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NEL GRAN PASTICCIO PER L’EREDITÀ AGNELLI I TRE FRATELLI ELKANN PENSANO A UN’EXIT STRATEGY? – È IN CORSO UN NUOVO INVENTARIO DEI BENI DI MARELLA CARACCIOLO AGNELLI, PER AGGIUNGERE CIÒ CHE LA PROCURA DI TORINO E LA FINANZA HA SCOPERTO E RIPORTATO IN UN DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO PER 74,8 MILIONI DI EURO (TRA EVASIONI FISCALI E TASSA DI SUCCESSIONE NON PAGATA) – QUESTO POTREBBE PRELUDERE A UN ACCORDO DI JOHN, LAPO E GINEVRA ELKANN CON IL FISCO O CON I PM CHE LI HANNO INDAGATI PER FALSO E TRUFFA – IL LEGALE DEI TRE RAMPOLLI NEGA: “IL PROCEDIMENTO È ANCORA NELLA FASE DELLE INDAGINI PRELIMINARI”

Estratto dell’articolo di Ettore Boffano per “il Fatto Quotidiano”

 

lapo ginevra e john elkann

Urs von Grünigen, il notaio elvetico che raccolse le ultime volontà di Marella Caracciolo Agnelli (morta il 23 febbraio 2019) da qualche settimana sta lavorando a integrare l’inventario svizzero dell’eredità della vedova dell’Avvocato, redatto il 31 agosto 2020. Aggiungendo parte di ciò che non c’era e che la Procura di Torino e la Guardia di Finanza hanno scoperto e riportato in un decreto di sequestro preventivo per 74,8 milioni di euro: tra evasioni fiscali e tassa di successione non pagata in Italia.

 

Un sequestro che i pm torinesi Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti hanno ottenuto il 20 settembre 2024 dal gip Antonio Borretta nei confronti di von Grünigen, ma soprattutto dei tre nipoti di Marella, i fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann, e del loro commercialista di fiducia, Gianluca Ferrero: tutti indagati per frode fiscale e truffa ai danni dello Stato.

 

JOHN ELKANN - MARELLA CARACCIOLO - LAPO ELKANN

L’ipotesi d’accusa, nata da un esposto di Margherita Agnelli, figlia di Gianni e di Marella e madre dei tre fratelli, è che (almeno dal 2010) sarebbe stata costruita una fittizia residenza svizzera della vedova dell’Avvocato, al fine di escludere Margherita dall’eredità ed evadere il fisco italiano (42,8 milioni circa) su una rendita vitalizia che la nonna degli Elkann riceveva dalla figlia (29 milioni tra il 2015 e il 2019) e su redditi da capitale per 116,7 milioni derivanti da attività finanziarie affidate a due trust con sede alle Bahamas.

 

gianni agnelli con marella caracciolo

A questo si aggiungerebbero 32 milioni di tassa di successione non versata riconducibili alle quote di un fondo di investimento lussemburghese e alla presunta “spartizione post mortem” tra i tre fratelli di opere d’arte e gioielli di ingente valore (oltre 170 milioni di euro), facendoli passare come regali della nonna. [...]

 

Ma perché il notaio starebbe compiendo questa revisione dell’inventario svizzero, così come filtra da Lauenen (l’ultima e contestata residenza elvetica di Marella)? L’unica ipotesi possibile e razionale sarebbe quella che tutti gli indagati stiano valutando se aprire un confronto con l’Agenzia delle Entrate italiana per un accordo sul pagamento di quei 74,8 milioni.

 

JOHN ELKANN E MARELLA CARACCIOLO

Un’intesa che, in Svizzera, potrebbe richiedere a sua volta un contemporaneo aggiornamento dell’inventario oggetto di cause civili elvetiche.La logica, però, indica anche che potremmo trovarci di fronte, se un accordo col fisco italiano dovesse mai prendere forma, all’ipotesi di una svolta ancora più clamorosa per le indagini torinesi. Quella di una trattativa tra indagati e la Procura per trovare soluzioni definitorie dell’inchiesta.

 

Una possibilità che il Codice di procedura penale prevede con i “riti alternativi” al processo: come la “messa alla prova” (estingue il reato) e il “patteggiamento della pena” (possibile anche durante le indagini preliminari).

 

MARGHERITA AGNELLI E MARELLA CARACCIOLO

Una strategia che potrebbe nascere da tre diverse considerazioni. La prima legata alla possibile presa d’atto che gli accertamenti penali sulla reale residenza di Marella siano ormai nettamente sfavorevoli. La seconda alla volontà di evitare che i pm depositino, in chiusura delle indagini, un’ingente massa di documenti sequestrati destinati alla diffusione mediatica. La terza, infine, al venir meno di un processo pubblico che, al di là dell’esito, costituirebbe un’ulteriore pubblicità negativa.

 

Inoltre, se i pm condividessero la proposta di un patteggiamento, potrebbero non conteggiare nell’eredità della vedova dell’Avvocato le quote della società Dicembre, che consente ai fratelli Elkann la guida dell’accomandita di famiglia e dell’impero Exor.

 

gianni agnelli lapo e john elkann

[…] La parola “patteggiamento”, in particolare, dal febbraio scorso era circolata in alcune ipotesi giornalistiche sull’inchiesta torinese, ma continua a essere smentita con fermezza da tutte le parti interessate. Com’è accaduto anche ieri mattina, quando tre legali degli Elkann, Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Gianandrea Anfora si sono recati (era già accaduto altre volte nelle settimane scorse) in Procura per incontrare i pm.

 

All’uscita dal Palazzo di Giustizia, rispondendo alla domanda di un cronista sull’esistenza di una eventuale trattativa, l’avvocato Siniscalchi stavolta si è limitato però a dire: “Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari, non so che cosa rispondere. Arrivederci”.

 

GINEVRA JOHN E LAPO ELKANN

I segnali più importanti, per confermare o far decadere questa ipotesi, sono comunque quelli che potrebbero giungere dall’Agenzia delle Entrate. Perché, per accedere a eventuali riti alternativi, in caso di reati fiscali è prima necessario aver sanato il contenzioso con l’Erario.

 

Lo scontro tra i fratelli Elkann e la madre sull’eredità resterebbe invece affidato all’esito della causa in corso anch’essa a Torino, da tre anni, davanti al Tribunale civile. Un processo nel quale Margherita Agnelli rivendica di essere l’unica erede legittima

MARGHERITA AGNELLI IN TRIBUNALE A GINEVRAMarella Caracciolo Agnelli MARGHERITA AGNELLI E SERGE DE PAHLEN IN TENDER ALL ISOLA DI CAVALLO - FOTO CHI john elkann margherita agnelliL INVENTARIO DELL EREDITA DI MARELLA CARACCIOLO AGNELLI

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