giulia sarti andrea de girolamo bogdan tibusche

“DEVO DECIDERE SE DENUNCIARLA PER CALUNNIA O CHIEDERE I DANNI” - L’EX FIDANZATO DI GIULIA SARTI, BOGDAN TIBUSCHE, AGGIUNGE UN ALTRO TASSELLO ALLA STORIA FATTA DI RIMBORSI NON VERSATI, RIPICCHE, FILMINI IN CAMERA DA LETTO - IL GIP NON CREDE ALLA DEPUTATA M5S E ARCHIVIA LA DENUNCIA DI APPROPRIAZIONE INDEBITA E TRUFFA CONTRO TIBUSCHE - I PROBIVIRI DECIDERANNO SULL’ESPULSIONE DELLA SARTI DAL MOVIMENTO

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

giulia sarti andrea de girolamo

«A questo punto dobbiamo soltanto decidere se presentare una denuncia per calunnia contro Sarti o una richiesta di risarcimento danni». Pochi minuti dopo aver saputo che il giudice ha archiviato l' inchiesta, Bogdan Tibusche parla con il suo avvocato Mario Scarpa e pianifica le prossime mosse.

 

«Ha mentito - dice - mi ha accusato ingiustamente e deve pagare». La guerra tra i due fidanzati dunque continua e potrebbe coinvolgere alcuni esponenti di primo piano del Movimento 5 Stelle se è vero che, come Tibusche ripete da giorni, «tutti sapevano che la sua era una denuncia falsa».

 

giulia sarti

Rimborsi non versati, ripicche tra innamorati, filmini: la lite tra i due adesso si sposta anche di fronte ai probiviri che dovranno decidere sull' espulsione di Giulia Sarti chiesta dal capo politico Luigi Di Maio. E in quella sede l'onorevole, che si è già dimessa da presidente della commissione Giustizia, dovrà difendersi anche dall' accusa di aver utilizzato i soldi destinati al Movimento - così come prevede lo statuto interno - per acquistare auto, pagare affitti e installare telecamere in camera da letto. Spese di cui si parla nelle chat consegnate dallo stesso Tibusche al pubblico ministero di Rimini.

 

«Ho restituito più di 170 mila euro. Se il Movimento, dopo aver letto tutte le memorie e i riscontri con le evidenze bancarie riterrà di dovermi espellere senza motivo, deciderò.

Ma fino a quel momento, rimango», ha scritto lei su Facebook.

 

giulia sarti

Scrive il giudice motivando la decisione di archiviare l'accusa di appropriazione indebita e truffa contro Tibusche: «Sarti ha sempre avuto la possibilità di controllare i movimenti del conto corrente. Tibusche era stato autorizzato ad operare sul conto anche attraverso l'utilizzo del token che gli permetteva di effettuare bonifici e altre operazioni bancarie. Non emerge in alcun modo che avesse superato i limiti previsti dagli accordi intercorsi tra le parti, infatti soltanto dopo lo scoppio dello scandalo l' onorevole ha contestato all' indagato l' appropriazione di somme di denaro».

 

GIULIA SARTI

Non solo: «Emerge che alcuni bonifici furono effettuati dalla stessa onorevole, la quale è riuscita anche a ricostruire i movimenti bancari sin da 2014, dunque non ci sono elementi idonei per ritenere che Bogdan abbia sottratto le somme di danaro senza che l' onorevole Sarti avesse autorizzato o approvato quantomeno implicitamente tali operazioni».

 

Due giorni fa Sarti ha presentato una memoria cercando di ribaltare il giudizio dei magistrati, ma il giudice ha ritenuto che non fosse in alcun modo credibile. Scrive il giudice: «Sostiene che non avrebbe mai autorizzato Tibusche a prelevare somme per pagare il canone di locazione dell'appartamento e che fino al 13 febbraio 2018 avrebbe riposto piena fiducia nel suo allora fidanzato e solo il 14 febbraio si sarebbe resa conto dell' asportazione di ingenti somme da parte dell' indagato. Le osservazioni sono agevolmente superabili ribadendo che la stessa Sarti ammette di avere effettuato controlli sui bonifici e non aver riscontrato irregolarità».

GIULIA SARTI

 

Tibusche ieri ha dichiarato all' Adnkronos , rilanciato da alcuni siti, che consegnerà all'avvocato l' elenco delle spese: «Dei 17.800 euro "imputati a me", 5 mila euro sarebbero stati accantonati per pagare il Tfr della collaboratrice di Giulia: dovevo metterlo da parte prima della campagna elettorale, dato che lei non aveva la certezza di essere rieletta e quei soldi li doveva"; 600 euro sarebbero stati spesi per un sistema microfonico wireless Sennheiser G2 per fare i suoi video politici e per i social e altri mille per due telefoni Samsung S6». Infine i 4 mila euro per il sistema di telecamere di videosorveglianza installato a casa della Sarti. Il giovane non scende nel dettaglio ma sibillino annuncia: «Ho le prove di acquisto».

GIULIA SARTI

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