giorgia meloni tunisia kais saied

MELONI TORNA DA TUNISI CON UN PUGNO DI MOSCHE E L’INCUBO DI UNA BOMBA MIGRATORIA – LA DUCETTA SI È SPRECATA IN ELOGI NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE KAIS SAIED, CHE PERÒ È RIMASTO FERMO SULLE SUE POSIZIONI: “NO AI DIKTAT DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE”, NO ALLE RIFORME CHE L'ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PRETENDE PER SCONGELARE IL FINANZIAMENTO DA 1,9 MILIARDI. IL RAISS VUOLE PRIMA I SOLDI, POI FARÀ LE RIFORME. MA È UNA PROMESSA A CUI GLI AMERICANI CREDONO POCO…

Estratto dell'articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

giorgia meloni con il presidente della tunisia kais saied

Giorgia Meloni non è soddisfatta quando risale sull'aereo che quattro ore prima l'aveva portata a Tunisi. Un'ora e quaranta minuti di colloquio con il presidente Kais Saied significheranno pure, come si affrettano a far sapere da Palazzo Chigi, che «il feeling è stato buono», ma non sono serviti a smuovere un leader che sta assumendo i lineamenti dell'autocrate, arrestando oppositori, giornalisti, sigillando il Parlamento.

 

Meloni sorride, stringe mani, si mostra disponibile. Lo fa al suo arrivo, durante la passerella con la premier Najla Bouden, poi con Saied al palazzo presidenziale. Le immagini sono quelle del fotografo ufficiale e degli smartphone dei collaboratori. I giornalisti arrivati al seguito restano lontani e non la vedranno mai.

 

giorgia meloni con la premier tunisina najla bouden

Così, senza domande, Meloni può offrire la sua ricostruzione del bilaterale con il presidente tunisino dietro a un podio, davanti a una telecamera, con in un'inquadratura sbilenca, come all'interno di una nave piegata dalle onde. Si intuisce subito che il confronto non è andato come avrebbe voluto, ma si è chiuso come si aspettava. Con Saied che dice «no ai diktat del Fondo monetario internazionale», no alle riforme che l'organizzazione internazionale pretende per scongelare il finanziamento da 1,9 miliardi, vitale per Tunisi.

 

Meloni è preoccupata, e non lo nasconde. A Saied spiega che l'Italia sta facendo di tutto per ammorbidire gli alleati, sia a livello di Europa che di G7. [...] Saied scuote la testa.

 

giorgia meloni con il presidente della tunisia kais saied 2

Considera le proposte del Fmi «imposizioni», come «medici che prescrivono farmaci senza prima diagnosticare la malattia». Una posizione sprezzante che viene rilanciata in un comunicato stampa, dove le richieste del Fondo vengono bollate come «una malattia» che potrebbe «minacciare la stabilità interna della Tunisia e avere conseguenze che si estendono a tutta la regione».

 

A Saied è stato chiesto di togliere i sussidi alla farina, alla benzina, di cominciare a ristrutturare un sistema economico vicino al collasso, ferito dalla corruzione, e stremato da un'amministrazione pubblica gonfia di assunzioni ma senza soldi per pagarle. Il presidente, però, non vuole mollare la posa populista e considera prioritario «il tema della cancellazione del debito che grava sullo Stato tunisino». La Tunisia vuole prima i soldi, poi farà le riforme. Ma è una promessa a cui gli americani credono poco. 

giorgia meloni con il presidente della tunisia kais saied 1

 

[...] 

 

Il governo italiano però non vuole farsi scoraggiare dalla mancanza di fiducia americana. Meloni ha intravisto una maggiore flessibilità dall'Ue. A Saied ha garantito che l'Italia sosterrà l'apertura di una linea di credito per il bilancio tunisino, a favore soprattutto delle piccole e medie imprese. Inoltre, c'è la possibilità che arrivi un pacchetto integrato di finanziamenti, su cui sta lavorando Bruxelles, anche per alleggerire Tunisi nella gestione dei migranti. «Per accelerare l'attuazione di questo pacchetto – spiega Meloni – ho dato a Saied la disponibilità a tornare presto in Tunisia con Ursula Von der Leyen». Meloni avrebbe proposto come data domenica prossima, per un viaggio che assieme alla presidente della Commissione europea avrebbero dovuto fare tempo fa, ma che è saltato per il rifiuto di Saied: a suo dire, avrebbe dato l'impressione di essere commissariato dall'esterno.

 

videomessaggio di giorgia meloni a tunisi

[...] La stabilità della Tunisia è fondamentale. Il rischio di una nuova Libia è troppo alta. Dall'altra parte del Mediterraneo Meloni si gioca molto della credibilità della sua strategia. Oggi, come anticipato da La Stampa, sarà a Roma il primo ministro ad interim del governo di unità nazionale di Tripoli Abdul Hamid Dbeibeh, in cerca di una legittimazione internazionale per la possibile candidatura alle future elezioni in Libia. Verrà firmato un nuovo memorandum tra i ministeri dell'Interno e probabilmente, secondo fonti libiche, anche un accordo di 2 miliardi con Eni.

videomessaggio di giorgia meloni a tunisi

 

A Tunisi Meloni non ha dedicato neanche una parola in pubblico per la stretta brutale operata da Saied sullo stato di diritto. Nessuno glielo ha potuto chiedere, perché ai giornalisti, convocati il giorno prima con appena 23 minuti di preavviso, non è stato permesso avvicinarla. [...]

giorgia meloni a tunisi accolta dalla premier najla boudenproteste in tunisia contro saied 1sbarchi di migranti dalla tunisiale rimesse dei migranti tunisini dataroomproteste in tunisia contro saied 6dati sull economia della tunisia dataroomvideomessaggio di giorgia meloni a tunisi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?