antonella viola

"DUE CARABINIERI MI SEGUIRANNO OVUNQUE PER TRE MESI, IO E LA MIA FAMIGLIA VIAGGIAMO SU DUE MACCHINE DIVERSE" - L'IMMUNOLOGA E TELE-STAR ANTONELLA VIOLA PARLA DELLA SUA VITA SOTTO SCORTA DOPO CHE LE HANNO SPEDITO UNA LETTERA DI MINACCE CON UN PROIETTILE PER AVER INVITATO A VACCINARE I BAMBINI: "HO CAMBIATO ABITUDINI PER NON PESARE TROPPO SUGLI AGENTI, PRIMA ANDAVO A FARE PASSEGGIATE A PADOVA E APERITIVI, ORA NON PIÙ. PAURA DI UN'AGGRESSIONE? DA UNO A DIECI DICO UNO..."

Giusi Fasano per il "Corriere della Sera"

 

ANTONELLA VIOLA

«Io amo molto la musica e suono anche la chitarra. In questi giorni la canzone che mi corrisponde e che suono e canto a squarciagola è L'Avvelenata, di Francesco Guccini. Ha presente?».

 

Come no. Quella che dice: «Se io avessi previsto tutto questo...».

«Esattamente. Dice: "Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?" Ma poi aggiunge: "se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso"».

 

ANTONELLA VIOLA

E lei farebbe lo stesso?

«Eccerto! Non andrò mai in televisione a dire che i bambini non vanno vaccinati perché metterei a rischio le loro vite e per me è inaccettabile. Non saranno certo le minacce a farmi cambiare idea».

 

La voce di Antonella Viola arriva dall'Istituto di Ricerca Pediatrica Citta della Speranza di Padova, che lei dirige oltre a essere immunologa e professoressa universitaria di Patologia Generale.

 

ANTONELLA VIOLA

Da una settimana - dopo la lettera di minaccia con annesso proiettile per essersi spesa a favore delle vaccinazioni dei più piccoli - la prof è sotto tutela: due carabinieri la seguono ovunque vada e una volante della polizia passa a controllare i dintorni di casa sua.

 

antonella viola a otto e mezzo

Professoressa, com'è andata la sua prima settimana sotto scorta?

«Beh, essere sempre accompagnata impatterebbe sulla vita di chiunque. Sulla mia che ero molto abituata a star sola, a fare lunghe camminate sull'argine, oppure sport, shopping, andare al lavoro da sola... Insomma: è tutto molto strano».

 

antonella viola

Cominciamo dal primo giorno. Lei rientrava dalle vacanze e...

«Sono scesa dall'aereo e con la mia famiglia ci siamo separati lì, loro facevano il percorso normale, io sono salita in macchina con i carabinieri. È stato un momento brutto, nonostante la loro gentilezza. Uno dei primi giorni ho chiesto: ditemi i vostri orari e mi adatto. E loro: ma professoressa è lei che deve dirci i suoi! Io però non me la sento di tenerli impegnati facendo la vita di prima».

 

ANTONELLA VIOLA

Quindi ha cambiato lei?

«Sì. Prima rimanevo al lavoro fino alle otto di sera, per esempio, adesso cerco di staccare prima e andare a casa. Anche loro devono tornare dalle loro famiglie e mi dispiace far fare loro tardi. Pensi che sabato sono rimasta chiusa in casa tutto il giorno».

 

Perché ha paura?

«No. È che mi faccio scrupolo a sacrificare il loro tempo. In condizioni normali il mio sabato sarebbe stato una passeggiata in centro di pomeriggio, magari un aperitivo e poi da qualche parte a cena. Ma non me la sento proprio di far passare una giornata così anche a loro. Sperando che tutto questo duri poco... Se poi dovesse essere una condizione a lungo termine rivedrò il ragionamento».

antonella viola

 

Di quanto tempo le hanno parlato?

«Mi hanno detto che sarebbe durata tre mesi alla fine dei quali rivaluteranno tutto. Spero si fermi lì, sinceramente».

 

ANTONELLA VIOLA

Da uno a dieci: quanto teme un'aggressione fisica?

«Da uno a dieci dico uno. Non sento addosso nessuna ansia. Ma non posso negare di aver modificato un po' il mio atteggiamento essendo attenta al loro».

 

antonella viola

E cioè?

«Cioè, non posso fare a meno di notare il modo in cui guardano chiunque si avvicini a me come una possibile minaccia. E mi fa impressione fare lo stesso ragionamento per riflesso condizionato. È uno dei motivi per cui rinuncio a fare le passeggiate per Padova, dove oltretutto mi conoscono tutti. Forse è questa la cosa più brutta. Certamente per me è strano».

 

antonella viola

C'è chi pensa che la scorta sia uno status symbol.

«Guardi: ci si può scherzare, volendo, ma non è così. Alcune amiche scherzando, appunto, mi hanno detto: così non hai problemi per il parcheggio e puoi bere se sei a cena fuori. Ma era solo per alleggerire un po' i toni. Chi pensa una cosa del genere non sa di cosa parla».

 

antonella viola 2

Pensa mai: chi me lo ha fatto fare di espormi?

«Direi di no. Io ho il mio lavoro, posso smettere anche oggi di parlare attraverso i media ma credo che invece sia importante farlo, raccontare la scienza e la sua metodica a quante più persone possibili. Perché è importante l'accettazione e la comprensione dei principi scientifici».

 

ANTONELLA VIOLA IMMUNOLOGA

Anche se gli anti-scienza la minacciano?

«Io faccio dei distinguo. È vero che ci sono i no-vax ma non vanno confusi con i violenti. L'altro giorno, per dire, mi ha scritto una signora no-vax per dirmi, in tono molto garbato, che le dispiace per le mie limitazioni ma che anche lei si sente limitata nella sua libertà e che ha paura perché gli scienziati sono umani e possono sbagliare».

 

antonella viola 2

Le ha risposto?

«Sì. Le ho scritto che quel poco di libertà che lei ha dipende dal fatto che tante altre persone si sono vaccinate, perché se tutte avessero fatto come lei oggi saremmo alla guerra civile. E le ho detto di fidarsi di noi, come si fida del conducente del treno che prende o dell'ingegnere che ha costruito la sua casa».

 

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