timothy dolan steve bannon leone xiv robert francis prevost

“LEONE XIV SARÀ UN MIX TRA BENEDETTO E FRANCESCO” - IL CARDINALE AMERICANO TIMOTHY DOLAN, LEADER INDISCUSSO DELLA GALASSIA CONSERVATRICE CATTOLICA E AMICO DI TRUMP, SI DICE SODDISFATTO PER L’ELEZIONE DI ROBERT FRANCIS PREVOST: “NON CERCA IL POTERE, MA IL SERVIZIO. NON UN PROGRAMMA POLITICO O UNA STRATEGIA COMUNICATIVA, MA LA TESTIMONIANZA DEL VANGELO. IL RAPPORTO CON TRUMP? COSTRUIRÀ UN PONTE ANCHE CON LUI. IL FATTO CHE SIA AMERICANO È MOTIVO DI ORGOGLIO, MA DA DOVE VIENE È IRRILEVANTE. PREVOST NON ESISTE PIÙ. ORA C’È PAPA LEONE” – MA LA BASE MAGA È INFURIATA: PER STEVE BANNON È "LA SCELTA PEGGIORE…”

Estratto dell’articolo di Domenico Agasso per “la Stampa”

trump dolan

 

[…] il cardinale Timothy Dolan […] è un leader indiscusso della galassia conservatrice cattolica, non solo degli Stati Uniti, amico di Donald Trump, è stato protagonista assoluto sui social nelle intense giornate pre-Conclave. Su X ha scritto: «La preghiera viene prima di tutto. Se non basiamo il nostro lavoro sulla preghiera, siamo nei guai».

 

Si mostra soddisfatto per l'elezione di Robert Francis Prevost, Leone XIV. […]

 

Come vede il futuro della Chiesa con Leone XIV?

«Pieno di speranza. […] Leone XIV è un uomo di profonda fede, radicato nella preghiera e capace di ascoltare. Non cerca il potere, ma il servizio. Questo è ciò che ci fa ben sperare: non un programma politico o una strategia comunicativa, ma la testimonianza concreta del Vangelo […]».

robert francis prevost papa leone xiv

[…]

Lei come ha vissuto il Conclave?

«Le racconto questo. Ho ricevuto un messaggio dal mio pronipote Charlie, che è nato il giorno dell'elezione di papa Francesco: "Zio Tim, abbiamo tutti guardato il fumo bianco, stiamo esultando per Papa Leone. E stiamo piangendo. E siamo felici che tu non sia papa, così torni a casa" (sorride, ndr). Ho vissuto lo stesso entusiasmo che viene dalla bocca di un ragazzino di 12 anni: puro e contagioso. Sono onorato, come discepolo di Gesù Cristo, come prete, vescovo e cardinale, di avere vissuto il Conclave. E adesso questo grande momento di euforia».

 

Leone XIV è il primo Papa nato negli Stati Uniti. Che effetto fa?

timothy dolan

«È motivo di orgoglio e gratitudine per noi. Ma va detto che Leone XIV è anche cittadino peruviano. Ha vissuto in missione in Perù per decenni, si è legato moltissimo alla gente del posto, e ha preso la cittadinanza. È davvero un cittadino del mondo. E ci ricorda che, come insegna San Paolo, la nostra vera cittadinanza è in cielo».

 

Che ruolo gioca, secondo lei, la nazionalità del Papa nell'elezione?

«Da dove viene non è irrilevante, ma non è centrale. Robert Francis Prevost non c'è più: ora c'è Papa Leone. Gesù ha cambiato il nome del primo Papa - da Simone a Pietro - perché inizia una nuova missione. Così anche oggi. È il Santo Padre, il successore di Pietro. Il padre della Chiesa universale».

robert francis prevost alla diocesi di chiclayo in peru

 

La sua nomina è stata anche geopolitica?

«No, non c'è stata questa finalità. Forse nel 1978, con Giovanni Paolo II e l'egemonia comunista, il contesto delle relazioni internazionali può avere influito sulla scelta. Ma oggi non vedo nulla di simile. Il nuovo Papa è stato eletto perché è un uomo di Dio, un costruttore di ponti».

 

A proposito di ponti, come saranno secondo lei i rapporti tra Leone XIV e Donald Trump?

«Il Papa costruirà ponti con i leader di ogni nazione. Anche con il presidente Trump.

ROBERT FRANCIS PREVOST E PAPA FRANCESCO

È proprio questo che significa la parola latina "pontefice": colui che costruisce ponti. Non ci sarà un leader che Papa Leone considererà più o meno importante di un altro. Nei prossimi giorni comincerà a incontrare quotidianamente capi di Stato e rappresentanti di tutto il mondo, con la stessa volontà di dialogo».

 

[…]

Intravede un legame diretto di Leone XIV con i predecessori?

«Potrebbe essere una combinazione di Benedetto XVI e Francesco. Come sant'Agostino, papa Prevost ha un'intelligenza profonda, e sa anche che la fede deve toccare il cuore, deve potersi esprimere in modo credibile, coinvolgente e concreto. Ha un fervore missionario, e una mente teologica solida. Una bellissima combinazione».

PAPA LEONE XIV - ROBERT FRANCIS PREVOST

 

Che Papa cercavate?

«Un pastore. È ciò che è Gesù. Questa sarà la domenica del Buon Pastore. Il Papa deve essere un buon pastore. E Papa Leone ha una vasta esperienza pastorale. È nel suo curriculum. Papa Francesco ce l'aveva. E il Signore sa che anche Papa Leone ce l'ha».

 

Com'era il cibo durante il Conclave?

«È stato un ottimo incentivo per concludere tutto più in fretta possibile (ride, ndr)».

 

2. GLI USA IL NO DI BANNON “PER NOI CATTOLICI MAGA È LA SCELTA PEGGIORE”

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

Meno di ventiquattr’ore dopo la fumata bianca, negli Stati Uniti sono tutti d’accordo: il primo Pontefice americano della storia non sarà un amico del presidente Donald Trump.

 

STEVE BANNON - SALUTO ROMANO ALLA CPAC

Giornali e tv concordano sul peso della nomina di Robert Francis Prevost: viene da Chicago, parlerà la stessa lingua della Casa Bianca, ma solo a livello semantico.

Sui contenuti sarà tutto diverso. É costruttore di ponti, non di muri, è contro la proliferazione delle armi, la pena di morte e le deportazioni. La base trumpiana del movimento Maga — in un Paese con 60 milioni di cattolici, di cui il 59 per cento ha votato a destra — è sempre più delusa e infuriata.

 

ROBERT FRANCIS PREVOST E PAPA FRANCESCO

L’ex capo stratega della Casa Bianca, Steve Bannon, ha parlato di «peggiore scelta per i cattolici Maga». «È un voto anti-Trump — ha aggiunto — da parte dei globalisti della curia ». Una settimana fa Bannon aveva previsto l’elezione di Prevost, indicandolo come espressione del “Deep Church”, l’equivalente in Vaticano del “Deep State”, lo Stato oscuro che, secondo i cospirazionisti di destra, complotta contro il presidente. L’influencer molto ascoltata da Trump, Laura Loomer, ha definito Leone XIV una «marionetta marxista».

 

DONALD TRUMP - LAURA LOOMER

Il tabloid conservatore New York Post ha sottolineato, con preoccupazione, come «questo Papa porti avanti la visione progressista di Francesco».

Il Daily Beast si è soffermato sulle critiche dei commentatori di estrema destra e ricordato come il discorso inaugurale Prevost sia stato di critica alle politiche anti- immigrazione di Trump. La rete trumpiana Fox News ha espresso forti dubbi: «Cosa accadrebbe — ha chiesto in un editoriale — se il Papa fosse convinto che la Chiesa non debba più opporsi al modernismo, ma accettarlo e addirittura diventarne parte, per apparire rilevante? ».

 

Poche ore dopo l’elezione di Leone XIV, i commentatori di Fox hanno ammesso di temere che il Vaticano possa allontanarsi ancora di più, dopo Francesco, dalle dottrine tradizionali della Chiesa. […] Dal fronte liberal reazioni opposte. «Il nuovo Papa potrebbe avere qualcosa del vecchio Papa», è stato il titolo dell’intervento di David Gibson sul New York Times .

trump bannon musk

 

«Ma — aggiunge il direttore del Center on Religion and Culture di Fordham University — nonostante la reputazione di Leone come personalità più disciplinata, la rabbia dei conservatori che ha agitato il cattolicesimo durante il precedente pontificato, è destinata a continuare con questo primo Papa americano». L’apertura verso gli immigrati è considerato il nodo delle future relazioni tra Casa Bianca e Vaticano. […]

PAPA FRANCESCO E ROBERT FRANCIS PREVOST STEVE BANNONtimothy dolan donald trumptimothy dolanrobert francis prevost a roma dopo la morte di papa francesco messa del 30 aprile

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