birkenstock bernard arnault lvmh

LUSSO DA CIAVATTARI – È BASTATO CHE I FRANCESI DI LVMH METTESSERO LE MANI SULLE BIRKENSTOCK PER TRASFORMARE UNA ORRENDA CIABATTA DA TURISTA TEDESCO IN UN OGGETTO DEL DESIDERIO: L’AZIENDA, CHE HA UNA CAPITALIZZAZIONE CHE HA RAGGIUNTO I 9 MILIARDI, SI QUOTA A WALL STREET E IL FIGLIO DI BERNARD ARNAULT, ALEXANDRE, ENTRERÀ NEL CDA - ALLA FACCIA DEL CATTIVO GUSTO, BIRKENSTOCK VENDE 25 MILIONI DI PAIA DI SCARPE OGNI ANNO...

Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il "Corriere della Sera"

[…]

Birkenstock e Barbie

La prossima settimana Birkenstock si quota a Wall Street. E sarà, con la capitalizzazione dell’azienda che ha raggiunto i 9 miliardi e un’offerta iniziale che porterà alle sue casse 1,6 miliardi, il terzo maggiore debutto in Borsa dell’anno. Non male per un’azienda tedesca che produce suole di sughero, se non fosse che Birkenstock è dal 2021 nell’orbita di Lvmh. I francesi con la finanziaria L Catterton ne controllano la maggioranza, e il figlio di Bernard Arnault, Alexandre (dopo Musk, sono pur sempre gli Arnault la dinastia più ricca del mondo) entrerà nel consiglio di amministrazione.

STEVE JOBS IN BIRKENSTOCK 1

 

A riprova di quanto il mondo del lusso si è espanso con la globalizzazione e i social, tanto che Lmvh è tra le pochissime aziende europee a poter competere con i giganti americani. Le Birkenstock si vendono oggi in 25 milioni di paia all’anno. Fa nostalgia pensare ai tedeschi che calavano sulla riviera romagnola con i sandali e il calzino bianco ai piedi, guardati di traverso se non un po’ compatiti. O anche ripensare che solo dieci anni fa, sui traghetti per la Grecia, quando già cominciavano a diffondersi dappertutto, giuravamo che mai avremmo indossato quella scarpa rozza, salvo metterla oggi — per la sua comodità — come inseparabile compagno in valigia e usarla ovunque in città. […]

birkenstock

 

Il primo sandalo nasce solo nel 1962, e poco dopo negli anni Settanta arriva il modello Arizona, tuttora il più venduto. È il passaggio in America che però conferisce al «sandalo tedesco» uno status identitario. A portare le prime Arizona in California fu Margot Fraser, una tedesca trapiantata a San Francisco che durante una vacanza in patria, dolorante per le vesciche e i dolori ai piedi, fu consigliata da un medico di provare le Birkenstock. Guarita, e conquistata, ne acquistò la licenza per venderle in America, ma il ritorno a casa fu un fiasco.

birkenstocks 8

 

«Sono la cosa più brutta che abbiamo mai visto, nessuno le indosserà mai», le rispondevano i negozianti e infatti non trovò distributori.

 

Fu così che le piazzò nei negozietti di cibo salutista della Baia, che cominciarono a attrarre studenti e hippy: e da lì si diffusero a San Francisco — insieme alla voglia di libertà di una generazione di pacifisti, femministe e attivisti Lgbt che ricusavano i reggiseni e i tacchi, a vantaggio di gonnellone e sandali. La controcultura aveva trovato un simbolo.

birkenstocks 1

[…]  è solo negli ultimi dieci anni che il fenomeno è veramente esploso. […] è al genio di Phoebe Philo che viene attribuita la definitiva esplosione.

 

Nel 2013, da Céline, mette in passarella con il suo snobismo intello-chic le Birkenstock foderate di pelliccia. Ed è subito mania. Il resto sono numeri. Così sdoganate, così universali queste ciabatte che Andy McDowell ne indossa un paio di fosforescenti sotto il vestito di gala, quando nel 2021 ritira il suo primo Oscar. Certo, va detto che la Birkenstock è un’azienda complessa.

birkenstocks 2

 

Ha 800 linee di calzature, prodotti ortopedici, linee per il sonno: se vale 9 miliardi è perché ha intercettato il trend salutista molto prima di altri, usa adesivi ecologici dagli anni Ottanta, si affida alle collaborazioni. Oggi è, con la birra, forse la più riconoscibile icona tedesca. Tanto che quando Barbie, nelle celebre scena del film di Greta Gerwig diventa umana, scende dalle punte e indossa le Birkenstock.

birkenstock birkenstock 2birkenstocks 7birkenstocks 5birkenstocks 4birkenstockbirkenstocks 3

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...