osteria francescana cristiana lauro bottura

MANGIA E GODI CON CRISTIANA LAURO - VIVA IL BAROCCO DI BOTTURA, CHE NON HA MAI AVUTO BISOGNO DI MANDARE AFFANCULO I CLIENTI PER FARSI NOTARE. NON HA MAI INSEGUITO POLVERI, SPUME E ARIE, PER APPARIRE MINIMAL DAVANTI AI CRITICI SEMPLICIOTTI - ALL’OSTERIA FRANCESCANA SI USANO I CANINI E I MOLARI, E LA SINTESI DELLO CHEF ITALIANO PIÙ FAMOSO DEL MONDO È ‘GUARDARE, ANNUSARE, ASSAGGIARE, GODERE’

1. MASSIMO IL GRANDE. BOTTURA E LA SVOLTA BAROCCA. OSTERIA FRANCESCANA, A MODENA

Cristiana Lauro per Dagospia

 www.cristianalauro.com

 

cristiana lauro massimo bottura

Una buona parte della critica gastronomica - che per inciso non reggo più - usa il termine “barocco” per far sapere agli altri che c’era troppa roba nel piatto, dal numero di ingredienti, ai sapori decisi, forti e marcati, fino alla presentazione della portata ritenuta sovraccarica. Traduzione del concetto di barocco sempliciotta e confusa, in parte responsabile di sfrangiamenti e derive minimaliste che hanno convertito cibi solidi masticabili in liquidi o gassosi.

 

cristiana lauro massimo bottura

Creme, cremette e cappuccini, piccoli cucchiai, cannucce - per succhiare direttamente dalla ciotola quello che una volta si chiamava arrosto - fino alla polvere, alle spume e alle arie di qualsiasi cosa. Sì, le arie a tavola. E così per diverso tempo chi ha seguito la scia non sempre chiara della cucina d’autore, ha dovuto mettere da parte denti canini e molari in quanto “il morso”, era diventato improvvisamente una volgarità primordiale.

 

beppe palmieri

Massimo Bottura è il cuoco italiano più famoso al mondo. E’ un uomo sensibile, di impegno sociale, intelligente, colto e curioso, che non ha mai avuto bisogno di mandare affanculo i clienti per farsi notare. Bottura in movimento, con le pile sempre cariche, tanti guizzi in testa e idee nuove da provare, discutere e condividere per creare. Le idee sono il motore, ma vengono in mente solo a chi pensa e Massimo Bottura è un generatore di idee, è una centrale idroelettrica delle idee e la sua sintesi preferita quando parla del piatto è: “guardare, annusare, assaggiare, godere”.

 

osteria francescana

Sono stata molto bene all’ Osteria Francescana, il Barocco di Bottura conquista attraverso ricordi, sapori da tutto il mondo che fanno scopa con l’amore per la nostra tradizione di cucina e il servizio di sala di Beppe Palmieri, ancora più efficace, accogliente e piacevole del solito.

 

Finalmente il Barocco nobilitato, come dice Guido Barendson. Sempre meglio perché i grandi quando arrivano non si fermano, vanno avanti, attraverso l’alfabeto della curiosità che è la lingua per conoscere, quindi crescere.

Ho incontrato nuovamente Massimo Bottura al San Domenico di Imola, uno dei miei ristoranti preferiti in Italia. Festeggiava il Natale a pranzo con la sua famiglia e ci ha parlato di Barocco. Tutto molto coerente, vivaddio!

 

osteria francescana

 

2. CONSAPEVOLEZZA E NESSUN LIMITE A MENTE E CUORE, ECCO LA MAGIA DI MASSIMO BOTTURA

Guido Barendson per http://www.repubblica.it/sapori/

 

Se fosse un fumetto, in un battibaleno salterebbe con i magici stivaletti a molla di Paperinik. È talmente carico di energia che si avvicina al tavolo quasi zompettando. Ma in cuor suo forse preferirebbe essere rappresentato come un artigiano di genio alla corte di Francesco I Duca d’Este, gran mecenate e protettore di Arti e Mestieri.

Forse è a lui che pensa Massimo Bottura il Modenese, quando annuncia la svolta della sua cucina: "Tieniti forte, è venuto il momento: il trionfo del Barocco!”. Non male per essere l’Agenda 2018.

 

tartufo osteria francescana

A tratti ricorda un bambino felice: capisci che nella testa gli stan frullando mille idee e sorride quando ne acchiappa una, quasi fosse lo spago che trattiene un palloncino volatile carico di elio. Accompagna con le mani aperte la spiegazione di ogni pietanza, ti scruta in fondo agli occhi per vedere se ti piace, e se hai colto l’essenza del suo racconto. È un approccio incredibilmente elevato e umile quello che accompagna il Campione. Un carattere che successo e riconoscimenti no limits non hanno rovinato.

 

Anzi, l’aver consolidato le posizioni, dominus in casa e all’estero, e poter contare sulla poderosa macchina da corsa pilotata da un asso di cuori come Beppe Palmieri, gli consente una concentrazione portentosa sul lavoro, nel quale sviluppa senza posa il felice binomio gastronomia-cultura, che sembrano alimentarsi a vicenda.

osteria francescana

Il quarto d’ora di celebrità tanto caro al suo amico Andy Warhol ha ceduto il passo alla fama, e nemmeno questa lo ha corrotto, "rara avis" sul palcoscenico di chef, cuochi e cuochetti spesso abbagliati da una comunicazione trash e dallo star system, illusi da amici e p.r. che 300 like su Facebook siano un indicatore affidabile per pretendere un paio di stelle Michelin.

 

La consapevolezza dei propri mezzi non solo non toglie nulla a questo giovanotto dalla barba sale e pepe, ma al contrario gli regala una profondità e uno spunto rari. Come se avesse decantato fino ai fuochi di cucina lo studio dell’arte moderna e contemporanea, e ne distillasse mille particolari nelle pietanze, tenendosi lontano dalla ribalta televisiva e dalle sue tentazioni. Dalla banana di Lou Reed e dei Velvet Underground alla vista del Palazzo Ducale la cui costruzione fu supervisionata da Gian Lorenzo Bernini.

 

osteria francescana

Mentre la chioma e le fronde del suo bosco immaginifico oscillano nel cielo dei pittori rubando spunti a Magritte – “ceci n’est pas une sardine”, ride presentando un appetizer di pelle d’anguilla - e citazioni planetarie, il segno che sceglie per accompagnare questi giorni di festa non potrebbe essere più meridionale: un piccolo albero di Natale rosso, fatto di pomodori del piennolo, quei pomodori raccolti sul Vesuvio che scaldano l’anima attraverso l’inverno.

 

 

Anche Beppe Palmieri, che è nato a Matera, è abituato a combattere il freddo e, pur essendo un signor appassionato di grandi Champagne, mantiene una linea impeccabile nuotando metodico in piscina. Quando gli faccio notare che lui e Bottura si muovono come due pischelli, è sereno: “È come il curioso caso di Benjamin Button”, cita il film: “In un giorno d'estate del 1860, per un inspiegabile scherzo del destino, il protagonista nasce già vecchio: dentro la culla si agita un uomo dell'apparente età di settant'anni. Solo che poi comincia a ringiovanire, muovendosi controcorrente rispetto alla storia…”.

cristiana lauro

 

Un ritorno al passato che si trasforma nella nobilitazione – finalmente – del Barocco, con buona pace dei poveri critici condannati dalla propria ignoranza a liquidare come barocca una proposta che non gli piace o che non comprendono.

Per chi è cresciuto a Noto, a Roma o a Modena, una bestemmia, che nel caso dell’Osteria Francescana viene sepolta dai razzi d’artificio sparati in sequenza sul piccolo tavolo di legno nella cantina dove aspetta di essere stappato il meglio del Mondo.

 

Nessun confine nel bicchiere, che consente al sornione Beppe di proporre con nonchalance un Blanc de Blancs di Pierre Legras, un suo cocktail di birra Beltaine e chinotto e – altra sua invenzione – anisetta Rosati con chicchi e crema di caffè on the rocks, il Passo Nero 2015 di Arianna Occhipinti e un sorprendente Pinot Nero di Podversic.

 

E un mondo ancor più largo è quello che si avverte nella costruzione dei piatti, il frutto delle esperienze raccolte in Europa, tra Francia e Spagna, e nelle Americhe, gli Stati Uniti (da dove viene l’amatissima moglie Lara Gilmore) e il Sud, e ancora l’Oriente, la Thailandia e l’India dell’amico Gaggan…

burnt

Una ricchezza assoluta, che si mescola senza soluzione di continuità agli umori della madre patria, l’Emilia.

 

Non c’è pane a tavola, ma solo grissini. Del resto si devono mangiare con le mani le tante foglie dell’Insalata di mare, ognuna dal gusto diverso, forte, un viatico scrocchiarello cui segue Burnt: un primordiale brodo nero della riviera – inteso a ricordare i Cretti bruciati a Gibellina da Alberto Burri - calamari, seppie romagnole, e un tocco piccante di jalapeño messicano.

Apre il cuore e la mente.

 

La combustione cede il passo, e il Mediterraneo si fa subito morbido e avvolgente prima con un assoluto di sogliola, poi con una New England Clam Chowder, che di americano porta solo il nome, ché sotto un tappo croccante di pollo si nasconde una delicatissima zuppa di piccoli frutti di mare, adriatici of course.

luca bottura osteria francescana

 

Per quanto sollecitato da mille giochi e suggestioni, non trovo traccia di salse e condimenti invadenti, piuttosto un senso di leggerezza che accompagna anche le portate maggiori: il civet con selvaggina, lumache erbe e ravioli; e il Riso Arancia, giocato tra la Peking Duck e l’Anatra all’arancia, ovvero tra Cina e Francia, ma col risotto di qua.

 

Quando torna ad affacciarsi, leggo a Bottura ciò che ha appena detto di lui - a Licia Granello di Repubblica - un cuoco che mi piace, Matteo Baronetto, del torinese “Del Cambio”. “Bottura è l’unico che ha saputo essere mediatico parlando sempre di cibo, artigiani, territorio. Le banche si uniscono, le compagnie aeree anche. I migliori di noi sono comunque cani sciolti”.

tortino di cioccolato, interiora di beccaccia, germano e pernice

 

Una manifestazione di stima che inorgoglisce il nostro padrone di casa, molto impegnato anche in iniziative benefiche importanti quali sono i Refettori, dei quali parla con grande modestia e prudenza, limitandosi a constatare che in Italia sta raccogliendo il consenso e le adesioni di molti chef decisi a schierarsi in imprese di carattere sociale.

 

È una conversazione tra amici, nel corso della quale celebriamo il trionfo assoluto della selvaggina col Piccione Camouflage – un assemblaggio colorato alla maniera di Alighiero Boetti, con una Tarte Tatin e un geniale tortino di cioccolato ripieno di interiora.

tortellini osteria francescana

Siamo sotto le feste, e la tradizione va rispettata: tortellini che nuotano nella panna e col tartufo da mangiare rigorosamente a cucchiaiate.

Ecco il Barocco che ci entusiasma!

 

Lo stesso entusiasmo che troveremo andando verso la porta: una trentina di studenti giapponesi che ascoltano in religioso silenzio il Maestro. Colgo solo la conclusione, degna di un saggio zen: quale concetto si può ricordare a giovani che crescono inseguendo il mito e la pratica della perfezione assoluta? La parabola del dolce “Oops mi è caduta la crostatina”. “Anche da un errore bisogna sapere imparare, e magari trasformare un fallimento in un motivo di successo”.

Vale per gli studenti nipponici che applaudono, e vale per tutti noi. Una riflessione che faccio gustando un dito di whisky: giapponese pure lui.

massimo bottura

 

massimo bottura il suono della lasagna di yuri ancarani 4

 

massimo botturamassimo bottura il suono della lasagna di yuri ancarani 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…