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LA DECADENZA AMERICANA SECONDO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE - SUI SOCIAL SONO DIVENTATI VIRALI I VIDEO GENERATI DALL'IA IN CUI SI VEDONO TRUMP, MUSK E JD VANCE CUCIRE SCARPE DA GINNASTICA IN UNA FABBRICA - IN ALTRI FILMATI SONO MOSTRATI AMERICANI OBESI CHE SGOBBANO NELLE FABBRICHE DI TELEFONI, COME FANNO I CINESI ORA PER COSTRUIRE GLI IPHONE - I FILMATI SONO CONDIVISI DA ACCOUNT DI CITTADINI DEL "DRAGONE" E PRENDONO IN GIRO LA POLITICA PROTEZIONISTICA AMERICANA - LA MORALE DEL VIDEO È: VISTO CHE COMPRARE OGGETTI PRODOTTI IN CINA DIVENTERÀ TROPPO COSTOSO, TOCCHERÀ AGLI AMERICANI RIMBOCCARSI LE MANICHE...

 

 

 

Traduzione dell'articolo di Kumail Jaffer e James Reynolds per www.dailymail.co.uk

 

ELON MUSK - JD VANCE - IMMAGINE GENERATA DALL IA

Video generati con l’IA che prendono in giro Donald Trump e il suo entourage continuano a diventare virali mentre si intensifica la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

 

Nuove riprese mostrano Trump, il consigliere senior Elon Musk e JD Vance lavorare su una catena di montaggio a produrre scarpe da ginnastica, in una satira appena velata dei piani della Casa Bianca di riportare la manifattura negli Stati Uniti.

 

Account cinesi stanno promuovendo il video e foto che ridicolizzano il cosiddetto “Piano di Rinascita Manifatturiera degli USA” alla luce della promessa di Pechino di “combattere fino alla fine” nella guerra dei dazi.

 

AMERICANO IN FABBRICA - IMMAGINE GENERATA DALL IA

Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri, ha condiviso un meme generato con l’IA raffigurante un cappello MAGA etichettato “made in China”, con il prezzo alzato da 50 a 77 dollari, per prendere in giro le conseguenze autoinflitte dei dazi che ricadranno sui consumatori americani.

 

Mao, secondo quanto riferito imparentata con l’ex presidente Mao Zedong, ha inoltre richiamato i tempi della prima repubblica cinese condividendo un video del 1953 di un rivoluzionario durante la guerra di Corea che affermava: “Non ci arrenderemo mai. Combatteremo finché non trionferemo completamente.”

 

 

DONALD TRUMP - ELON MUSK - JD VANCE - IMMAGINE GENERATA DALL IA

“Siamo cinesi. Non temiamo le provocazioni. Non ci tiriamo indietro,” ha aggiunto in una nota condivisa dall’ambasciata cinese negli Stati Uniti. Nonostante una pausa di 90 giorni nell’applicazione di nuovi dazi ad altri Paesi, Trump ha continuato a concentrare i suoi attacchi su Pechino, aumentando ulteriormente il tasso sui prodotti importati dalla Cina fino al 125%.

 

Gli investitori internazionali hanno accolto con favore la riduzione di alcuni dazi al 10%. Le azioni globali sono salite alle stelle e il selloff obbligazionario si è calmato giovedì dopo giorni di turbolenze nei mercati, aprendo uno spiraglio di ripresa.

 

L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito del 5,3% giovedì, in rotta verso il suo maggior guadagno giornaliero dal marzo 2020. I mercati hanno ritrovato fiducia dopo che la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l’UE avrebbe sospeso le prime contromisure contro i dazi americani.

I DAZI DI DONALD TRUMP - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

In Asia, il Nikkei giapponese è avanzato di oltre il 9%, mentre un indice più ampio dei mercati Asia-Pacifico escluso il Giappone è salito del 4,5%. Tuttavia, Wall Street ha aperto in netto ribasso giovedì, restituendo parte dei guadagni del giorno precedente, dopo il parziale dietrofront di Trump su molti dazi.

 

Cresce la preoccupazione che, se lo stallo economico con la Cina dovesse proseguire, beni di consumo come le scarpe Nike mostrate nel video virale potrebbero subire un’impennata dei prezzi.

 

Attualmente, il 62% delle scarpe vendute negli Stati Uniti è importato dalla Cina, con altri Paesi come Vietnam, Indonesia, Cambogia e India che forniscono la restante parte. Solo l’1% delle scarpe è prodotto internamente, e gli operatori del settore – che vale 70 miliardi di dollari l’anno – sono frustrati.

 

MEME SUL CROLLO DEL VALORE DEL DOLLARO BY TRUMP

Devlin Carter, fondatore del marchio di lusso SIA Collective – che produce principalmente in Cina – ha dichiarato alla NBC News: “Questi dazi sono ridicoli e senza senso.”

 

“Le piccole imprese come la mia devono pagarli, e non è una cosa da poco. È tanto. Quindi non c’è modo di vedere questo come qualcosa di positivo – per nessuno.”

 

I costi operativi per la maggior parte delle aziende aumenteranno, sia per coprire i dazi che per tentare di riportare la produzione negli Stati Uniti.

 

L’economista Peter Schiff ha dichiarato la scorsa settimana: “Nike non costruirà fabbriche negli USA per produrre scarpe da ginnastica. Costerebbe più del 40% dei dazi.”

“Inoltre, devono rimanere competitivi per vendere ai clienti di altri Paesi che non impongono dazi. Il risultato sarà meno scarpe vendute negli Stati Uniti a prezzi molto più alti.”

POSSIBILI AUMENTI DI PREZZO DEI PRODOTTI APPLE DOPO I DAZI DI TRUMP

Pepper Harward, CEO di Oka Brands, che possiede una fabbrica in Georgia, ha dichiarato a *Footwear News*: “L’ecosistema della calzatura qui non esiste davvero.”

 

“Tutti sono interessati alla manifattura americana, ma pochissimi sono veramente impegnati o hanno motivazioni concrete per investire.”

 

Chris Rogers, capo della ricerca sulle catene di approvvigionamento di S&P Global Market Intelligence, ha affermato che potrebbero servire “almeno un paio d’anni” per riportare le catene produttive negli Stati Uniti.

 

Altri video generati dall’IA relativi alla guerra commerciale sono stati visti milioni di volte sia in Cina che in Occidente.

Uno particolarmente popolare ritrae una visione cupa della vita in un’America reindustrializzata, con operai obesi che cuciono vestiti a basso costo.

DAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI - MEME BY EMILIANO CARLI

Il filmato di 32 secondi si concentra sui lavori manifatturieri stereotipati che negli ultimi decenni sono stati delocalizzati.

 

Gli americani appaiono lenti e stanchi mentre cuciono vestiti con macchine da cucire antiquate.

 

Nel frattempo, il Beijing Business Daily ha condiviso un meme con un pinguino che indossa un berretto rosso con scritto “Make America Go Away”, in un servizio trasmesso su Weibo.

 

Un video allegato mostrava il pinguino con un fumetto che in mandarino diceva: “Dobbiamo pagare le tasse anche noi?”

“Dietro i meme si nasconde un’assurdità più profonda.”

 

Il media statale cinese CGTN ha adottato un’altra strategia, pubblicando un video musicale di 2 minuti e 42 secondi intitolato: “Guarda cosa ci hai tassato (una canzone generata dall’IA. Una realtà soffocante).”

La canzone generata dall’intelligenza artificiale recita: “Giorno della Liberazione, ci avevi promesso le stelle. Ma i dazi hanno ucciso le nostre auto cinesi a basso costo.”

I testi, trascritti in inglese e cinese, sembrano criticare i dazi dal punto di vista del consumatore americano.

I DAZI DI DONALD TRUMP E GLI EFFETTI SULLE IMPRESE ITALIANE

Il media ha aggiunto: “Per molti americani, il ‘Giorno della Liberazione’ proclamato dall’amministrazione Trump significherà stipendi più bassi e costi più alti.”

 

“I dazi colpiscono, i portafogli si svuotano: le famiglie a basso reddito sono le più colpite. Il mercato trattiene il respiro, ma il prezzo da pagare è già evidente.”

 

“I numeri non mentono. E nemmeno il costo di questa presunta ‘equità’.”

 

“Avviso: il brano è generato dall’IA. La crisi del debito? 100% opera dell’uomo.”

La Cina è un partner commerciale chiave con una grande industria manifatturiera che produce beni a basso costo per i consumatori americani.

 

I dazi di Trump arrivano in un momento delicato per l’economia cinese, già in affanno, con le aziende costrette a riorganizzare le catene di fornitura e i funzionari preoccupati che i profitti derivanti dalle esportazioni verso gli USA possano essere annullati.

 

Pechino mantiene comunque un atteggiamento pubblico di fermezza: il ministero degli Esteri ha dichiarato di non “temere” ulteriori minacce di dazi.

DAZIO MERDA - MEME BY GROK

“La causa americana non ha il sostegno del popolo e finirà in fallimento,” ha dichiarato il portavoce Lin Jian in una conferenza stampa.

Il ministero del Commercio cinese ha ribadito il proprio impegno a “combattere fino alla fine” se Trump insisterà con dazi duri sulle importazioni.

 

He Yongqian, portavoce del ministero, ha dichiarato ai giornalisti che pressioni, minacce e ricatti non sono il modo corretto di affrontare la Cina.

Ha denunciato “l’imposizione indiscriminata di dazi” sui partner commerciali, inclusa la Cina, affermando che ciò “lede gravemente i diritti e gli interessi legittimi delle aziende cinesi e destabilizza l’ordine economico globale.”

 

“La porta del dialogo è aperta, ma deve basarsi sul rispetto reciproco e avvenire in modo paritario.”

Il ministero ha aggiunto: “Speriamo che gli Stati Uniti incontrino la Cina a metà strada e, sulla base dei principi di rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione vantaggiosa per entrambi, risolvano adeguatamente le divergenze attraverso il dialogo e la consultazione.”

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E I DAZI

Ma Trump sembra determinato a non arretrare sulla sua strategia tariffaria nei confronti di Pechino.

 

“A un certo punto, speriamo presto, la Cina capirà che i tempi in cui poteva sfruttare gli USA e altri Paesi non sono più sostenibili né accettabili,” ha dichiarato. [...]

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