polpo prende a schiaffi i pesci

PER ESSERE UN VERO LEADER, ESSERE DECEREBRATI AIUTA – IL NEUROSCENZIATO GIORGIO VALLORTIGARA, OSPITE DI "NOOS" DI ALBERTO ANGELA, RICORDA L’ESPERIMENTO DELLO SCIENZIATO TEDESCO ERICH VON HOLST, NEGLI ANNI TRENTA, CON UN BANCO DI CABACELLI, DEI PICCOLI PESCIOLINI: "A UNO DI ESSI AVEVA TOLTO LA PARTE FRONTALE DEL CERVELLO, PRODUCENDO UN ANIMALE AUDACE E CORAGGIOSO. QUESTO PESCIOLINO, QUANDO VEDEVA QUALCOSA DI INTERESSANTE, LASCIAVA IL GRUPPO E ANDAVA A CERCARLO" - "LA COSA INTERESSANTE È QUELLO CHE FACEVANO GLI ALTRI CHE VEDENDO QUESTO COMPAGNO CORAGGIOSO LO INSEGUIVANO E IN BREVE TEMPO LUI DIVENTAVA IL LEADER. I PESCETTI NON SI RENDEVANO CONTO CHE IL LORO LEADER ERA UN LEADER TOTALMENTE DECEREBRATO..." - UN SOGGHIGNANTE ANGELA, PENSANDO AI NOSTRI TEMPI, COMMENTA: "QUANTE SIMILITUDINI..." - VIDEO

Giorgio Vallortigara a 'Noos' parla dell'esperimento di Von Holst

 

 

VON HOLST

 

Giorgio Vallortigara

Giorgio Vallortigara a “Noos”: Von Holst aveva preso uno di questi pesciolini e gli aveva tolto la parte frontale del cervello, producendo un animale incredibilmente audace e coraggioso.

 

Per cui questo pesciolino, quando vedeva qualcosa di interessante, lasciava il gruppo e andava a cercarlo.

 

Ma la cosa interessante è quello che facevano gli altri che vedendo questo compagno audace e coraggioso prendevano di inseguirlo e in breve tempo lui diventava il leader. Ma questi pescetti non si rendevano conto che il loro leader era un leader totalmente decerebrato.

 

IL CONFORMISMO

branco di pesci 2

Estratto da “Il cosiddetto male”, di Konrad Lorenz (1963), pubblicato da https://vocineldeserto.substack.com/

 

 

La forma più primitiva di “società”, nel senso più ampio della parola, è la formazione di schiere anonime, di cui i pesci viventi nel libero mondo marino ci offrono l’esempio tipico.

 

All’interno del branco non c’è alcuna struttura di nessuna specie, nessuno che conduce e nessuno che viene condotto, ma solo un enorme assembramento di elementi uguali.

 

Erich Von Holst

Certamente questi si influenzano a vicenda, certamente ci sono alcune semplicissime forme di “comunicazione” fra gli individui che formano il branco.

 

Se uno percepisce un pericolo e fugge, contagia col suo umore tutti gli altri che hanno percepito il suo spavento. Quanto si sparga poi il panico in un grande branco di pesci, se sia in grado di indurre tutto il branco a voltarsi e a fuggire è una questione puramente quantitativa, legata esclusivamente al numero di individui che si spaventano e fuggono e dall’intensità con cui lo fanno.

 

Situazioni stimolo che attraggono il pesce possono trovare una risposta in tutto il branco anche se un solo individuo ha ricevuto gli stimoli. Il suo risoluto nuotare in una determinata direzione trascina certamente altri pesci e di nuovo è una questione di numero se tutto il branco si lascia trascinare o no.

 

branco di pesci 3

L’azione puramente quantitativa, in un certo senso molto democratica, di questo processo chiamato dai sociologi “induzione sociale” significa che un branco di pesci è tanto più lento nelle decisioni quanti più individui comprende e quanto più forte è il loro istinto gregario.

 

Un pesce che, non importa per quali ragioni, incomincia a nuotare in una determinata direzione non può fare a meno di capitare in poco tempo fuori dal branco e di ritrovarsi isolato nell’acqua libera.

 

Qui cade sotto l’influsso di tutti quegli stimoli che cercano di riportarlo nel branco; quanti più pesci, in base a stimoli esogeni qualsiasi, nuotano decisi nella stessa direzione, tanto più presto si tireranno dietro il branco; quanto più grande è il branco e quindi l’attrazione al ritorno, tanto meno lontani arriveranno i suoi membri intraprendenti prima di venire risucchiati come da un magnete all’interno o attorno al branco.

 

Erich Von Holst

Un grosso branco di piccoli e fittissimi pesci offre quindi un’immagine di pietosa indecisione. Si forma sempre una piccola corrente di singoli animali intraprendenti che si protende come uno pseudopodio di una ameba.

 

Più lunghi diventano questi pseudopodi, più s’assottigliano e più forte appare la tensione in direzione longitudinale. In genere tutta l’avanzata finisce in una fuga precipitosa in grembo al gruppo. È terribilmente snervante assistere a questi traffici e non si può fare a meno di dubitare della democrazia e di vedere i vantaggi di una politica autoritaria.

 

Che questo sia invece poco giustificato lo dimostra un esperimento molto semplice ma di grande portata sociologica, che Erich von Holst fece una volta con dei cabacelli.

 

Levò a un pesciolino di questa specie la parte anteriore del cervello dove sono situate tutte le funzioni di gruppo.

 

branco di pesci 1

Il cabacello senza cervello anteriore vede, mangia e nuota come un pesciolino normale, l’unico particolare aberrante nel comportamento è che non gliene importa niente se esce dal branco e nessuno dei compagni lo segue.

 

Gli manca quindi l’esitante riguardo del pesce normale che, anche se desidera nuotare con tutta l’intensità in una determinata direzione, già dopo i primi movimenti si volta verso i compagni e si lascia influenzare dal fatto che alcuni lo seguano e quanti. Di tutto questo, al compagno senza il cervello anteriore non gliene importava assolutamente niente; quando vedeva qualcosa da mangiare o se per una qualsiasi altra ragione voleva andare da qualche parte, nuotava via con decisione, ed ecco che l’intero branco lo seguiva.

 

L’animale senza testa era diventato appunto, per via del suo difetto, il capo indiscutibile del branco.

branco di pesci 4

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