcuni analisti non ha l'obiettivo di raggiungere il potenziale russo o americano, ma quello di costruire un sistema strategico integrato (aerei, sottomarini, terra, ovvero la cosiddetta "triad") in grado di garantire la deterrenza contro rivali e minacce esterne.

 

È il motivo per cui Pechino ha rifiutato l'invito di Trump di unirsi a un nuovo trattato anti-proliferazione. La Cina ha svolto il primo test il 16 ottobre del 1964, l'ultimo invece nel 1996. Attualmente può contare su missili a lungo raggio JL1 e sottomarini JL3 per la sua struttura di deterrenza.

 

donald trump xi jinping vertice apec corea del sud foto lapresse 6

Notano gli analisti del think tank di Washington Csis, che per Putin la questione nucleare resta un'arma da brandire, da minacciare. L'inverno/primavera del 2022 – primi mesi del conflitto in Ucraina – è l'esempio: Putin minacciò di ricorrere all'atomica se attaccato. E negli ultimi anni Mosca ha spinto sempre più avanti la frontiera dei test e dello sviluppo di armamenti in grado di supportare testate atomiche. I bombardieri strategici TU-160 e TU 95 sono basati nella regione di Saratov. La Russia conta su missili intercontinentali SS-X-29 che usano traiettorie parzialmente orbitali e su Avangard.

apocalisse nucleare 1apocalisse nucleare 2

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…