massimo dalema gherardo gardo

SCAVA SCAVA E “LA VERITÀ” SCOPRE CHE UNO DEGLI INTERMEDIARI DEL TENTATO BUSINESS DI ARMI CON LA COLOMBIA TENTATO DA D’ALEMA (IL COMMERCIALISTA GHERARDO GARDO) È COLLEGATO DIRETTAMENTE A UN SOCIO DELLA FAMIGLIA DI “BAFFINO” - CHI HA PRESENTATO A CHI L’AVVOCATO AMERICANO ROBERT ALLEN, VERSO IL CUI STUDIO DOVEVANO TRANSITARE GLI OLTRE 80 MILIONI DI PROVVIGIONI? LE VERSIONI CONTRASTANTI DI GIANCARLO MAZZOTTA E DEI DUE BROKIER CARUSO E AMATO…

Giacomo Amadori e François De Tonquedec per “La Verità”

 

MASSIMO DALEMA

Abbiamo trovato dentro alla società di vino della famiglia di Massimo D'Alema il primo anello che porta attraverso un tortuoso incastro di società allo studio legale di Miami coinvolto nella trattativa per una maxi commessa da 4 miliardi di euro per navi, aerei e sottomarini  da fornire alle forze armate colombiane.

 

Con alcune persone a lui vicine l'ex premier aveva spiegato che a proporre lo studio legale di Robert Allen come mediatore era stato un suo amico, Giancarlo Mazzotta, politico pugliese imputato in diversi processi con accuse gravi come l'estorsione aggravata dal metodo mafioso.Ma Mazzotta aveva scaricato la responsabilità della scelta dello studio sui broker Emanuele Caruso e Francesco Amato. Sarebbero stati loro a indicare dove far transitare gli oltre 80 milioni di provvigioni che D'Alema aveva previsto dovessero arrivare da due aziende partecipate dallo Stato, Leonardo e Fincantieri.

GHERARDO GARDO

 

Ma qualcosa non tornava in queste versioni, anche perché nell'audio pubblicato in esclusiva dalla Verità e in cui D'Alema conversava amabilmente con un ex sanguinario comandante dei paramilitari di estrema destra colombiani, si sentiva la voce dell'ex leader del Pds perorare un incarico allo studio Allen da parte degli interlocutori sudamericani, il che avrebbe garantito: «È molto importante che la parte colombiana sia rappresentata da una società legale, di avvocati. Dev'essere uno studio legale. Per due ragioni. Innanzitutto il contratto tra Robert Allen e la parte colombiana sarà sottoposto al controllo delle autorità degli Stati Uniti d'America. Perché Robert Allen è una società americana. La legge americana protegge l'attività legale, il rapporto tra il legale e il suo cliente, con il segreto».

 

mail dalema giordo pubblicata a la verita

Dunque, era già molto chiaro che la scelta dello studio fosse sponsorizzata da D'Alema. Nell'inchiesta a puntate che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi era anche evidenziato il ruolo di Umberto Claudio Bonavita, l'avvocato dello studio Allen con cui il gruppo Leonardo stava preparando il contratto di consulenza per la vendita di 24 M-346, caccia d'addestramento destinati alla Colombia.

 

Avevamo anche sottolineato come i broker Caruso e Amato avessero avuto come interlocutore dell'affare anche il commercialista bolognese Gherardo Gardo, descritto dai broker come stretto collaboratore di D'Alema. In una mail del 3 dicembre, poi, lo stesso Bonavita aveva chiesto di includere in una conference call via Signal, Zoom o Whatsapp, anche «il nostro collega italiano Gherardo Gardo».

 

avvocato Robert Allen

I due si erano recati il 14 dicembre a Cartagena de Indias, amata residenza di Gabriel Garcia Marquez, per una visita allo stabilimento della Cotecmar (la Fincantieri colombiana) per un incontro con l'ammiraglio Rafael Callamand. Insieme con loro ci sarebbe stato anche il responsabile per l'America Latina di Fincantieri, Stelio Antonio Vaccarezza.

 

Ma adesso ecco la nostra nuova pista. Basta seguire il filo rosso che parte dalla società, tutta italiana, che commercializza il vino di Baffino e che porta fino a Miami, al 1.441 di Brickell Avenue, suite 1.400, ovvero dentro la sede dello studio Allen. La Silk road wines, amministrata da D'Alema senior e con sede a Orvieto, è stata fondata nell'aprile 2019. Tra i soci ci sono i due figli dell'ex premier, Francesco e Giulia, che all'inizio insieme con il padre controllavano il 50 per cento delle quote.

 

jet m346 di leonardo

L'altra metà è di proprietà di tre familiari di Riccardo Cotarella, l'enologo dei vip, l'uomo che ha trasformato l'ex primo ministro in un appassionato vignaiolo. Ma nel giugno 2019 i D'Alema sembrano aver perso il controllo dell'azienda trasferendo il 15 per cento del pacchetto azionario in mano all'ex ministro degli Esteri a un fondo lussemburghese, l'Amana investment glass fund, di cui parleremo tra poco.

 

Giancarlo Mazzotta

Nei documenti della Camera di commercio risulta un valore della produzione per il 2020 di 83.000 euro, con un utile di 31.000. La Silk, come detto, distribuisce i vini della società agricola La Madeleine, di cui sono azionisti i due figli di D'Alema, la moglie Linda Giuva, che è anche amministratrice, e, di nuovo, il fondo Amana, entrato nella partita nel 2018.

 

Secondo la documentazione consultata dalla Verità, il «beneficial owner» del fondo è Massimo Tortorella, romano, classe 1970, presidente del Consulcesi group, attivo nel settore della formazione e della consulenza legale destinata ai medici, che ha una filiale proprio a Miami, la Consulcesi Llc (in liquidazione), ubicata sempre su Brickell Avenue, ma al 1.200.

 

EMANUELE CARUSO

 Il sito internet Bisprofiles.com ci informa che è controllata da Tortorella e da una società con sede allo stesso indirizzo, la Pondarosa holdings Llc. Concentriamoci un attimo su quest' ultima: tra i manager della Pondarosa c'è il commercialista Gardo, il professionista dell'affare delle armi. Scopriamo così che uno degli intermediari del tentato business con la Colombia è collegato direttamente a un socio della famiglia D'Alema. Ma le coincidenze non sono finite.

 

Il «registered agent» (una specie di domicilio legale) della Pondarosa è la Wey Llc, che nelle slide di presentazione del 2016 indica, con tanto il foto, Gardo come amministratore delegato e Umberto Bonavita in veste di presidente.La Pondarosa controlla anche un'altra società, inattiva dal 2021, la Product form Llc, sempre con sede al 1.200 di Brickell Avenue, che, possedeva il pacchetto di maggioranza del fondo lussemburghese Amana.

 

LA MAIL INDIRIZZATA A MASSIMO DALEMA DEL DIRIGENTE DI LEONARDO PER LA VENDITA DI ARMI AI COLOMBIANI

La Falcon limited di Tortorella ha acquistato il 100 per cento delle quote del fondo, compreso il 60 della Product, ma non c'entrerebbe nulla con quest' ultima.Quel che risulta chiaro, comunque, è che l'uomo scelto da Massimo D'Alema come socio delle due aziende di famiglia si avvale degli stessi professionisti operativi a Miami che avrebbero dovuto gestire gli 80 milioni di provvigioni dell'affare delle armi.

 

massimo dalema tratta con edgar fierro

Chi li ha consigliati a chi? Dopo questa nostra inchiesta, ieri sera, abbiamo cercato in tutti i modi di metterci in contatto con Tortorella, dopo averci provato inutilmente con Bonavita e Gardo. Tortorella ci ha ricontattato e ci ha risposto con grande trasparenza, svelando tutto l'arcano. «Ho conosciuto D'Alema nel ristorante sotto casa mia in Fulham road. Il locale si chiama Gola e l'ex premier aveva organizzato una degustazione dei suoi vini. È nata subito una simpatia e quella stessa sera è venuto nella mia casa stupenda vicino allo stadio del Chelsea. Eravamo pure mezzi brilli.

 

OSCAR JOSE OSPINO PACHECO

I vini mi sono piaciuti moltissimo e per questo ho deciso di diventare socio. Mi disse che la quota valeva 2-3 milioni, non ricordo esattamente quanto, e per questo, trattandosi di un politico (ride, ndr) ho deciso di far fare una perizia a Gardo, che fa il fiscalista negli Stati uniti e in Italia. Lo avevo conosciuto nel 2013 a Miami e a lui avevo affidato la mia società americana per entrare nel mercato americano della formazione. Poi Gherardo si è proposto di fare la perizia. L'ex premier mi aveva detto: "Vale questo". Ho pensato: "Sì amore mio, tu dici che vale così, ma fammi controllare se è vero, sei un ex primo ministro, il vino è buono, ma fammi vedere"».

 

DALEMA E LE ARMI IN COLOMBIA - LE LETTERE DI PATROCINIO DELLA CAMERA EUROMEDITERRANEA

Quindi già nel 2018 D'Alema conosce Gardo e i due entrano in confidenza: «Insieme non li ho mai incontrati, perché io vivevo già a Londra e Gherardo è andato nella tenuta di D'Alema per fare la perizia senza di me. Da là si conoscono, là hanno creato i rapporti. So che comunque sono entrati in simpatia perché me lo ha detto proprio Gherardo, anche se non so che consulenze gli abbia dato D'Alema».

UNA VIDEOCHIAMATA CON MASSIMO DALEMA

 

Da quando non vede Gardo? «Da circa due anni, anche perché è spesso negli Stati uniti. L'ultima volta, comunque, l'ho sentito circa un mese fa. Stava in America, ma non mi ha parlato dell'affare delle armi che mi ha pure innervosito». E Bonavita? «Non l'ho mai visto né conosciuto, non so chi sia. Probabilmente è il riferimento americano di Gardo».I destini di Tortorella e dell'ex premier si incrociano non solo nelle aziende collegate al vino, ma anche nella onlus Sanità di frontiera, di cui D'Alema è presidente e Tortorella, secondo il sito Internet della no profit, «ideatore».

MASSIMO DALEMA E LA VENDITA DI ARMI IN COLOMBIA - I DOCUMENTI CONTRAFFATTI CHE I BROKER ITALIANI HANNO PROVATO A RIFILARE A LEONARDO E FINCANTIERI

 

Sanità di frontiera, particolarmente sensibile al tema dell'immigrazione, vanta anche «il sostegno della Santa Sede attraverso l'Obolo di San Pietro grazie all'intervento diretto di Sua Santità papa Francesco». Stando a un verbale dell'inchiesta vaticana sul cardinale Angelo Becciu, a far ottenere il sostegno sarebbe stato Giuseppe Maria Milanese, presidente di Confcooperative Sanità. Rispondendo a una domanda dell'aggiunto Alessandro Diddi, Milanese ha infatti affermato: «Consulcesi è una società di Massimo Tortorella che io stesso ho introdotto in Sds (Segreteria di Stato, ndr) attraverso il progetto Sanità di frontiera».

 

La Onlus, che ha la sede in piazza Farnese allo stesso indirizzo della fondazione Italianieuropei di D'Alema, vanta partner di prim' ordine, come Banca Intesa, Poste italiane, la Regione Lazio, Banca ifis, la Fondazione Snam e quella di Tim. Tra i sostenitori anche la Open society foundation del discusso miliardario George Soros. Tortorella è fierissimo del suo progetto: «Mi dedico alle persone che hanno bisogno, alla charity, ho aperto una scuola in Eritrea. Quando c'è stato il Covid ho comprato le mascherine e le ho distribuite».

LA MEDIAZIONE DI MASSIMO DALEMA PER UNA VENDITA DI ARMI ALLA COLOMBIA

 

A capo dell'advisory board c'è anche Gianni Letta, già braccio destro di Silvio Berlusconi: «La mia è un'organizzazione bipartisan, ma nonostante i grandi nomi dei politici e dei partner i soldi li ho sempre messi quasi tutti io. Mi aspettavo facessero di più. Il sostegno del Vaticano? Ho scritto personalmente una lettera al Santo Padre». Che, siamo certi, non avrà gradito la notizia della trattativa portata avanti dal presidente della Onlus per vendere armi alla Colombia.

MASSIMO DALEMA

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