george pell cardinale

C'E' "AVVENIRE" PER PELL - LA SENTENZA DELL'ALTA CORTE AUSTRALIANA CHE HA RIBALTATO LE CONDANNE PER PEDOFILIA DI PRIMO E SECONDO GRADO FA FELICE IL GIORNALE DEI VESCOVI E BERGOGLIO CHE LO PARAGONA ADDIRITTURA A GESU': "CRISTO È STATO GIUDICATO SOTTO ACCANIMENTO, CON ACCANIMENTO, ESSENDO INNOCENTE. IO VORREI PREGARE OGGI PER TUTTE LE PERSONE CHE SOFFRONO UNA SENTENZA INGIUSTA PER L'ACCANIMENTO". AMEN

Gianni Cardinale per “Avvenire”

 

Gerald Ridsdale e George Pell

Il cardinale George Pell è innocente. Lo ha stabilito in maniera definitiva l' Alta Corte australiana che lo ha prosciolto dall' accusa infamante di abuso su minori, ribaltando la sentenza della Corte d' appello emessa nell' agosto dell' anno scorso che confermava la decisione del Tribunale di Melbourne del dicembre 2018. Il porporato, che compirà 79 anni a giugno, si è sempre dichiarato innocente. E ora la giustizia australiana gli ha dato finalmente ragione. È stato subito liberato e ha lasciato il carcere di Barwon per recarsi in un istituto religioso a Melbourne. La Santa Sede ha accolto la sentenza «con favore».

 

GEORGE PELL

I sette giudici della suprema istanza giudiziaria australiana hanno deciso il verdetto all' unanimità. E in una nota hanno spiegato che Corte d' appello nella sentenza di condanna «ha mancato di affrontare la questione se rimaneva una ragionevole possibilità che il reato non avesse avuto luogo», cioè dell' assenza di ogni ragionevole dubbio. L'Alta Corte ha poi ritenuto che le testimonianze di altri testimoni erano incongruenti con quella del denunciante».

GEORGE PELL

 

Pell ha ribadito di aver «costantemente sostenuto» la sua innocenza e che l'ingiustizia che ha ricevuto è stata ora sanata. Rivolgendosi alla persona che lo ha accusato il porporato ha detto di non nutrire alcun risentimento. Quindi ha auspicato che la sua assoluzione non aggiunga altro dolore. Nella sua dichiarazione Pell ha poi affermato: «Il mio processo non era un referendum sulla Chiesa cattolica, né un referendum sul modo in cui le autorità della Chiesa in Australia hanno fronteggiato il crimine di pedofilia nella Chiesa. Il punto era solo se io avevo o no commesso quei crimini orribili, e io non li ho commessi».

 

GEORGE PELL

Pell ha ringraziato quindi i suoi legali e tutti coloro che hanno pregato per lui e lo hanno aiutato e confortato in questo tempo difficile. Il porporato infatti ha trascorso ben tredici mesi in prigione. E, secondo quanto riferito all' emittente statunitense Ewtn da John Macauley, che è stato ministrante del cardinale, a Pell sarebbe stato vietato di celebrare la Messa e anche di tenere e leggere il breviario.

 

A nome della Conferenza episcopale australiana, il suo presidente, l'arcivescovo di Brisbane, Mark Coleridge, ha riconosciuto che la decisione dell' Alta Corte sarà accolta con favore da coloro che credono nell' innocenza del cardinale, mentre sarà devastante per gli altri. Quindi ha ribadito l' impegno incrollabile della Chiesa per la sicurezza dei bambini e per una risposta efficace ai sopravvissuti e alle vittime di abusi sessuali su minori.

 

Da parte sua l'arcivescovo di Sydney, Anthony Fisher, ha ringraziato i giudici per la loro «meticolosa revisione dei fatti» che ha portato all' assoluzione. Ma ha aggiunto: «Questo non è stato solo un processo al cardinale Pell, ma anche al nostro sistema giuridico e alla nostra cultura. La sentenza invita a una più ampia riflessione sul nostro sistema di giustizia, sul nostro impegno per la presunzione di innocenza e sul trattamento di figure di alto profilo accusate di crimini».

GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

 

Pell è stato arcivescovo di Melbourne dal 1996 al 2001 quando è stato trasferito alla sede di Sydney. Creato cardinale nel 2003, dal 2014 al 2019 è stato prefetto della Segreteria vaticana per l'economia. Come osservato da VaticanNews in tutta questa vicenda, la Santa Sede ha sempre preso atto delle decisioni dei giudici australiani, ribadendo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie nei suoi vari gradi, ma restando in attesa di conoscere gli eventuali ulteriori sviluppi del procedimento. Ieri con un comunicato della Sala Stampa vaticana la Santa Sede, rimarcando che «ha sempre riposto fiducia nell'autorità giudiziaria australiana», ha accolto «con favore la sentenza unanime pronunciata dall' Alta Corte».

 

La nota sottolinea come il porporato - «nel rimettersi al giudizio della magistratura» - abbia «sempre ribadito la propria innocenza, attendendo che la verità fosse accertata ». Con l'occasione poi la Santa Sede ha riaffermato «il proprio impegno a prevenire e perseguire ogni abuso nei confronti dei minori».

 

GEORGE PELL

Ieri mattina nella Messa a Santa Marta, celebrata quando già si conosceva la sentenza pronunciata in Australia mentre a Roma era notte fonda, papa Francesco nell' introdurre il rito, senza fare riferimento esplicito alla vicenda, ha rivolto il suo pensiero agli innocenti perseguitati. «In questi giorni di Quaresima - ha detto - abbiamo visto la persecuzione che ha subito Gesù e come i dottori della Legge si sono accaniti contro di lui: è stato giudicato sotto accanimento, con accanimento, essendo innocente. Io vorrei pregare oggi per tutte le persone che soffrono una sentenza ingiusta per l' accanimento».

 

La sentenza dell' Alta Corte ribalta quindi quella di primo grado confermata lo scorso agosto dalla Corte d' appello di tre giudici dello Stato di Victoria con un voto di due a uno. La condanna era stata di 6 anni, con 3 anni e otto mesi da scontare prima di una eventuale libertà condizionale.

 

GEORGE PELL E DANEY CASEY

Pell era stato dichiarato colpevole di aver abusato sessualmente nel 1996 nella sacrestia della Cattedrale di Melbourne, quando era arcivescovo della diocesi, di due coristi di 13 anni sorpresi a bere il vino della Messa. Ricorrendo all'Alta Corte i legali di Pell si sono basati in gran parte sull'opinione dissenziente del terzo giudice della Corte d'appello, che aveva messo in dubbio la credibilità e l'affidabilità dell' unica vittima ancora in vita, raccomandando il proscioglimento da ogni accusa.

 

L'avvocato di Pell, Bret Walker, aveva sostenuto che i giurati che avevano condannato il cardinale in prima istanza avevano sbagliato a respingere le argomentazioni della difesa sull'improbabilità dell' offesa. Aveva affermato che vi era tempo insufficiente per commettere le molestie, che la Cattedrale era un alveare di attività e che comunque sarebbe stato fisicamente impossibile scostare gli ingombranti paramenti per commettere l'aggressione.

 

IL CARDINALE GEORGE PELL

Walker aveva inoltre ricordato che il maestro di cerimonie di Pell al tempo dei fatti ha testimoniato durante il processo che Pell dopo la Messa sarebbe rimasto sui gradini della Cattedrale per salutare i parrocchiani e non avrebbe avuto alcuna possibilità di commettere i reati in sagrestia. E aveva chiesto che la condanna venisse annullata e Pell fosse rilasciato. L' Alta Corte ha fatto proprio questo.

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