giancarlo dettori

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – SE NE VA A 93 ANNI IL MAGNIFICO GIANCARLO DETTORI. BRAVISSIMO, ELEGANTE, SEMPRE PREPARATO, UNA COLONNA DEL TEATRO E DELLO SPETTACOLO ITALIANO, CAPACE DI PASSARE CON LA STESSA GRAZIA DAGLI SPETTACOLI DI GIORGIO STREHLER ALLA TV DI SANDRO BOLCHI ALLA COMMEDIA EROTICA DI MARIANO LAURENTI E LUCIO FULCI, DA PARTNER DI MILLY, MILVA, ANNA PROCLEMER A PARTNER BRILLANTE DI EDWIGE FENECH E A GLORIA GUIDA.  NO DEGLI ALLIEVI PREFERITI DI SERGIO TOFANO ALL’ACCADEMIA ASSIEME A GIANMARIA VOLONTÉ, ATTOR GIOVANE DEL PICCOLO SOTTO LA REGIA DI GIORGIO STREHLER PER…

Marco Giusti per Dagospia

 

Giancarlo Dettori

Bravissimo, elegante, sempre preparato, una colonna del teatro e dello spettacolo italiano, capace di passare con la stessa grazia dagli spettacoli di Giorgio Strehler alla tv di Sandro Bolchi alla commedia erotica di Mariano Laurenti e Lucio Fulci, da partner di Milly, Milva, Anna Proclemer a partner brillante di Edwige Fenech e a Gloria Guida, se ne va a 93 anni, il magnifico Giancarlo Dettori.

 

Uno degli allievi preferiti di Sergio Tofano all’Accademia assieme a Gianmaria Volonté, attor giovane del Piccolo sotto la regia di Giorgio Strehler per una versione memorabile dell’”Arlecchino servitore di due padroni” che nel 1959 e nei primi anni ’60 lo portò in giro per il mondo, da New York a Londra, ma anche per “L’opera da tre soldi” di Bertold Brecht.

 

Giancarlo Dettori

Nel 1956, giovanissimo, fu addirittura il primo Mago Zurlì, chiamato “Zurlì mago lì per lì” sotto la direzione dell’inventore del personaggio, Cino Tortorella, che poi interpretò lui stesso nella versione televisiva. Col cinema ebbe un rapporto più sporadico e casuale. Forse non aveva il fisico giusto per imporsi da protagonista e era troppo preso dal teatro. Nato a Cagliari, nel 1932, nipote di militare, figlio di un generale, era destinato anche lui alla carriera militare, ma preferì rivelare al padre che il suo sogno era quello di fare l’attore. “Fallo, ma fallo bene”, gli rispose il padre, che lo spinse a studiare all’Accademia Silvio d’Amico a Roma.

 

La prima commedia che fece uscendo dall’Accademia fu “I due gemelli veneziani”. Venne presto chiamato sia dalla Rai per una serie di sceneggiati, a cominciare da “Via Belgarbo” diretto da Vittorio Cottafavi nel 1957 sia dal teatro, visto che lo volle Strehler al Piccolo già nel 1958 per l’”Arlecchino servitore di due padroni” nell’edizione con Marcello Moretti come Arlecchino, Giancarlo Tedeschi, e per “L’opera da tre soldi” di Bertold Brecht con Tino Carraro protagonista. A teatro collaborò a lungo con Strehler al Piccolo, lo troviamo anche in “L’anima buona del Sezuan” nel 1958, nel “Platonov” con Tino Buazzelli nel 1959, costruendosi una reputazione di attore di gran livello.

Giancarlo Dettori

 

Ma lavorò anche col Teatro Stabile di Genova e con la compagnia Proclemer-Albertazzi, prendendo il posto di Albertazzi ne “La governante” di Brancati. Con la regia di Filippo Crivelli nel 1966 recita una sorta di spettacolo musicale dedicati ai grandi banditi della storia scritto da Roberto Leydi, dove accompagna Milly. Torna con il Piccolo per “La cantata di un mostro lusitano” di Peter Weiss con Milva.  Nel 1969 recita nel “Tito Andronico” diretto da Aldo Trionfo. Col cinema ebbe un rapporto decisamente meno interessante e continuativo. Lo chiamò Eriprando Visconti per “Una storia milanese” nel 1962, ma preferì sempre il teatro.

 

In tv lo troviamo nel 1967 in “Dossier Matra Hari”, nel 1969 ne “I fratelli Karamazov” diretto da Sandro Bolchi nel ruolo di Musjalovic, nel 1970 in Antonio Meucci cittadino toscano contro il monopolio Bell” con Paolo Stoppa. Proprio per la sua preparazione teatrale, lo scelse Franco Indovina nel 1969 assieme a Carmelo Bene e Franco Parenti, per il curioso esperimento cine-televisivo, cioè film+ serie in sei puntate, “Tre nel Mille”, sorta di avventuroso picaresco a colori scritto da Luigi Malerba e Tonino Guerra e prodotto per la Rai da Angelo Guglielmi. Ma il film uscì due anni dopo la fine delle riprese e ebbe non pocho problemi distribuitivi. Solo recentemente è stato recuperato nella sua interezza.

 

Giancarlo Dettori

Dettori raccontava scene piuttosto divertenti con Carmelo Bene che lo faceva un po’ controvoglia e non volle doppiarlo con la sua voce. Negli anni ’70 lo troviamo un po’ ovunque. A teatro, ovviamente, “Il lutto si addice a Elettra”, in tv nello sceneggiato “Puccini”, dove interpreta Arturo Toscanini e nel più sperimentale “Serate Campanile”, e nel cinema, dove finisce in due scatenate commedie sexy del tempo, che accetta con gran divertimento, “L’affittacamere” di Mariano Laurenti con Gloria Guida e “La pretora” di Lucio Fulci con Edwige Fenech in doppio ruolo. Tutte e due nudissime. Giancarlo Dettori ricordava a Stracult che per fare questi film aveva dovuto interrompere la stagione con Strehler.

Giancarlo Dettori

 

«Gli chiesi di poter fare il cinema. E così mi fecero un contratto per cinque film. Il primo era L’affittacamere e mi ritrovai intorno una banda di figli di brava donna come Luciano Salce, Adolfo Celi, che un giorno venne truccato da Hitler nella scena del processo e non riuscivamo a smettere di ridere, Vittorio Caprioli, Enzo Cannavale. La Guida era imbarazzante per la bellezza. In una scena Caprioli, che nel film aveva la mania di firmare i sederi delle donne, doveva siglare quello della Guida e tutti noi non ci volevamo muovere dal set per vedere questa scena, fingendo un interesse assolutamente professionale».

 

Giancarlo Dettori

Ma ottiene qualcosa di più nel suo secondo film, quello diretto da Lucio Fulci, che è diventato negli anni un cult movie per il nudo totale della Fenech. «La pretora è il mio Oscar. La Fenech era il numero uno sulla Terra. Io avevo da poco fatto un film con Giulietta Masina e frequentavo quindi la sua casa. Fellini un giorno mi disse: ‘Potresti chiedere alla Fenech che mi accontento di una sola cosa? mangiare una frittata sul suo sedere!’». Nella pubblicità, negli ultimi anni di Carosello, lo troviamo in una serie del 75 e 76 per l’Amaro Ramazzotti, scritta e ideata da Age e Scarpelli di grande interesse, “I due sceneggiatori”, dove, assieme a Mario Maranzana, interpretano appunto due sceneggiatori di film italiani che perdono un sacco di tempo.

 

Giancarlo Dettori

Fa Radio, a Radio 1, “Voi e dio”, poi lo troviamo in tv in “Giallo sera”. Diventa immediatamente popolare, però, non con la commedia sexy, ma con lo sceneggiato “Casa Cecilia” nei primi anni ’80 dove divide la scena con Delia Scala, come suo marito. Diventa popolarissimo. Lo troviamo così in tv in “Lulù” di Bertolazzi, diretto da Sandro Bolchi con Mariangela Melato. Il cinema lo richiama solo nel 1992 grazie a Carlo Verdone in “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”.

 

Farà altri ruoli, sporadici. Ricordiamo “Quattro bravi ragazzi” di Claudio Camarca, “Storie di seduzione”, “Gli sdraiati” diretto nel 2017 da Francesca Archibugi. Neanche un anno fa ha girato un ultimo cortometraggio, “Un nome che non è il mio”, girato dopo la morte della moglie, la compagna di una vita, oltre che sulle scene, Franca Nuti. 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…