michele noschese dj godzi

“L’AUTOPSIA? FATTA IN MANIERA PRECIPITOSA” – IL PADRE DI MICHELE NOSCHESE, 35 ANNI, NOTO COME “DJ GODZI” MORTO DAVANTI ALLA SUA CASA A IBIZA IN CIRCOSTANZE TUTTE DA CHIARIRE DOPO UN INTERVENTO DELLA GUARDIA CIVIL (LA POLIZIA SPAGNOLA) SMONTA LA VERSIONE DEGLI INVESTIGATORI SPAGNOLI SECONDO CUI IL DEEJAY “ERA UBRIACO, AVEVA ASSUNTO DROGA E SI È SENTITO MALE” -  “MIO FIGLIO È STATO LEGATO MANI E PIEDI, PICCHIATO E PORTATO DIRETTAMENTE ALL’OBITORIO” - PER LA POLIZIA, MICHELE AVREBBE MINACCIATO “UN VICINO IN AVANZATA ETÀ CON UN COLTELLO”- IL PADRE NEGA TUTTO E PRESENTA UN ESPOSTO CHE IPOTIZZA L’OMICIDIO VOLONTARIO A CARICO DEGLI AGENTI – L’AMICO TESTIMONE: “GLI AGENTI LO TENEVANO FERMO E…”

Alessandro Fulloni per corriere.it - Estratti

 

michele noschese

«L’autopsia? Fatta in maniera precipitosa. E lo dico perché tutto è capitato di sabato, poi c’era la domenica di mezzo, e ieri mattina (l’altroieri per chi legge, ndr ) all’esame non ha potuto partecipare il nostro consulente di parte, giunto solo stamane.

 

Dopo aver visto la salma lo stesso consulente ha disposto un’integrazione diagnostica con una tac body e con una risonanza magnetica cerebrale.

 

Vedremo». Papà Giuseppe, sulla sessantina, un medico napoletano tutto d’un pezzo che ha diretto il «Trauma Center» del Cardarelli e che in prima linea al pronto soccorso ha visto disgrazie di ogni genere, parla al presente di suo figlio Michele Noschese, 35 anni, noto come deejay «Godzi», assai celebre nel mondo della tech-house morto davanti alla sua casa a Ibiza in circostanze tutte da chiarire dopo un intervento della Guardia Civil (la polizia spagnola).

 

(...) Il resto è un racconto pacato, dettagliato, che cozza in maniera pesantissima con la versione che ha dato la Guardia Civil della morte dell’italiano.

 

michele noschese 6

Per il medico, «stando a quel che mi hanno riferito i suoi amici perché io non c’ero, mio figlio è stato legato mani e piedi, picchiato e portato direttamente all’obitorio». Però gli investigatori di Ibiza replicano: il deejay «era ubriaco, aveva assunto droga e si è sentito male. Abbiamo tentato inutilmente di rianimarlo».

 

Ma ecco il racconto di Giuseppe (che ha un altro figlio di 25 anni laureato in Scienze politiche) che parte da «sabato mattina quando, di rientro a Napoli dal Nord Italia, ho avuto questa telefonata nella quale in maniera un po’ confusa gli amici di Michele mi dicevano che era accaduto qualcosa».

 

michele noschese

Però «nessuno aveva il coraggio di dirmi la verità, avevo intuito qualcosa, ma non pensavo fino al punto in cui si è realizzato quell’evento... Ho preso il primo volo per Ibiza e mi hanno raccontato di questa riunione a casa di mio figlio» che vive in Carrer de Lausanne, zona Roca Lisa, in un comprensorio residenziale su delle alture che sormontano Ibiza e il mare. «Erano sei o sette giovani, suonavano, bevevano qualcosa, mangiavano, ci sono stati un po’ di schiamazzi ed è stata chiamata la polizia» giunta verso le sette della mattina.

 

A questo punto, secondo quel che racconta il dottore, «la Guardia Civil ha fatto un intervento piuttosto energico, nel senso che ha fatto uscire tutti dal salone. Poi hanno bloccato mio figlio con delle manette ai piedi e alle mani, l’hanno messo in una posizione di sottomissione e sembrerebbe che l’abbiano colpito al torace posteriormente. Calci, pugni: così mi hanno detto».

michele noschese 4

 

Ora però le versioni divergono. Per la polizia, Michele «era sotto effetto di sostanze stupefacenti» e «in preda ad allucinazioni». Addirittura avrebbe minacciato «un vicino in avanzata età con un coltello». A questo punto «gli agenti hanno tentato di contenere l'aggressore e cercato di immobilizzarlo.

 

Noschese ha cominciato ad avere le convulsioni». I poliziotti hanno tentato di rianimarlo con manovre «cardiopolmonari» fino all'arrivo dei servizi sanitari, «ma senza esito». La morte del dj sarebbe quindi avvenuta sul posto per arresto cardiaco. La vicenda è seguita da vicino dalla Farnesina e il ministro Tajani chiarisce: «Il nostro console è a Ibiza, noi sosteniamo la famiglia».

 

Giuseppe è orgogliosissimo nel ricordare la laurea di suo figlio «in Economia e commercio e un passato da calciatore professionista in Svizzera ma cominciato nelle giovanili del Napoli come difensore centrale: tutto lasciato per il sogno di fare il deejay che gli ha dato la celebrità».

 

michele noschese 3

Assistito da tre avvocati, il medico ha presentato un esposto che ipotizza l’omicidio volontario a carico degli agenti, di cui si chiede l’identificazione, così come si chiede l’acquisizione dei filmati dell'arresto. Questo perché la ricostruzione della polizia, si legge nella denuncia, «manca totalmente di credibilità» e la morte del dj è avvenuta in «circostanze altamente sospette» e «comunque non chiarite».

 

«Non cerco vendetta, ma solo giustizia», ripete più volte senza sottrarsi alla domanda sul possibile uso di droga, l’altra notte. «Non voglio fare il padre sciocco, forse giravano alcol e pasticche: ma ciò non dovrebbe giustificare un intervento talmente carico di energia da portare alla morte il ragazzo».

 

LO CHOC DELL’AMICO-TESTIMONE: «GLI AGENTI LO TENEVANO FERMO, HO VISTO IL SUO ULTIMO RESPIRO»

A. Full. Per corriere.it

 

«Ho perso un fratello, Michele. L’ho visto andarsene via. L’ho visto ansimare, ouff, ouff ... L’ho visto esalare l’ultimo respiro. Era sul letto, manette ai piedi e alle mani. La Guardia Civil non si è accorta della mia presenza, stavo in un angolo... Quando mi hanno notato hanno gridato “che ci fai lì!”. Nel frattempo era arrivata l’ambulanza. Medici e infermieri saranno rimasti attorno a lui un quarto d’ora. Urlavano: “Lo rianimiamo! Lo rianimiamo!”. Ma non ci sono riusciti... Ora? Ma certo che testimonierò a un eventuale processo, in un’aula giudiziaria.

 

Come devo ripeterlo? Ho perso un fratello».

michele noschese 5

La telefonata arriva verso le 21.30. «Pronto, sono Raffaele. Sì, sono uno dei più cari amici di Michele Noschese. Se chiamo solo ora è perché stavo lavorando, da tempo ho un negozio qui a Ibiza. Ho finito tardi...».

 

(…)

Il commerciante premette di essere arrivato a casa di Noschese verso «l’una di notte e ho dormito a lungo, sin verso le sei o le sette, dunque non ho visto l’arrivo degli altri amici: c’era solo una ragazza che si stava preparando per uscire». Poi comincia il racconto: «Alle 7.45 Michele mi ha chiesto se potevo andare a comperare da mangiare per i gatti, era un po’ esagitato e l’ho assecondato.

 

Sono sceso in piscina, già affollata: c’era gente che aveva chiamato la polizia per quelle urla, c’era pure una ragazza che scappava. Allora sono risalito, Michele non era più in casa perché era da un vicino, un anziano. Questionavano».

 

Michele aveva un coltello?

michele noschese 2

«Io di certo non l’ho visto» risponde Raffaele. Intanto sono «arrivate la sicurezza e la Guardia Civil, in tutto cinque persone. Io ho cercato di alzare il vecchietto da terra, spaventato da tutto quel che stava accadendo. Michele intanto ha ricevuto dei cazzotti in faccia e sulla schiena. Poi lo hanno ammanettato a mani e piedi, una scena mai vista, come fosse un animale.

 

Choccante. Gli agenti si sono girati e mi hanno visto, allora hanno gridato: “che fai qui? Fuori!”.

Credo che la polizia fosse entrata per fermarlo, arrestarlo, non so di preciso. Fatto sta che poi Michele si è sentito mancare. L’ho visto tenuto dagli agenti, ho visto il suo ultimo respiro, si stava spegnendo. Poi mi hanno cacciato; hanno provato a rianimarlo per quindici minuti, ma niente. Perché ero a casa di Michele? Avevo dato la mia ad alcuni amici e quindi sono andato a dormire da lui».

 

Ma Michele ha litigato con il vecchio?

«Non posso dirlo, so che quell’uomo ha detto di no e anche lui ha dato la disponibilità a testimoniare su quel che ha visto. Io farò lo stesso.

 

Ho perso un fratello».

 

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