SONO MIGLIAIA I DOCUMENTI E GLI ATTI SEQUESTRATI NELL'AMBITO DELL'INDAGINE SULLA 'SQUADRA FIORE' CHE VEDE INDAGATE 11 PERSONE TRA CUI ANCHE L'EX NUMERO DUE DEL DIS, GIUSEPPE DEL DEO - GLI INVESTIGATORI LAVORERANNO SUI TELEFONI CELLULARI E I DEVICE SEQUESTRATI AGLI INDAGATI – “DOMANI”: “DEL DEO NON È UN AGENTE SEGRETO QUALSIASI. HA AVUTO UN RAPPORTO IDILLIACO CON GIORGIA MELONI GIÀ PRIMA CHE DIVENTASSE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. IL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO HA SCELTO I NUOVI VERTICI DEI SERVIZI CERCANDO PROFILI DISTANTI DALLA GALASSIA DEL DEO-SALADINO. E NON È UN CASO CHE FONTI AUTOREVOLI VICINE ALL’INDAGINE RIFERISCANO DI UNA PROFICUA COLLABORAZIONE DELLA “NUOVA” AISI, CHE HA FORNITO QUANTO RICHIESTO SUGLI AFFIDAMENTI GESTITI DA DEL DEO CON LA SOCIETÀ SIND”
DOSSIERAGGIO, SEQUESTRATI MIGLIAIA DI DOCUMENTI, ANALISI SUI CELLULARI
Acquisiti file e atti cartacei. Inquirenti al lavoro sui device degli indagati
(ANSA) - ROMA, 21 APR - Sono migliaia i documenti e gli atti sequestrati ieri dal Ros, su richiesta della Procura di Roma, nell'ambito dell'indagine sulla 'squadra Fiore' che vede indagate 11 persone tra cui anche l'ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo. Server, file e materiale cartaceo che dovrà ora essere analizzato dagli inquirenti. Parallelamente gli investigatori lavoreranno sui telefoni cellulari e i device sequestrati agli indagati. "Una gran massa di dati dai quali potrebbero arrivare elementi utili alle indagini", spiegano gli inquirenti che nelle prossime ore dovrebbero incontrarsi a piazzale Clodio per fare il punto dopo le perquisizioni.
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Estratto dell’articolo di Giovanni Tizian per https://www.editorialedomani.it
Fin dove arriverà l’ultimo scandalo maturato nel ventre delle istituzioni è presto per dirlo. La caratura dei personaggi coinvolti lascia ipotizzare un orizzonte ampio: dipende da quanto affiorerà dalle perquisizioni e dunque dall’acquisizione di materiale sensibile contenuto nei telefoni, nelle chat, negli archivi informatici dei computer o in quelli cartacei nascosti chissà in quale anfratto.
La certezza è che nel mezzo di questa trama da Prima Repubblica, tra fondi riservati dei servizi segreti e spionaggio illegale, i protagonisti, cioè gli indagati, conducono lungo la linea di confine del potere dove convivono mondi che sarebbe meglio tenere separati per opportunità e soprattutto per evitare conflitti di interessi, materia che negli altri paesi porta a dimissioni immediate mentre in Italia suscita al massimo un’interrogazione parlamentare senza risposta. Tuttavia l’inchiesta su Carmine Saladino e su Giuseppe Del Deo è un problema per la maggioranza di governo.
ALFREDO MANTOVANO ALLA CONFERENZA STAMPA DI INIZIO ANNO (2026) DI GIORGIA MELONI
Saldino è il fondatore dell’azienda di cybersicurezza Maticmind, oggi governata da tutt’altra dirigenza, che ha collaborato all’inchiesta della procura. Il secondo è stato vice direttore prima dell’Aisi (il controspionaggio interno) e poi, su nomina del governo Meloni, del Dis, l’agenzia che coordina l’attività dell’Aisi e dell’Aise. Entrambi i profili conducono nei corridoi del governo di Giorgia Meloni.
Del Deo, infatti, non è un agente segreto qualsiasi. Ha avuto un rapporto idilliaco con la presidente del Consiglio già prima che diventasse tale. Ma la fiducia è sempre a tempo in certi mondi. Ed è venuta meno per alcuni fatti svelati da Domani: prima lo strano armeggiare attorno all’auto dell’ex compagno della premier da parte di non meglio precisati soggetti (spioni, poi declassati a delinquenti comuni); poi le verifiche (abusive?) sul conto del capo di gabinetto di Palazzo Chigi, Gaetano Caputi, disposte dall’Aisi, o meglio, come hanno raccontato i testimoni, proprio su ordine di Del Deo. Una vicenda che il governo ha preferito dimenticare in fretta, senza fornire mai una risposta […]: Meloni era stata informata da Del Deo del monitoraggio sull’alto burocrate con cui lavora fianco a fianco?
ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
[…] Del Deo è stato prepensionato con un decreto ad hoc, garantendogli comunque un’uscita ben remunerata. Il provvedimento rivela una certa fretta di allontanare una figura fidatissima diventata improvvisamente scomoda. E per dire dell’incandescenza della faccenda, il decreto è stato tenuto riservatissimo e tale sarebbe rimasto se questo giornale non lo avesse scovato.
La pubblicazione ha suscitato l’ira di un altro esponente del governo: Guido Crosetto, ministro della Difesa, che durante il recente passato da lobbista delle industrie degli armamenti ha stretto solidi rapporti in quell’ambiente, con particolare riguardo alla cybersicurezza.
Ed è questo l’habitat, dove girano cifre da capogiro, in cui si è sempre mosso Saladino: un tempo amico del ministro Crosetto, tanto da concedergli in affitto un suo appartamento, e pure lui legato a Del Deo. Saladino è oggi indagato per truffa relativamente alle manovre che hanno portato alla cessione della sua Maticmind al fondo Cvc e a Cassa depositi e prestiti.
Ma in questa trama le intersezioni di queste tre parabole umane non sono finite. Perché attorno alla vecchia Maticmind si intrecciano altri affari che conducono a persone intime del ministro della Difesa. Di questa truppa ha fatto parte Giancarlo Innocenzi Botti, sottosegretario con Berlusconi, già socio del figlio del ministro e tuttora azionista assieme alla moglie di Crosetto in un’azienda attiva nel campo della sanità privata. Botti ha avuto da Maticmind una consulenza che è durata fino al 2023 (ultimo pagamento nel 2024) del valore di 100mila euro l’anno. Botti non è tra gli indagati, ma sulle consulenze ottenute sono in corso verifiche dei pm.
Senza contare i suoi affari a Dubai. Lì, dove Botti ha società e ufficio di super lusso, il ministro si è fatto trovare quando gli aerei americani hanno iniziato a bombardare l’Iran e Teheran ha risposto con missili sui paesi del Golfo. […] Alfredo Mantovano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e autorità delegata ai servizi segreti, ha scelto i nuovi vertici cercando profili che fossero distanti dalla galassia Del Deo-Saladino.
E non è un caso che fonti autorevoli vicine all’indagine riferiscano di una proficua collaborazione della “nuova” Aisi, che ha fornito quanto richiesto sugli affidamenti gestiti da Del Deo con la società Sind, che Saladino ha voluto a tutti i costi acquisire prima di vendere Maticmind. […]
CARMINE SALADINO
GIORGIA MELONI E ALFREDO MANTOVANO - FOTO LAPRESSE
GIUSEPPE DEL DEO




