luca traini

TUTTI I NERI SONO SPACCIATORI. NE AVEVO GIÀ PICCHIATI ALTRI DUE IN PASSATO, AVEVANO ROVINATO LA VITA DELLE RAGAZZE DI CUI ERO INNAMORATO”. IL NAZI-STRAGISTA DI MACERATA, LUCA TRAINI, RACCONTA IL SUO DELIRIO NELLA CASERMA DEI CARABINIERI: "NON MI PENTO" - “HO SENTITO QUELLO CHE HANNO FATTO A PAMELA MASTROPIETRO. HO DETTO: QUESTA È LA GOCCIA: SE NESSUNO FA NULLA, LO FACCIO IO, LI FACCIO FUORI...”

1 - “TUTTI I NERI SONO SPACCIATORI”

Marco Menduni per "la Stampa"

 

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«Tutti i neri sono spacciatori. Ne avevo già picchiati altri due in passato, avevano rovinato la vita delle ragazze di cui ero innamorato». Nella caserma dei carabinieri di Macerata, Luca Traini ha lo sguardo fiero, non abbassa gli occhi, la sua voce non si incrina: «Ho sentito un servizio giornalistico che descriveva quello che hanno fatto a Pamela. Ho detto: questa è la goccia che fa traboccare il vaso, se nessuno fa nulla contro questa gente lo faccio io, li faccio fuori tutti. Ho preso la pistola e sono partito». Non c' è un segno di pentimento, anzi, l' orgoglio di chi si sente, fieramente, il vendicatore.

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Aggiunge Traini: «Ho fatto tutto da solo, andava fatto». Ora lo sparatore di Macerata è in cella. Ha sparato e ferito sei stranieri, ma potrebbero essere di più. I carabinieri indagano su due altre chiamate di soccorso arrivate sabato mattina: all' arrivo delle ambulanze non c'era più nessuno. Il terrore di essere scoperti come irregolari. Traini è in isolamento nel carcere di Montacuto ad Ancona. Lo stesso dove si trova, anche lui in isolamento, Innocent Oseghale: è il nigeriano di 29 anni arrestato per l'omicidio e le mutilazioni sul cadavere di Pamela Matropietro.

 

Per Traini l'accusa è pesantissima. Strage (che può esser contestata anche per il solo tentativo) con l'aggravante razziale. Reato da corte d'assise, almeno quindici anni di galera. Così il suo avvocato Giancarlo Giulianelli annuncia: «Chiederò la perizia psichiatrica». Allarga le braccia e sospira: «Che cos'altro potrei fare? Credo che il mio cliente fosse così sconvolto dalla storia di Pamela da non essere in grado di intendere e di volere». Giulianelli lo ha guardato negli occhi: «Sembra lucidissimo, ma è folle».

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Traini ripete: «Non cercate altri, ho fatto tutto io». I carabinieri non sono convinti: cercano nel cellulare e nel computer messaggi di chi potrebbe averlo incitato, radicalizzato, avergli magari dato un appoggio logistico. Chi lo ha catechizzato e trascinato nella deriva nazifascista: in casa i carabinieri hanno sequestrato il "Mein Kampf" di Hitler, una bandiera con la croce celtica, altri gadget da nostalgici.

 

Il tatuaggio sulla tempia, la Zanna di Lupo utilizzata dai nazisti, è comparsa solo di recente: «A ottobre, quando lo abbiamo espulso - conferma Francesco Clerico, il titolare della palestra Robbys - non c'era. Invece era già fatto incidere una croce celtica sull' avambraccio e la cosa ci aveva dato molto fastidio». Tutti segni di un'esaltazione sempre più rapida e profonda.

 

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«Cinque anni fa - racconta Alessio, un ex compagno di lavoro - ero il capo del suo gruppo in un'azienda di volantinaggio a Civitanova Marche. È vero: lui mi diceva sempre che preferiva lavorare con gli italiani, non andava d'accordo con gli stranieri. Ma non ha mai avuto parole insolenti nei loro confronti, mai trapelato odio. Non so cosa sia accaduto in lui da allora».

 

Traini, dopo l'arresto, insiste: è stata solo una vendetta per la droga. In caserma ripercorre gli avvenimenti degli ultimi anni all indietro. «Mi sono innamorato di due ragazze che avevano problemi di tossicodipendenza, ho cercato di salvarle ma loro si sono allontanate da me, colpa degli spacciatori», e ne fa nome e cognome. «I pusher sono la rovina e sono sempre dei neri, due volte gli ho alzato le mani addosso e lo hanno fatto anche i miei amici». Parla, si accalora, si toglie il giubbotto.

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Sull'avambraccio sinistro ci sono le cicatrici di tagli profondi. Gesti di autolesionismo, racconta lui, «ferite che mi sono provocato quando era ragazzo». Così l'ideale macchina del tempo scorre ancora all'indietro: «Ho vissuto molto male la separazione tra i miei». Non soltanto: «Da piccolo ero obeso, ero vittima dei bulli. Questo è stato il motivo per cui ho deciso di cominciare a frequentare le palestre, volevo dare una svolta alla mia esistenza, non farmi mai più mettere i piedi sulla testa».

 

Quando esce dalla porta carraia, per essere portato in galera, appare imponente, massiccio, molto più di quanto le foto diffuse fino a oggi facciano immaginare. È un ragazzone alto quasi un metro e novanta, i muscoli scolpiti. Sotto le luci il tatuaggio sul volto spicca, evidentissimo. Guarda fuori, prima di salire in macchina, e il suo sguardo è quasi una provocazione, sulle labbra si disegna un sorriso beffardo. Nemmeno per un attimo, davanti ai carabinieri, davanti all' avvocato, ha dato un segno di pentimento. «Dovevo assolutamente farlo, per Pamela e per le altre ragazze rovinate dai neri».

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2 - A MACERATA C’E’ CHI DIFENDE L’ASSESSORE

Estratto dell’articolo di Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

[…] Via Spalato per un giorno è davvero il centro dell'Italia, delle sue tensioni, delle sue spaccature difficilmente rimarginabili. Anche Macerata è lacerata. […] «La tensione bolliva da tempo», spiegano alla trattoria "Da Rosa", nel centro storico. «Tanti ai tavoli danno persino ragione allo sparatore. Anche gente insospettabile». E al ristorante "Centrale.Eat", il titolare, Aldo, pure lui non se la sente di dare addosso al vendicatore solitario: «Non lo giustifico, però con questi spacciatori nigeriani non se ne può più».

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Che cosa sta succedendo, a Macerata? Il segretario provinciale del Pd, Francesco Vitali, sul marciapiede davanti alla sezione colpita, è disorientato: «Dico a tutti che la violenza non ha mai portato a nulla di buono. Però è vero che molti maceratesi non se la sentono di condannare Traini. È per un malessere che montava da qualche tempo. E da cittadino in fondo lo capisco. Tutti dicono: quello spacciatore aveva un ordine di espulsione, che ci faceva ancora qui? Sei venuto con una barca, riprenditi la barca per tornare a casa tua».

 

Il sindaco Carancini, anche lui del Pd, mai vorrebbe che passasse il messaggio di una comunità trasformatasi in covo di razzisti. Però riconosce: «Non nego il disagio di tanti cittadini. La piaga dello spaccio è sentitissima. C' era stato un cambio di passo nell' opinione pubblica verso i nuovi arrivi. E il fatto di Pamela ha fatto spostare in una certa area l' asticella della tolleranza verso l' intolleranza […]». Le statistiche dicono che il 10 per cento della popolazione di Macerata è composta di stranieri.

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3 - BERLUSCONI CONTRO I MIGRANTI

Estratto dell’articolo di A.C. per “la Stampa”

 

Nelle ore successive al raid anti-immigrati di Macerata, Silvio Berlusconi sembrava aver scelto la linea della prudenza: toni bassi, nessuna polemica politica, sulla scia di palazzo Chigi. Ieri invece l'ex Cavaliere ha fatto dietrofront e ha scelto di lanciare il guanto di sfida a Matteo Salvini sul fronte anti-immigrazione.  «Solo il 5% di quelli presenti in Italia, circa 30mila, ha il diritto di restare perché sono rifugiati. Gli altri 600 mila rappresentano una bomba sociale pronta ad esplodere perché vivono di espedienti e reati», ha detto al Tg5. «Esiste un problema sicurezza, riprendere il controllo della situazione è una priorità assoluta». […]

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La sfida nei confronti degli alleati del centrodestra è aperta. Berlusconi ha deciso di contendere voti a Salvini sullo stesso terreno, sicuro di poter restare al riparo dalle accuse di razzismo. Del resto, il responsabile della sparatoria di Macerata Luca Traini era stato candidato con la Lega, e del Carroccio è il candidato governatore della Lombardia Attilio Fontana, finito nella bufera per le parole sulla razza bianca. Insomma, per Forza Italia non ci sono rischi- si ragiona ad Arcore- di essere confusi con la destra estrema. […]

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