cocorico

JE SUIS COCORICO' - PIZZOLANTE (NCD): "IPOCRITA LA CHIUSURA DEL LOCALE, DIETRO LA LOTTA ALLA DROGA, CRESCE UNA SUBDOLA CULTURA ANTIMPRESA" - ROSSELLA: ''IL COCORICÒ È UNO DEI TANTI MOTIVI PER ANDARE A RICCIONE IN VACANZA. MA COSA ASPETTANO A RIAPRIRLO?''

cocorico di riccionecocorico di riccione

1. ALTA SOCIETA’

 

Carlo Rossella per “Il Foglio”

Il Cocoricò è uno dei tanti buoni motivi per andare a Riccione in vacanza. Ma cosa aspettano a riaprirlo?

 

2. INVECE DI SPEGNERE LA NOTTE DI RICCIONE, PENSATE ALLE VOSTRE IPOCRISIE

Lettera di Sergio Pizzolante a “il Foglio”

 

Abito a duecento metri dal Cocoricò da 35 anni. I miei figli hanno ballato lì e non si sono mai drogati. Circola la droga? Sì, come in molti altri luoghi, in stazione, sul lungomare, in spiaggia, nei bar, in viale Ceccarini e in tutte le piazze d’Italia. Dunque, che facciamo, chiudiamo tutto? Si è detto che quella sia la piazza dello spaccio e, addirittura, del porno. In tanti anni, non me ne sono mai accorto e così i miei figli. Conosco Riccione e i riccionesi in profondità e una cosa del genere non l’avevo mai sentita.

FABRIZIO DE MEIS COCORICO FABRIZIO DE MEIS COCORICO

 

Lo spaccio? Sì, al Cocoricò circola la droga ma non si dice che i gestori del locale segnalano i pusher alle forze dell’ordine, che vanno quindi ad arrestarli su segnalazione del locale. Nessuno lo dice, ci si limita ad affermare che nella discoteca ci sono stati degli arresti. Quindi si chiude perché il Cocoricò ha collaborato con la giustizia.

 

cocorico di riccione 7cocorico di riccione 7

Questo è il paradosso di un paese che ha perso buon senso e civiltà. Bisogna creare il mostro che serve ad alimentare la sete di sangue e di tragedia della stampa benpensante e ipocrita. Dei tanti commentatori ex sessantottini che non sapendo come gestire l’educazione dei figli, sui giornali scrivono: repressione! Come ha fatto Severgnini sul velino delle procure e delle questure. Il giovane che drammaticamente ha perso la vita, aveva comprato la prima dose di ecstasy a Città di Castello. Si è scritto che però l’aveva comprata per consumarla nel luogo emotivo del Cocoricò. Poteva assumerla lì, solo lì.

 

PIZZOLANTEPIZZOLANTE

Non si dice, però, che i gestori da mesi propongono il Daspo per gli spacciatori e che sostengono un progetto di legge in tal senso che giace in commissione Giustizia della Camera. E c’è un’alleanza contro la droga con San Patrignano di cui non si parla. La comunità, proprio ieri, è scesa in campo in difesa del Cocoricò. Il problema, dicono, “è che drogarsi oggi è considerato normale, e lo sappiamo bene attraverso i racconti dei ragazzi che arrivano da noi”.

 

cocorico di riccione 8cocorico di riccione 8

Aggiungono: “Ormai ovunque è possibile devastarsi con superalcolici e stupefacenti di ogni tipo”. Per San Patrignano “è necessario responsabilizzare gli stessi giovani e i loro genitori, che devono essere aiutati a comunicare e a guidare i loro figli verso uno stile di vita consapevole, dove il divertimento è sano senza bisogno di artifici chimici”. Per Sanpa, dunque, la lotta alla droga non si fa con la chiusura di una discoteca di Riccione, servono azioni e iniziative di carattere sociale e culturale.

cocorico di riccione 5cocorico di riccione 5

 

E, aggiungo, uno stato capace di comprendere la realtà e non sbagliare gli obiettivi. Ancora una volta un paese malato vuole il capro espiatorio, con lo stato che non fa il suo mestiere e scarica sulle imprese la propria povertà e con la stampa che frantuma ogni fondamento di civiltà mescolando i fatti e stravolgendo la realtà. Intanto, con questo provvedimento nessun ragazzo si salverà, un’azienda molto importante chiuderà, 250 lavoratori andranno a casa e la notte riccionese diventerà buia.

carlo rossellacarlo rossella

 

Questo è l’ennesimo esempio di una sorta di risacca neocomunista, statalista, dirigista, che sta avvolgendo il paese. Dietro la lotta, cieca e presunta, allo sballo, alla droga, alla corruzione, alle mafie e alla cattiva politica, cresce una subdola cultura antimpresa e si diffonde il disprezzo per le libertà e le responsabilità degli individui.

 

E così, da vent’anni, abbiamo più corruzione, più mafia, più spaccio e consumo di droghe, più potere alle procure e agli organi non eletti dello stato, una politica debole e sempre meno impresa. In questo caso, si distrugge un’azienda, si demonizzano le discoteche e i locali notturni e si finirà per distruggere l’economia turistica della notte. Così come in passato, la furia talebana e iconoclasta contro le imbarcazioni dei ricchi ha distrutto la nautica, così come si tenta di fare con l’Ilva e l’industria dell’acciaio, così come tutti i giorni si soffoca l’economia di impresa con un’invadenza ottusa dello stato in ogni settore.

cocorico di riccione 3cocorico di riccione 3cocorico di riccione cocorico di riccione

 

cocorico di riccione 10cocorico di riccione 10

Sergio Pizzolante Vicepresidente dei deputati del gruppo Area popolare (Ncd-Udc)

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?