kevin spacey franco nero torino

“KEVIN SPACEY? I PIÙ GRANDI SONO I PIÙ UMILI” – FRANCO NERO SI SPERTICA IN LODI PER L’ATTORE BANDITO DA HOLLYWOOD DOPO LE ACCUSE DI MOLESTIE E CHE IL REGISTA HA VOLUTO PER IL SUO FILM “L’UOMO CHE DISEGNÒ DIO”: “UN PROFESSIONISTA INCREDIBILE. MI SONO TROVATO MOLTO BENE” – DOPO DIECI GIORNI TORINESI TRA SET, APERITIVI E PARTITE DI TENNIS, SPACEY È RITORNATO NEGLI USA DOPO AVER SFANCULATO L’INCONTRO CON LA STAMPA PER NON…

Fulvia Caprara per “La Stampa”

 

kevin spacey e franco nero

Sotto la tenda del Talent Circus Show che ospita le riprese dell' Uomo che disegnò Dio, con Franco Nero regista e protagonista, nei panni di un insegnante di disegno non vedente, aleggia la presenza-assenza del divo: ingaggiato per un cameo in cui interpreta un commissario di polizia, Kevin Spacey si è negato al rito dell' incontro stampa sapendo che, ovviamente, sarebbe diventato il bersaglio di tutte le domande.

 

Dopo quasi dieci giorni torinesi in cui, protetto dalla sua natura mimetica, si è concesso aperitivi e partite di tennis, puntualmente paparazzati, l' attore, esecrato da Hollywood in seguito alle accuse di molestie, è ritornato a casa e, adesso, di lui, parla chi resta: «Un grandissimo attore - dice Nero -, un professionista incredibile. Mi sono trovato molto bene perché gli attori più sono grandi e più sono umili, e Kevin lo è stato davvero molto».

kevin spacey a torino 10

 

Tra gli altri attori ci sono Massimo Ranieri, nel ruolo, breve ma cruciale, di un mendicante e Stefania Rocca che torna, con gioia, a recitare nella città natale in un film «che parla di inclusione, un argomento su cui tutti dovremmo riflettere di più».

 

Con Louis, racconta ancora Franco Nero, «ci conosciamo da 25 anni, quando venne a Roma, a trovare il mio carissimo amico Silvano Agosti, era ancora un ragazzino. Silvano me lo presentò, lui mi chiese di fare un ruolo in un suo film, recitai un monologo vestito da barbone sotto un ponte sul Tevere. E, da allora, siamo ancora qui.

 

kevin spacey a torino 9

La mia politica è sempre stata quella di alternare le super-produzioni americane con quelle piccole, ma di qualità». Una strategia sostenuta dalla forza della volontà: «Nella vita, quando uno vuole qualcosa, lotta per ottenerla. Proprio in questo periodo avevo ricevuto due offerte importanti dagli Stati Uniti, ma avevo in mente solo questo film e ho rifiutato».

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