omeopatia

“L’OMEOPATIA NON È MEDICINA” - MELANIA RIZZOLI: “LA MORTE DEL PICCOLO FRANCESCO PER UNA BANALE OTITE APRIRA’ GLI OCCHI AI TANTI ILLUSI DELLE TERAPIE ALTERNATIVE, FARA’ RIFLETTERE MOLTE MADRI IGNORANTI E INCOSCIENTI ED EVITERA’ MOLTE MORTI INUTILI. IL PRODOTTO OMEOPATICO NON È UN FARMACO E NON HA NESSUN EFFETTO TERAPEUTICO SUI PAZIENTI CHE LO ASSUMONO”

Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

 

MELANIA RIZZOLIMELANIA RIZZOLI

La tragica fine del bambino marchigiano trattato con prodotti omeopatici e condotto a morte dal suo medico omeopata per una banale otite, servirà almeno a mettere la parola fine su quella che viene ancora appellata,ahimè come ho letto anche su questo giornale, come "medicina, terapia o cura ,omeopatica", aprirà gli occhi ai tanti illusi delle terapie alternative, farà riflettere molte madri ignoranti e incoscienti, ed eviterà ulteriori morti inutili ed evitabili;  perché la meningoencefalite fatale del piccolo Francesco è l'esempio evidente della totale inefficacia dell'omeopatia a "curare", a depotenziare o a spegnere anche anche la più banale infiammazione nel suo stadio iniziale.

 

MELANIA RIZZOLIMELANIA RIZZOLI

È ora di dire basta a bugie, falsità e silenzi complici, e basta anche tollerare gli articoli di giornalisti incompetenti o male informati, che continuano a scrivere i loro "sì però,in alcuni casi..." a proposito dell'omeopatia, perché la morte di un bambino di sette anni rende intollerabile continuare a leggere di "farmaci omeopatici ", di "cure omeopatiche", e di possibili indicazioni terapeutiche o curative, e rende ignobile perseverare a coltivare paradossali illusioni, a difendere prodotti che si sono rivelati essere semplicemente null'altro che dei costosi placebo.

 

MELANIA RIZZOLIMELANIA RIZZOLI

Il prodotto omeopatico infatti non è un farmaco,e non può essere chiamato tale da nessuno, perché non è efficace per curare alcuna malattia, non è integrativo né alternativo ai trattamenti di provata efficacia scientifica, e non ha nessun effetto terapeutico sui pazienti che lo assumono.

 

Tali preparati sono semplicemente inefficaci, poiché, non contenendo il principio attivo terapeutico, non sono in grado di influenzare o interferire, nè positivamente nè negativamente, con  il decorso delle comuni malattie, mentre agiscono soltanto soltanto come un fattore di suggestione psicologica, detto "effetto placebo", sulle persone che li assumono, quelle che non credono e non hanno fiducia nella medicina ufficiale o che considerano i farmaci alla pari della chimica inquinante. 

 

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Non esiste alcuna patologia, nemmeno la più banale, in cui sia provata l'efficacia dell' omeopatia, che non dovrebbe mai essere usata per trattare malattie acute o croniche serie, che non dovrebbe mai essere considerata una medicina alternativa od integrativa, perché della medicina non ne possiede la dignità, l'utilità e nemmeno la grandiosità della scienza.

 

Il Comitato Nazionale di Bioetica ha imposto da anni  il divieto di usare il termine "medicinale" o "farmaco" sull'etichettatura dei prodotti omeopatici, obbligando a sostituirlo con il termine "preparato", e per maggiore trasparenza dell'informazione ha preteso che fosse aggiunta la frase:" preparato di efficacia non convalidata scientificamente e senza indicazioni terapeutiche approvate".

 

Più chiaro di così si muore. Eppure una morte c'è stata in questi giorni,  ma quella morte non è stata causata dai prodotti omeopatici assunti, che non hanno avuto alcun effetto positivo o negativo, e sono stati quindi quindi innocui come l'acqua  fresca, ma per la mancata assunzione dei farmaci specifici, quelli veri e riconosciuti scientificamente, in grado di stroncare sul nascere una qualunque qualunque infezione batterica, banale o seria che fosse.

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Entro il 30 giugno 2017 le aziende produttrici di preparati omeopatici che non avranno presentato all'Aifa la documentazione necessaria per ottenere l'Autorizzazione all' Immissione in Commercio dei loro prodotti,vedranno questi stessi ritirati dal mercato entro dodici mesi. Rispetto ai farmaci veri infatti, si tratta di una procedura semplificata, perché, non richiedendo alcuna dimostrazione di efficacia, in quanto non considerati farmaci,si va a verificare solo la la loro sicurezza in caso di assunzione.

 

I preparati omeopatici presenti sul mercato non sono stati approvati da nessuna autorità regolatoria, e finora è stata sufficiente per venderli una semplice notifica al Ministero della Salute, perché non sono considerati dalla comunità scientifica internazionale dei rimedi terapeutici, e la loro validità non è mai stata dimostrata dai molteplici esperimenti chimici e di ricerca eseguiti in tutto il mondo.

 

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Gli studi condotti in base ai principi della scienza medica ne hanno viceversa dimostrato l'inefficacia, anzi, il ricorso ai prodotti omeopatici è stato dichiarato potenzialmente pericoloso per la salute, nella misura in cui può spingere i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata efficacia.

 

Il "principio di similitudine del farmaco" ( similia similibus curantur), fondamento base della omeopatia, è un concetto privo di fondamento scientifico, secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. E tale sostanza, definita "principio omeopatico", viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita in dosi infinitesimali, impossibili da individuare con le più complicate e sensibili analisi molecolari, e dinamizzata nella modalità definita dagli omeopati come "potenza" del prodotto, che di potenziale ha certificato solo l'effetto placebo.

 

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Per l'insieme di queste ragioni l'omeopatia è considerata dalla scienza come una pseudoscienza, con nessuna prova od evidenza chimica, biologica e farmacologica, ed i suoi prodotti risultano semplicemente composti dall'eccipiente usato per la diluizione, ovvero da acqua, zucchero ed amido, miscelati in diverse soluzioni a caro prezzo , e senza alcuna potenzialità di azione, nemmeno quella idratante.

 

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'omeopatia non è una cura, non è terapeutica e non apporta alcun beneficio, ed il rischio di curarsi con tale soluzione è molto grave per i pazienti affetti da patologie serie e soprattutto progressive.

 

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Come è accaduto purtroppo nel caso del piccolo Francesco, che è morto per essere stato trattato esclusivamente con l'omeopatia, ed i cui organi sono stati generosamente donati per il trapianto in tre piccoli pazienti affetti da gravi patologie. Perché degli organi di Francesco è stato possibile trapiantare soltanto i due reni ed il suo fegato, poiché non è stato trovato in Italia ed in Europa un ospite compatibile, dal punto di vista immunologico, per i suoi polmoni e soprattutto per il suo cuore.

 

Con il risultato che il giovane cuore  di Francesco si è fermato due volte, grazie alla "medicina, alla terapia ed alla cura omeopatica" alla quale è stato inconsapevolmente, e permettetemi di dire, in modo criminale , sottoposto, in scienza ed in coscienza, da un comune medico omeopata.

 

Il quale dottor Massimiliano Mecozzi ieri, nel giorno del funerale del suo piccolo paziente,è tornato al lavoro, e dopo aver comunicato con 3.000 messaggi su WathsApp il cambio del suo numero di cellulare,ha ripreso tranquillamente ad operare ed a "curare" altri malati, con la sua "medicina omeopatica" e con la sua "terapia omeopatica", speriamo senza lo stesso effetto ed esito mortale.

 

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