massimo galli

IL CANTO DEL GALLI – L'INFETTIVOLOGO MASSIMO GALLI SI MOSTRA TRANQUILLO AL TERMINE DELL'UDIENZA DEL PROCESSO CHE LO VEDE IMPUTATO PER FALSO E TURBATIVA PER UN PRESUNTO CONCORSO TRUCCATO ALL'UNIVERSITÀ DI MILANO: “È UNA VICENDA PER ME KAFKIANA, IN QUEL CONCORSO HA VINTO LA PERSONA MIGLIORE PER QUELLA POSIZIONE. MA IL SISTEMA DEI CONCORSI UNIVERSITARI HA SERI PROBLEMI” – PER L’EX PRIMARIO DELL’OSPEDALE SACCO L'ACCUSA HA CHIESTO UNA CONDANNA A UN ANNO E 10 MESI. LA SENTENZA È ATTESA PER IL 19 LUGLIO

massimo galli

(ANSA) - "Io credo che il sistema dei concorsi universitari abbia dei seri problemi, che comunque dovranno essere affrontati, vanno stabilite quali siano le responsabilità e le possibilità che gli atenei possono avere per decidere gli arruolamenti. Ma non è comunque questo l'oggetto di questo processo". Così l'infettivologo Massimo Galli ha risposto ai cronisti al termine dell'udienza del processo milanese che lo vede imputato per falso e turbativa per un presunto concorso truccato.

 

massimo galli

Processo che, dopo l'ultima arringa delle difese di oggi, arriverà a sentenza il 16 luglio. "Come ho già mille volte ribadito - ha aggiunto Galli, ex primario del Sacco in pensione e volto molto noto nelle fasi più drammatiche della pandemia Covid - questa è una vicenda per me kafkiana, una situazione assai fastidiosa, perché io ho agito secondo scienza e coscienza e in quel concorso ha vinto la persona migliore per quella posizione".

 

Nelle scorse udienze i pm Carlo Scalas e Eugenia Baj Macario hanno chiesto una condanna ad un anno e 10 mesi per Galli e un anno e 6 mesi per Agostino Riva, suo stretto collaboratore e che risultò il candidato vincente nel 2020 di quel concorso per il ruolo di professore di seconda fascia in malattie cutanee, infettive e dell'apparato digerente.

 

universita statale milano

L'avvocato Luca Troyer, legale di Riva, ha spiegato, davanti ai giudici della decima penale, che il team di Galli diede un "contributo fondamentale che portò al vaccino contro il Covid" e "l'idea di Galli era di lasciare un elemento di continuità", ossia Riva, "il suo era un interesse pubblico, clinico e scientifico, l'interesse che un metodo di ricerca scientifica andasse avanti". E il difensore, così come avevano fatto i legali di Galli nella scorsa udienza, ha chiesto l'assoluzione dal falso e dalla turbativa. Inizialmente il collegio aveva fissato la prossima udienza per repliche e sentenza all'11 luglio, ma Galli con un sorriso ha esclamato "ma è il mio compleanno" e così è stata scelta un'altra data.

 

massimo galli 4

"Privilegiare la 'propria scuola' voleva dire per Galli - ha chiarito Troyer - lasciare nel team che aveva costruito negli anni un elemento di continuità. Questo era il suo intento". "Galli - ha aggiunto il difensore - non voleva fare un accordo illecito con Riva. Galli aveva un suo retropensiero sulla sua scuola forse e si è mosso comunque nei limiti della sua discrezionalità".

 

E sull'accusa di falso ha spiegato: "Non c'è prova del coinvolgimento di Riva in quel verbale, sono cose che lui non sapeva, non ha partecipato alla stesura del verbale, gli indizi non ci sono". Secondo le accuse, Galli sarebbe intervenuto come componente della "commissione giudicatrice" sul verbale di "valutazione dei candidati": in questa veste avrebbe attestato che il "prospetto" con i "punteggi attribuiti fosse il risultato del lavoro collegiale" nel corso di una riunione da remoto del febbraio 2020 mentre, secondo gli accertamenti, sarebbe stato "concordato" solo dopo. Per l'accusa, sarebbe stato lo stesso Riva a indicare i "punteggi".

 

universita statale milano

Chi si era visto penalizzato nel concorso, ossia Massimo Puoti del Niguarda, aveva comunque manifestato, dopo la notizia dell'indagine, la "massima stima" nei confronti di Galli. Per i pm Galli fu "il regista dell'operazione". Sempre per l'accusa, quello non fu, infatti, "un concorso vero", ma il bando fu ritagliato "su misura", con i criteri valutativi predefiniti per Riva, come emerso da alcune intercettazioni tra Galli e Riva. L'infettivologo, coi legali Giacomo Gualtieri e Roberto Rigoni Stern, ha sempre respinto le accuse.

massimo galli

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…