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MASTURBARSI DAVANTI ALLE PIANTE E ECCITARSI COI LEGO: ECCO LE PERVERSIONI PIÙ STRANE - MOLTE ''TENDENZE'' SONO LEGATE ALLA SFERA SESSUALE, MA C’È CHI È OSSESSIONATO DAI MUSCOLI, CHI COMPRA DECINE DI BATTERIE PER TIMORE CHE IL TELEFONINO MUOIA; CHI VEDE ZOMBIE PER LA STRADA: PER NON PARLARE DELLA POCO NOTA SINDROME DI PARIGI

Miriam Romano per Libero Quotidiano

 

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Perdere la testa per gli omini delle Lego è l’ultimo disturbo sessuale scoperto. C’è infatti chi, nel segreto delle proprie stanze, accarezza e bacia animatamente gli esserini di plastica, che senza poter fare o dire nulla risultano così attraenti da divenire oggetto di desiderio. Un po’ come lo sono i feticisti, per capirci, a cui basta venire in contatto con dei bei piedi per soddisfarei propri appetiti sessuali.

 

Allo stesso modo esiste chi cade in tentazione solo guardando i corpi finti degli omini in plastica. Potrebbe essere anche il nostro vicino di scrivania a nascondere questa perversione, perché, si sa, quello che ognuno di noi fa in camera da letto difficilmente poi viene a galla. Scientificamente, questo comportamento sessuale atipico viene classificato nelle Agalmatofilie, patologie per le quali, chi ne soffre, tende a provare attrazione per oggetti inanimati che normalmente hanno le sembianze di un corpo umano.

 

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Lo stesso infatti accade perle bambole o per le statue che vengono adorate alla stregua di veri e propri amori. Invece c’è chi impazzisce perle piante tanto da non riuscire a trattenersi e masturbarsi perfino davanti a un albero secolare del parco pubblico.«Solo da poco è scoppiata questa attrazione per gli omini delle Lego», racconta Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta, direttrice dello Studio di Psicologia Salem, «eppure questi giocattoli di plastica esistono da anni». Si tratta di un disturbo raro, come tante altre strambe patologie che non si conoscono. La dottoressa Chiung ha di recente fatto una ricerca a tal proposito e ne è venuto fuori di tutto e di più.

 

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DIFFICILI DA CURARE Alcune malattie della testa sono di recente esplosione, come la “Nomofobia”, l’ossessione assoluta di restare senza cellulare. Chi ne è affetto, è perfino capace di chiudersi in casa per evitare di perdere il telefonino. Ci dormono di fianco come fosse il partner di letto. Comprano decine di carica batterie per evitare che da un momento all’altro il cellulare si spenga e li abbandoni. «Non riescono ad entrare in terapia, lasciando il telefono fuori anche per pochi minuti», racconta la dottoressa Chiung, «devono rimanere nella stessa stanza con l’apparecchio mobile».

 

Fortunatamente questo disturbo con una buona psicoterapia e molta costanza, si può curare. Più difficile uscire fuori dalla “Capgras”, una malattia rara, si contano infatti un centinaio di casi al mondo, che fa perdere letteralmente il senno. Chi ne viene colpito, vive nella convinzione che le persone care che gli stanno attorno siano state sostituite da cloni, esseri alieni, degli impostori da cui fuggire e tenere alla larga il più possibile. La “sindrome di Cotard”invece (difficilmente curabile) è quella di chi è convinto diesseremorto o di aver perso organi vitali e per questo tende a vedere persone senza vita e zombie per la strada.

lumidolls hotel

 

IN PALESTRA Più comuni le persone disturbate dalla “Vigoressia”, la malattia dei muscoli. Certo con l’affollamento delle palestre non poteva non venirfuori una simile patologia. Cercare la muscolatura a tutti i costi è l’obiettivo dichi ne soffre. Rimangono in palestra per ore, tutti i giorni, senza sosta. Le braccia e le gambe lievitano, diventano dure come l’acciaio, ma allo specchio questi malati si vedono sgonfi, flaccidi, come se tutto il loro allenamento non fosse valso a nulla. Ritornano in sala attrezzi, con le magliette sudate fradice che scoppiano sopra i pettorali sempre più grossi. «Quando incontrano qualcuno che non vedono da tempo», spiega Chiung, «che non fa commenti sulla loro forma fisica, su quanto siano migliorati, vanno del tutto in tilt».

 

masturbazione

Simili sono i malati di «Tanoressia», mai stanchi di prendere il sole. Non si vedono mai sufficientemente abbronzati ,finché non diventano neri come il carbone. Per non parlare della sconosciuta sindrome di Parigi. Ne viene colpito d’un tratto chi viaggia nella capitale francese. Il turista si aspetta grandi cose dalla città d’arte famosa in tutto ilmondo. Eppure, nella testa del malato, qualcosa non va per il verso giusto. Le sue pretese vengono deluse, Parigi non è come se l’era immaginata o vista in cartolina. Subisce uno shock culturale, che conduce l’insoddisfatto verso una fulminea depressione.

parigi

 

Attacchi di panico, allucinazioni, sudori e tachicardie iniziano a percuotere il corpo e la mente del malcapitato. «In genere a soffrirne sono i Giapponesi», spiega Chiung, «tanto che l’Ambasciata giapponese ha perfino creato un numero verde da chiamare nel caso i turisti che si trovano a Parigi vadano contraggano questa sindrome». Simile accade a chi vola verso Gerusalemme. Arrivato nella città tanto narrata dai testi sacri, viene colpito da un fervore religioso tale da incominciare a recitare a memoria i versi dei sermoni.

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