ermanno lavorini

ITALIA NERA – UN LIBRO RICOSTRUISCE LA TRAGICA STORIA DI ERMANNO LAVORINI, IL 12ENNE DI VIAREGGIO RAPITO E POI UCCISO “DA UN PUGNO CHE GLI HA SPAPPOLATO IL CERVELLO” NEL 1969 – IL CASO TRASFORMÒ PER SEMPRE LA RUGGENTE VERSILIA DEGLI ANNI ’60: LA VERSIONE UFFICIALE ERA QUELLA DEL DELITTO SESSUALE, SOLO OTTO ANNI DOPO SI SCOPRÌ CHE IL RAGAZZINO ERA STATO UCCISO DA UN GRUPPO MONARCHICO DI ESTREMA DESTRA - LA CITAZIONE DI LIGABUE NELLA CANZONE "NEL TEMPO": VIDEO

 

 

Gianluca Monastra per “il Venerdì di Repubblica”

 

caso ermanno lavorini 8

Raccontavano i vecchi cronisti di nera delle interminabili notti di poker in hotel aspettando l' epilogo di una storia che avrebbe cambiato molte cose, compreso il loro mestiere. Dormivano poco e fumavano troppo, e dalle finestre delle singole scorgevano il cielo spento degli inverni al mare sotto il quale immaginavano la pineta di dune e tomboli dove tutto era iniziato. Versilia, 1969.

 

caso ermanno lavorini 2

Gli inviati di quotidiani e rotocalchi erano arrivati da tutta Europa per seguire le tracce lasciate da un bambino di dodici anni scomparso a Viareggio alla fine di gennaio e ritrovato morto ai primi di marzo. Ermanno, si chiamava il bambino. Ermanno Lavorini. Cinquant' anni dopo, quasi tutti i protagonisti della storia sono morti e chi è sopravvissuto spesso ha preferito dimenticare. Eppure ricordare è un dovere, perché Viareggio e l' Italia intera allora vissero tempi di dolore e rancore che in buona parte potevano essere evitati. Invece non fu così. La vicenda è ora ricostruita in un libro, Il caso Lavorini. Il tragico rapimento che sconvolse l' Italia, scritto da Sandro Provvisionato, giornalista scomparso un paio d' anni fa, lasciando il lucido e necessario diario di una vicenda che non avrà mai pace.

caso ermanno lavorini 9

 

Ermanno Lavorini sparisce il 31 gennaio 1969, un venerdì, l' antivigilia del primo corso mascherato del carnevale più famoso d' Italia. La città è in festa, nei dancing si pensa ai veglioni, gli artigiani ritoccano i giganti di cartapesta dei carri e in strada hanno montato il luna park. Ermanno ha dodici anni, l' estate prima è stato bocciato e sta ripetendo la seconda media. Suo padre si chiama Armando e ha un negozio di tessuti al Piazzone, il cuore di Viareggio, di fronte alla farmacia dello scrittore Mario Tobino.

 

caso ermanno lavorini 10

Alle 14.30 Ermanno saluta la mamma, esce senza finire i compiti, sale sulla bici rossa regalo della Befana. E non torna più. All' imbrunire, qualcuno telefona a casa e chiede quindici milioni di riscatto. Passano giorni di angoscia e ricerche nei canali, nella darsena, dentro cantine e garage, in mezzo alle selve di pini e lecci a ridosso del mare, dove la luce fatica a entrare persino d' estate.

caso ermanno lavorini 11

 

A indagare hanno chiamato i più quotati investigatori del momento, come il capo della squadra mobile di Bologna, Mario Iovine, soprannominato il Maigret italiano, e il colonnello Mario De Julio fedele del generale De Lorenzo, l' ex capo dei servizi segreti militari protagonista del Piano Solo, il golpe fallito nel 1964. Compare persino un mago, perché quando la ragione non basta ci si aggrappa alla superstizione.

 

caso ermanno lavorini 1

Ma Ermanno è già morto, e Viareggio e il mondo intero lo scopriranno il 9 marzo, la domenica in cui il bambino sarà ritrovato una decina di chilometri più a sud, verso Pisa, sotto la sabbia di Marina di Vecchiano. Colpito "da un fortissimo pugno che gli ha spappolato il cervello", scriverà il medico legale, anche se una seconda perizia stabilirà che Ermanno è morto per asfissia.

Intorno alle ricerche prima e ai sospettati dopo, a Viareggio si scatena qualcosa di mai visto.

 

caso ermanno lavorini 3

Qualcosa che cancella ogni traccia di pietà tra i villini liberty della ruggente Versilia anni '60.

Spregiudicate ricostruzioni disegnano un delitto sessuale al centro di uno scenario morboso e imperfetto ma ideale per placare i turbamenti. Salvo rare eccezioni, i giornalisti assecondano la versione ufficiale e chi non si accontenta, come Marco Nozza, inviato del Giorno, viene isolato, deriso.

 

caso ermanno lavorini 12

Ermanno vittima di una banda di pedofili, la pineta di Ponente ritrovo di ragazzini prostituti e adulti depravati. Sospetti, tentativi di linciaggi. Un commerciante ammirato e dall' aria da playboy, Adolfo Meciani, da innocente non regge alle accuse e si impicca con un lenzuolo in cella. Un altro ricco viareggino, Giuseppe Zacconi, stritolato dalle infamie fino a morire di crepacuore. E poi tanto fango, veleni, carriere politiche compromesse, pettegolezzi come lettere scarlatte. Serviranno otto anni, tre sentenze e l' ostinazione di un giudice istruttore, Pierluigi Mazzocchi, per smentire la pista del delitto sessuale e stabilire un' altra verità processuale: Ermanno Lavorini muore durante un rapimento organizzato da ragazzi di un gruppo monarchico di estrema destra in cerca di soldi per preparare attentati.

 

caso ermanno lavorini 4

Antefatto del sequestro, gli incidenti del Capodanno precedente davanti alla Bussola di Focette, locale mito della Versilia. Quella notte Fred Bongusto cantava sul palco e fuori gli studenti lanciavano uova su visoni e cappotti di cachemire della borghesia festante. Era finita con la carica della polizia e uno studente, Soriano Ceccanti, raggiunto da un proiettile alla schiena, costretto su una sedia a rotelle per il resto della vita.

 

caso ermanno lavorini 5

Dunque: la reazione alle contestazioni della sinistra extraparlamentare da parte della destra radicalizzata. Ragazzi, qualcuno di poco più grande di Ermanno, che con le loro calunnie - un sabba di nomi e versioni - avevano alzato dopo il delitto una cortina fumogena che tutto aveva complicato, confuso, nascosto. E qui il destino di un bambino soffocato nella sabbia, incrocia la storia di un Paese dalla democrazia acerba, diventa ingranaggio e presagio di una stagione di sangue: la strage di piazza Fontana (pochi mesi dopo), gli attentati ai treni, altri depistaggi, altri misteri italiani.

caso ermanno lavorini 7

 

 Tempi di terrore dentro i quali il nome e la foto di Ermanno in pantaloncini corti comparsa sui giornali per mesi, si sono dissolti come orme a riva, fino a essere rimossi. Da tutti fuorché qualche giornalista - come Provvisionato - e un uomo e una donna. Lucia e Armando. I genitori di Ermanno, morti anziani e soli, nel 2001, a un mese di distanza l' uno dall' altro.

caso ermanno lavorini 6caso ermanno lavorini 13caso ermanno lavorini 14

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...