quarantena coronavirus isolamento

L’ITALIA RISCHIA LA PARALISI - IL PROBLEMA NON SONO TANTO I CONTAGIATI MA I CONTATTI COSTRETTI ALL'ISOLAMENTO: SECONDO LE PREVISIONI DEGLI ESPERTI  A METÀ GENNAIO AVREMO 100 MILA POSITIVI AL GIORNO”. IL CHE VUOL DIRE ALMENO UN MILIONE DI PERSONE COSTRETTE ALLA QUARANTENA PER UNA SETTIMANA, IL PAESE RISCHIEREBBE DI FERMARSI. IL GOVERNO STA VALUTANDO LA POSSIBILITÀ DI RIDURRE I TEMPI PER CHI HA LA TERZA DOSE...

 

Allo studio riduzione quarantena per chi ha terza dose

(ANSA) -  Si sta valutando la possibilità di ridurre i tempi di quarantena per chi ha già ricevuto il booster. E' quanto si apprende da fonti qualificate che sottolineano che, qualora una persona abbia ricevuto la terza dose venga a contatto con un positivo, deve restare in isolamento per alcuni giorni. La durata si sta valutando.

NATALE CON IL COVID - BY ELLEKAPPA

 

Attualmente la quarantena per un vaccinato venuto in contatto con un positivo è di 7 giorni. Le decisioni, anche del Cts, potrebbero arrivare quando si avranno dati più conclusivi sulla variante Omicron. Intanto è allo studio anche il periodo di quarantena per chi ha completato il ciclo vaccinale con 2 dosi 

 

Niccolò Carratelli e Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

Nessuno può dire con certezza quando toccheremo il picco dell'ondata targata Omicron. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, potremmo arrivare «a metà gennaio con 100 mila positivi al giorno». Non è una stima eccessiva, considerando il tasso di moltiplicazione mostrato fin qui dalla nuova variante: «Con gli spostamenti per le feste, i baci, gli abbracci e poi la riapertura delle scuole - spiega Pregliasco - a gennaio vedremo i veri effetti di questa nuova ondata».

Quarantena Covid

 

La straordinaria velocità con la quale la Omicron sta facendo dilagare i contagi ha già imposto un interrogativo al governo: se davvero verrà confermata la minore pericolosità di questa mutazione del virus, cosa succederà alla quarantena obbligatoria, non soltanto per i positivi, ma anche per i loro contatti stretti? Risposta urgente, se pensiamo che, in media, per ogni contagiato, ci sono almeno 10-12 persone costrette a chiudersi in casa per una settimana (se vaccinate, altrimenti 10 giorni).

 

LA VARIANTE OMICRON BY OSHO

Qualora il numero dei nuovi casi continuasse ad aumentare al ritmo di queste ore, andrà presa una decisione drastica e andrà fatto entro fine gennaio, perché, spiegano fonti di Palazzo Chigi e del ministero della Salute, la positivizzazione di massa (che a Londra è già realtà) rischia di bloccare l'intero Paese.

 

Da qui alle prime due settimane di gennaio si conoscerà l'impatto sulle ospedalizzazioni di Omicron. Ma i primi risultati degli studi inglesi, annunciati dieci giorni fa dal ministro della Salute britannico ai colleghi, compreso l'italiano Roberto Speranza, fanno sperare in un maggiore contenimento del danno sanitario.

 

MATTEO BASSETTI 2

Troppi in quarantena In altri termini, non si esclude una revisione dell'obbligo di quarantena, se il virus continuerà la sua corsa senza, però, mettere alla prova il sistema ospedaliero. L'alternativa è un Paese con milioni di lavoratori a casa. Una prospettiva rilanciata proprio ieri dall'infettivologo Matteo Bassetti: «Con oltre 50 mila casi al giorno, destinati a diventare molti di più nelle prossime settimane, dobbiamo vivere in maniera diversa la convivenza con il virus - ha scritto su Facebook -. Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo».

 

Perché il rischio, a lungo andare, è quello di «trovarci con milioni di persone isolate e in quarantena: chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi lavorerà in ospedale? - chiede Bassetti -. Usciamo dalla visione del Covid come malattia devastante ed entriamo nella fase endemica, con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse». Il problema è capire se basterà evitare l'autoreclusione ai soli contatti stretti o se questa decisione sarà l'anticamera per lasciare liberi, in un secondo momento, anche coloro che risultano positivi al tampone, ma magari non hanno per nulla sintomi o ne hanno pochi, grazie al vaccino.

 

Quarantena Covid 2

Un positivo ogni 9 tamponi Gennaio, del resto, sarà sicuramente il mese della campagna sulla terza dose. Oggi scatta la somministrazione del booster anche per tutti i ragazzi di 16 e 17 anni, oltre che per i soggetti fragili tra i 12 e 15 anni. Il premier Mario Draghi non ha nemmeno escluso l'ipotesi circolata nelle ultime settimane di imporre un lockdown solo per i No Vax. E le notizie dei contagi in regressione in Germania sono un precedente che potrebbe persuadere il governo a procedere in questo senso. Inutile dire che la logica conseguenza del ragionamento in corso sulla revisione della quarantena porterebbe a un'altra conclusione: se Omicron dovesse rivelarsi più insidiosa, visto anche il "buco" di queste settimane tra seconda e terza dose, da metà gennaio il governo sarebbe costretto a riesumare una qualche forma di lockdown generalizzato.

 

VARIANTE OMICRON 19

Molto dipenderà dall'andamento della curva dei contagi e, di certo, non possiamo farci illusioni per il dimezzamento dei casi registrato ieri: poco meno di 25 mila positivi contro i 54 mila del giorno di Natale. I tamponi processati, però, sono stati appena 217 mila, rispetto al record di 969 mila del giorno prima, complici cenoni e pranzi natalizi. Non a caso sono stati quasi 4 milioni i Green Pass scaricati in tre giorni (23-24-25 dicembre). Ma il dato che impressiona è quello relativo al tasso di positività, salito all'11, 5%: di fatto, un test su nove risulta positivo. Continuano a crescere anche i ricoveri ordinari, 328 in più in 24 ore, e i pazienti in terapia intensiva, 18 in più nel saldo tra entrate e uscite. A livello nazionale abbiamo superato la prima soglia critica del 10% dei letti di rianimazione occupati da pazienti Covid. -

 

2 - LA QUARANTENA DEI SANI

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

 

Variante Omicron

È vero che stare in casa in tempo di Natale è condizione quasi normale, però è anche vero che molti italiani si sarebbero risparmiati volentieri la domiciliazione forzata da Covid altrui, quella quarantena per precauzione ma senza contagio, che potremmo definire la Quarantena dei Sani.

 

Facendo un calcolo spannometrico, si può stimare che sono circa un milione e mezzo le persone costrette a restare nella propria abitazione durante le festività o perché contagiate (sono 506mila le persone asintomatiche o paucisintomatiche in isolamento domiciliare) o perché conviventi con quelle e perciò potenzialmente a rischio infezione, ma di fatto in buona salute (parliamo di circa un milione di italiani). Una fotografia che impressiona ma in realtà dovrebbe rassicurare: a fronte del milione e mezzo di italiani obbligati a rimanere tra le proprie pareti e degli oltre 516mila individui attualmente positivi, soltanto 1.089 sono in terapia intensiva (quindi lo 0,2% dei contagiati) e solo 9.220 sono ricoverati in ospedale con sintomi (l'1,8%).

BABBO NATALE DRAGHI

 

Un rapporto molto minore, ad esempio, rispetto a quello dello scorso anno: il 26 dicembre 2020, al cospetto di oltre 580mila positivi, oltre 23mila erano ricoverati con sintomi e 2.582 erano costretti in terapia intensiva. Ciò dimostra che un anno dopo il Covid colpisce con altrettanta ampiezza e magari maggiore velocità, ma fa decisamente meno male, soprattutto per lo scudo vaccinale di cui molti si avvalgono ma anche per la non eccessiva dannosità della variante Omicron (che incide per il 28% dei casi, secondo i dati Iss). Un ulteriore dato aiuta a dimostrarlo: il 26 dicembre 2020 si erano registrati 10.407 nuovi casi e 261 morti, ieri ci sono stati 24.883 nuovi casi e 81 vittime.

LABORATORIO DI ANALISI COVID

 

FASCIA ANAGRAFICA La minore pericolosità del Covid è legata anche alla particolare fascia anagrafica che viene colpita. Come risulta dai dati dell'Istituto Superiore di Sanità diffusi ieri, ben uno su quattro dei nuovi contagiati (esattamente il 26%) è in età scolare, quindi tra 0 e 19 anni, di cui ben la metà (il 48%) nella fascia tra 6 e 11 anni. E in questa fascia la mortalità è decisamente più bassa, se si considera che da inizio pandemia su 826mila casi di infezione nella popolazione 0-19 anni ci sono stati solo 35 decessi (dati Iss di fine novembre).

 

Ulteriormente rassicurante è il fatto che parliamo di una fetta di popolazione poco o per nulla vaccinata, visto che fino al 16 dicembre nessun under 12 anni ha ricevuto il siero. Tutto lascia pensare che la loro percentuale si abbasserà notevolmente via via che la copertura vaccinale per questa fascia aumenterà. E poi, se tanti nuovi positivi sono minorenni non vaccinati, è anche vero che i loro familiari obbligati alla quarantena sono invece adulti e perlopiù vaccinati e quindi, quand'anche venissero contagiati, difficilmente lo sarebbero in forma grave.

 

MARIO DRAGHI

La descrizione di questo scenario non è funzionale a sottovalutare l'impatto crescente dei contagi e a screditare le necessarie misure di contenimento. Ma ci serve per evidenziare un paradosso: nell'ultimo anno questo è il momento in cui più italiani sono costretti in casa, ma è anche quello in cui, per via dei vaccini e della fascia anagrafica colpita (tanti minori), la stragrande maggioranza delle persone in isolamento o quarantenate sta più o meno o del tutto bene. Ovviamente non si tratta di un argomento a favore dei No Vax, ma dell'esatto contrario. Più ci si vaccina e si fanno vaccinare gli under 12, più l'incidenza del virus sarà blanda in termini di pericolosità e letalità.

 

crisanti, bassetti e pregliasco cantano si si si, vacciniamoci 1

 CAMBIO DI PASSO Ma questa fotografia prelude anche alla necessità di un drastico cambio delle regole nella gestione delle persone plurivaccinate che entrano in contatto con dei positivi, come chiede ad esempio l'infettivologo Matteo Bassetti: «Non si può affrontare questa fase con le stesse regole dello scorso anno. Abbiamo oltre l'80% della popolazione generale che è protetta», avvertiva ieri il prof su Facebook. «Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo. Il rischio, continuando così, è trovarci tra pochissimo con milioni di persone isolate e in quarantena. Usciamo dalla visione del Covid come malattia devastante e entriamo nella fase endemica con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse. Altrimenti sarà durissima». Basta insomma alle quarantene di massa dei sani. Lasciamo che a casa tra loro resti solo chi, per il freddo fuori e l'attrazione del focolare dentro, preferisce trascorrere del tempo coi cari, a prescindere dai casi (positivi).

crisanti, bassetti e pregliasco cantano si si si, vacciniamoci 3

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