jerome powell fede borse tokyo

UN LUNEDÌ NERO PER LE BORSE – DOPO IL CROLLO DEI MERCATI DI VENERDÌ SCORSO, IN APERTURA I MERCATI ASIATICI SEGNANO IL PROFONDO ROSSO. TOKYO REGISTRA LA MAGGIORE FLESSIONE GIORNALIERA DI SEMPRE (-12,4%) – MALE ANCHE I LISTINI EUROPEI: PIAZZA AFFARI SCIVOLA A -4%. IN NETTO RIALZO LO SPREAD TRA BTP E BUND TEDESCHI, SALITO A 153 PUNTI – SUI MERCATI PESANO I TIMORI SU UNA IMMINENTE RECESSIONE DEGLI STATI UNITI – A QUESTO PUNTO, LA FED DI JEROME POWELL A SETTEMBRE SEMBRA COSTRETTA A TAGLIARE I TASSI…

BORSA: MILANO SCIVOLA NEI PRIMI SCAMBI, -4% CON BANCHE ++

BORSA TOKYO

(ANSA) - Dopo un avvio non troppo pesante con cali inferiori al 2%, i listini azionari di Piazza Affari sono scivolati pesantemente: l'indice Ftse Mib è arrivato a perdere il 4% per viaggiare poi su cali ampiamente superiori ai tre punti percentuali. Male in particolare Tim (-9% a 0,2 euro) e diverse banche, con Mps e la Popolare di Sondrio che cedono oltre l'8%. (ANSA).

 

LO SPREAD BTP-BUND PARTE IN FORTE RIALZO A 153 PUNTI BASE ++

BORSA TOKYO

(ANSA) - Spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni in chiaro aumento dopo il crollo di diverse Borse asiatiche, in particolare delle piazze di Tokyo e Seul, e in attesa dell'attacco militare dell'Iran a Israele. Il differenziale ha aperto sui mercati telematici a 153 punti base rispetto ai 146 della chiusura di venerdì, con il rendimento del prodotto del Tesoro al 3,61%.

 

In realtà il bond italiano tiene, mentre è il tasso di quello quello tedesco che scende ampiamente in quanto 'bene rifugio' in questo momento di forti tensioni, creando l'allargamento dello spread. In ribasso di circa 10 punti base anche i tassi dei titoli di Stato Usa.

 

++ CROLLA BORSA TOKYO, MAGGIOR FLESSIONE DI SEMPRE (-12,4%) ++

BORSA TOKYO

(ANSA) - Profondo rosso alla Borsa di Tokyo che segna la maggiore flessione giornaliera di sempre, sui timori di una imminente recessione Usa, e la rivalutazione dello yen. L'indice di riferimento Nikkei cede il 12,40% a quota 31,458,42, e una perdita di 4.458,42 punti. La valuta nipponica si rivaluta al cambio col dollaro, a 142,20, e sull'euro a 154,90. (ANSA).

 

 

LE BORSE ALLA PROVA DELLA RECESSIONE LA CHIAVE NEI DATI USA SUL LAVORO

Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”

 

JEROME POWELL FED

Mercati finanziari con il fiato sospeso per la riapertura delle Borse di oggi. Dopo due sedute fortemente negative, giovedì e venerdì scorsi, dove gli indici hanno perso mediamente un 5%, gli investitori si chiedono se il flusso di vendite proseguirà o se ci sarà una pausa di riflessione in attesa di vedere pubblicati nuovi dati macroeconomici.

[…]

 

Ma il primo vero banco di prova dovrebbe arrivare prima dell’apertura di Wall Street con il dato sull’indice di fiducia Ism servizi, che alcuni analisti vedono tornare sopra quota 50. Giovedì scorso un indice Ism manifatturiero molto debole ha provocato il primo scossone delle borse, edunque l’Ism servizi sarà monitorato attentamente.

 

JEROME POWELL

Poi giovedì prossimo arriverà un altro dato sul mercato del lavoro americano, quello sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. In sostanza, si tratta di vedere se questi dati confermeranno o meno una debolezza dell’economia americana che potrebbe portare a una futura recessione, senza atterraggio morbido come si era pensato finora.

 

I dati della settimana entrante costituiscono anche un banco di prova importante per la Fed, accusata da più parti di aver atteso troppo a tagliare i tassi di interesse, andando così a intaccare la ripresa economica. Il governatore Jerome Powell mercoledì scorso ha detto che a settembre dovrebbero esserci le condizioni per un allentamento della stretta, ma il timore degli operatori è che la Fed sia costretta ancora una volta rincorrere invece che prevenire.

 

BORSA TOKYO

Per mesi le autorità monetarie hanno guardato a un’inflazione che andava raffreddandosi e a un mercato del lavoro che gradualmente si stava indebolendo, un ambiente ideale per i mercati borsistici che infatti hanno messo a segno rialzi intorno al 20% da inizio anno. Poi nelle ultime tre settimane qualcosa si è rotto, i titoli del tech che avevano tirato la volata hanno perso la metà di quello che avevano guadagnato, anche per i forti investimenti dedicati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

 

Dopo i risultati inferiori alle attese di Amazon, Alphabet (Google) e Intel questa settimana si avranno quelli di un’azienda industriale come Caterpillar e di un colosso dei media come Disney, che misureranno lo stato di salute della manifattura e dei consumi.

 

JEROME POWELL

Lo spettro della recessione ha spinto gli investitori a ripararsi nei titoli di Stato e nelle azioni di settori difensivi come utilities e farmaceutici. La probabilità che nella riunione di settembre la Fed tagli i tassi dello 0,5% e di oltre l’1% entro la fine del 2024 è salita al 70%, ma molto dipenderà dai dati macro delle prossime settimane.

tokyo-borsa

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…