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LA LEGGE DEI NARCOS – IL COMANDO VERMELHO, LA PIÙ POTENTE ORGANIZZAZIONE CRIMINALE DI RIO JANEIRO, DECIMATA DAL RAID DELLA POLIZIA CHE HA CAUSATO 138 MORTI, UTILIZZA LA VIOLENZA BRUTALE COME STRUMENTO DI DISCIPLINA E CONTROLLO – I NARCOS PUNISCONO I SUOI MEMBRI E GLI ABITANTI DELLE FAVELAS ATTRAVERSO I "TRIBUNALI DEL NARCOTRAFFICO", CORTI PARALLELE CHE DECIDONO LE PENE: DONNE IMMERSE NEL GHIACCIO, UOMINI TRASCINATI PER STRADA, TORTURE FILMATE E UMILIAZIONI PUBBLICHE – IL GOVERNO DELLO STATO DI RIO, GUIDATO DA UN UOMO DI BOLSONARO, AVEVA ANTICIPATO IL BLITZ ANTI-NARCOS AL CONSOLATO USA, SENZA INFORMARE LULA…

IL TERRORE DEL COMANDO VERMELHO NELLE FAVELAS DI RIO

operazione di polizia nella favela a rio de janeiro contro il comando vermelho 4

(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 30 OTT - Donne immerse nel ghiaccio, uomini trascinati per strada, torture filmate e umiliazioni pubbliche: è quanto emerge da un'inchiesta della Procura di Rio de Janeiro che documenta le pratiche di castigo del Comando Vermelho, la più potente organizzazione criminale della città brasiliana.

 

Lo riportano i principali media del Paese sudamericano.    Secondo il Gruppo speciale anticrimine, i leader della fazione utilizzano violenze fisiche come strumento di disciplina e controllo, punendo sia membri interni all'organizzazione criminale sia gli abitanti delle favelas sotto il loro dominio attraverso i cosiddetti "tribunali del narcotraffico", vere e proprie corti parallele che decidono le pene — spesso torture o esecuzioni — senza alcun intervento delle autorità statali.   

 

Edgar Alves Andrade alias Doca

Al centro della struttura c'è Juan Breno Malta Ramos Rodrigues, detto "BMW", responsabile delle sanzioni e capo del gruppo di esecuzioni "Equipe Sombra".

 

Tra i casi citati, una donna immersa in una vasca di ghiaccio "per essere stata conflittuale" e un uomo trascinato da un'auto fino allo svenimento.   

 

Il documento identifica come capo supremo Edgar Alves Andrade, alias "Doca", attualmente latitante, e cita anche Fagner Campos Marinho, detto "Bafo", braccio operativo nelle torture.

 

Per la Procura, questi rituali di violenza servono a mantenere l'ordine e il terrore nelle comunità controllate dal Comando Vermelho, sostituendo lo Stato con la legge della paura.

 

 

UN DOSSIER INVIATO A TRUMP PRIMA DEL RAID NELLE FAVELAS

operazione di polizia nella favela a rio de janeiro contro il comando vermelho 6

(ANSA) (di Patrizia Antonini) - RIO DE JANEIRO, 30 OTT - A Rio de Janeiro è stata la giornata dei funerali e delle polemiche, dopo la maxi operazione di polizia contro il Comando Vermelho nei Complessi delle favelas di Penha e Alemao, finita con la mattanza di 138 persone.

 

Ma è stato anche il giorno dei retroscena e delle polemiche. Al centro c'è un dossier inviato all'amministrazione di Donald Trump.  Un documento che il governo dello Stato di Rio - guidato dal bolsonarista Claudio Castro - ha consegnato direttamente al consolato degli Stati Uniti, senza informare l'esecutivo di Lula.    Il rapporto, preparato dall'area dell'Intelligence della segreteria di Pubblica sicurezza di Palazzo Guanabara, indica il Comando Vermelho come un'organizzazione terroristica con ramificazioni e attività negli Stati Uniti, descrivendone in dettaglio l'espansione nel Nord America, e individuando Penha e Alemao come suoi bastioni.

 

jair bolsonaro donald trump

L'iniziativa - è stato spiegato dagli alleati di Castro - è una mossa per venire incontro all'amministrazione repubblicana Usa, intenzionata ad iscrivere il Comando Vermelho nella black list del terrorismo come già avvenuto con i venezuelani del Tren de Aragua e del Cartello dei Soles contro cui l'inquilino della Casa Bianca promuove una campagna di bombardamenti navali, con esecuzioni sommarie di presunti narcotrafficanti.   

 

operazione di polizia nella favela a rio de janeiro contro il comando vermelho 2

D'altra parte - come rilevato dal New York Times - in Brasile molti hanno visto la dimostrazione di forza di Castro come un tentativo di guadagnare consensi politici in vista delle elezioni del 2026, considerato che la questione della sicurezza nel Paese resta in testa a tutte le priorità nei sondaggi.

 

Non è sfuggito che il governatore - che martedì andrà a processo per abuso di potere politico ed economico rischiando di chiudere il mandato in anticipo - nel vantarsi di aver assestato un colpo al narcoterrorismo ha usato la stessa retorica di Trump. Ed è stato inoltre notato come l'estrema violenza dell'operazione di polizia richiami alla mente un post di Flavio Bolsonaro dell'ottobre scorso, quando il figlio dell'ex presidente di destra aveva invitato il segretario della Difesa Usa, Pete Hegsteh, ad attaccare le imbarcazioni dei narcos nella Baia di Guanabara.

 

LULA ALLE NAZIONI UNITE

Proprio come accade al largo del Venezuela.    Gli alleati di Lula sono unanimi nel definire la carneficina di Rio una manovra elettorale. "Uno show montato sui morti e le lacrime di centinaia di madri", secondo il leader del Partito dei Lavoratori (Pt) Edinho Silva. Una "strage a fini elettorali, pianificata politicamente", per il presidente di Embratur, Marcelo Freixo. Mentre il ministro della Sicurezza, Ricardo Lewandowski, sottolinea "la sorpresa per il mancato preavviso al governo federale".   

 

operazione di polizia nella favela a rio de janeiro contro il comando vermelho 1

Ma i drappelli conservatori sono decisi a blindare Castro, convocato anche dal giudice Alexandre de Moraes della Corte suprema per il 3 novembre, per fornire spiegazioni. Una delegazione di governatori è arrivata a Rio, guidata dal vertice dello stato di Santa Catarina, Jorginho Mello (Pl), mentre i parlamentari liberali del partito di Bolsonaro, strumentalizzano la campagna elettorale del 2022, quando Lula era arrivato per un comizio fino al Complesso dell'Alemao in un "gesto di riconciliazione con le periferie", insinuando contiguità col Comando Vermelho.

Juan Breno Malta Ramos Rodrigues detto bmw

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