1. “SIAMO IO, LA MIA COMPAGNA E L’AMICA”. NON BASTASSE LA CASA A LUCI ROSSE E IL VIA VAI DI DECINE DI CLIENTI, NON BASTASSERO LA COCA E I VIDEO PER I RICATTI, NELLO SCANDALO DELLE BABY-SQUILLO ROMANE SALTANO FUORI ANCHE LE ORGE E GLI SCAMBI DI COPPIA 2. IL DEGRADO NON FINISCE QUI. NON SOLO BABY SQUILLO, SPUNTANO ANCHE BABY GIGOLÒ. ‘’HO MESSO SESSO DI COPPIA CON GOLD, CIOÈ IO GUARDO E QUELLO MI SI SCOPPIA... UNA DELLE DUE DOVREBBE ESSERE LA COMPAGNA MIA E L’ALTRA L’AMICHETTA’’ 3. GLI SMS DI UN RAGAZZO MINORENNE ALLO SFRUTTATORE: “TI HO PORTATO LE MIE AMICHE, FAMMI LA RICARICA ALLA CARTA DI CREDITO… “ L’INCHIESTA SULLA PROSTITUZIONE MINORILE NELLA ROMA BENE ASSOMIGLIA OGNI GIORNO DI PIÙ A UN INFERNO DANTESCO DOVE OGNI GIRONE PRECIPITA IN UN ALTRO, VERSO UN ABISSO SEMPRE PIÙ INQUIETANTE

1. "SIAMO IO, LA MIA COMPAGNA E L'AMICA" - QUELLE ORGE CON LE ESCORT RAGAZZINE - S'INDAGA SU MINORENNI DI ALTRE CITTÀ.
Fulvio Fiano per il Corriere della Sera

Non bastasse la casa a luci rosse ai Parioli e il via vai di decine di clienti, non bastassero la cocaina e i video per i ricatti, nello scandalo delle baby-prostitute romane saltano fuori anche le orge e gli scambi di coppia. È uno dei sentieri percorsi dall'inchiesta, che potrebbe presto portare ad altre minorenni, altre case e città.

A dare le carte sono Nunzio Pizzicalla e Mirko Ieni. Quest'ultimo ha raccontato nel suo interrogatorio di essere a sua volta un «prostituto». Una strategia difensiva che trova conferme nelle indagini, ma che non alleggerisce la sua posizione. Quasi sempre, infatti, accompagnava una delle due minorenni o una delle due maggiorenni (non indagate) che si vendevano a clienti amanti del sesso di gruppo.

Con una di queste, «Rubi», Ieni si accorda per il tipo di annuncio da mettere on line dove la donna figura come «Romana bisex 27»: «Ho messo sesso di coppia con gold, cioè io guardo e quello mi si scoppia... una delle due dovrebbe essere la compagna mia e l'altra l'amichetta».

Ai giochetti partecipa anche una delle due ragazze. La collega più anziana avverte Ieni: «Devi lasciarci subito casa - il riferimento è al seminterrato in via dei Parioli, ndr ), stiamo venendo io e E. con due».

In una altra conversazione Rubi chiede a Ieni il permesso di andare a casa sua con due persone. In cambio gli darà 40 euro. Un'altra volta ancora è Ieni a chiamare l'altra «collega» maggiorenne, Sonia, per un appuntamento a tre: «Al volo, al volo, devi uscì, dobbiamo annà sulla Tiburtina... 100 tutto compreso, 50 te 50 io, questo già lo conosco, gagliardo... è forte, c'ha i sordi. Dai al volo, cotta e magnata». La donna è a spasso col cane, dice di essere indisposta, poi si convince.

Pizzicalla è invece protagonista di una serrata trattativa telefonica con tale Paolo, al quale presenta una delle minorenni come la sua ragazza. Deve andare fuori Roma per tre clienti in una volta sola: «Mi devi far parlare, io sono stato molto chiaro... hai capito benissimo che è la mia ragazza perché te ne hanno parlato... se vi volete divertire le cifre sono quelle, mille a persona e le spese di viaggio, poi sta a te... perché già cominci a farmi duemila e cinque più questo compreso (un quarto che si aggiungerebbe «solo» per un rapporto orale, ndr )... non ci siamo proprio... o è una gang con tre persone o con quattro, non è che tre più uno che si accontenta». 
Pa.: «Io ho detto a loro che lei fa tutto, bacia anche? 
Pi.: «Sì»

Inequivocabili anche alcuni sms «al plurale» tra la maggiore delle due baby e alcuni clienti. Sono tutti del 19 luglio, un venerdì. 
Alle 12.39 la ragazza si presenta sotto falso nome: «Ciao sono Vanessa, ci volevamo incontrare». 
Il cliente Marco richiama ma non ha risposta. 
Alle 15.24 «Vanessa» digita: «Siamo qui dove sei». 
Cliente Augusto, alle 12.57: «Io ho una Smart, tutte e due rischiamo di non fare niente».

La ragazza, un minuto dopo: «Veniamo noi da te». 
Si accordano per le 18 e propongono 400 euro. 
Due ore dopo, le 15.17, viene contattato Antonello: 
Lei: «Allora?» 
A.:«No senza... è troppo, dovete abbassare di molto...». 
L'appuntamento salta, Vanessa non fa un piega: 
«Ok grazie non c'è problema».

2. GLI SMS DI UN MINORE ALLO SFRUTTATORE: "TI HO PORTATO LE MIE AMICHE, FAMMI LA RICARICA ALLA CARTA DI CREDITO"
Francesco Salvatore - Maria Elena Vincenzi per La Repubblica

Potrebbero non essere solo due le baby-squillo dei Parioli: gli inquirenti stanno lavorando per accertare se oltre a Emanuela e Serena (nomi di fantasia), 14 e 15 anni, ci fossero altre ragazzine vittime del giro di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile per cui, dieci giorni fa, sono finite in manette cinque persone (tra cui la madre della 14enne) e altrettante sono state denunciate a piede libero.

Lo spunto investigativo viene da una serie di intercettazioni in cui diversi clienti chiedono se oltre a loro due, ci sono altre amiche con le quali avere rapporti sessuali. Tra queste, particolare sospetto, ha suscitato una conversazione avuta dal commercialista arrestato Riccardo Sbarra e un ragazzo.

Il 13 ottobre, i carabinieri del nucleo investigativo di Roma, intercettano un sms tra il commercialista e un minorenne che i militari stanno cercando. «Tu mi piaci e poi mmm... hai amichette giovani. Io adoro le lolitine... Infatti rosico che ancora non abbiamo giocato. Mi eccita vedere te che poi magari la presti a papy e mi aiuti con la tua amichetta ». Il ragazzo risponde: «Ti sei preso tutte le foto, tutti i miei dati...mica mi prendi in giro? Poiché vai a mangiare all'Hilton, quindi sei ricco, mi faresti almeno la ricarica postepay come mi hai promesso?».

L'idea degli inquirenti è che dietro a questa richiesta ci sia uno scambio: il giovane presenta a Sbarra alcune amiche a fronte di qualche "regalo". Versione che troverebbe conferma nella risposta del commercialista: «Cucciolo, io non ti prendo in giro, mi piaci e poi hai amichette giovani. Quindi non ti perderei! Ho solo avuto contrattempi perché ho una vita molto attiva! La ricarica te l'avevo già promessa e quindi te la faccio. Mi piace avere un figlio che così rimorchia le ragazzine e poi le porta a papy e mi fa vedere da vicino come se le fa».

Conversazioni che hanno indotto il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Cristiana Macchiusi a delegare ai militari guidati dal tenente colonnello Lorenzo Sabatino altri accertamenti. Chi era l'interlocutore di Sbarra? Era minorenne? E a quali e quante amiche si riferivano? E di che età? Domande che trovano una risposta in un altro sms mandato, qualche ora dopo, da quello stesso numero a Sbarra: «Hai bidonato me e la mia amica, che tra l'altro si era fatta le foto per te e ha solo 17 anni... non fare più prese in giro».

Ma Sbarra l'indomani mattina scrive: «Cucciolo hai rimorchiato ragazzettine ieri??... magari te le sei fatte. Come promesso tutto fatto». I militari di via In Selci non hanno dubbi: il commercialista fa riferimento alla ricarica della carta di credito del giovane, merce di scambio. Non a caso, lo stesso gip Maddalena Cipriani, pur sottolineando che Sbarra ha cessato di avere rapporti con le minori da qualche tempo, ne evidenzia «l'interesse morboso per la medesima tipologia di attività illecita ». Lasciando intendere che potrebbero esserci altri contatti.

Sbarra è difeso da Agostino Mazzeo e Piergiorgio Micalizzi che il 12 novembre siederanno davanti al tribunale del Riesame che dovrà valutare la richiesta di scarcerazione. Ieri gli avvocati hanno escluso qualsiasi ritorsione riguardo all'incendio della macchina del professionista, avvenuto due sere fa. Ma questa non è l'unica inchiesta su minorenni coinvolte in un giro di prostituzione. I pubblici ministeri sono al lavoro su un altro fascicolo che ha più o meno le stesse ipotesi di reato. Un altro giro di minori e sesso a pagamento sul quale, però, c'è il massimo riserbo perché gli accertamenti
sono ancora in corso.

3. DOPO LE BABY SQUILLO ORA SPUNTANO
ANCHE I MINI GIGOLÃ’
Grazia Longo per La Stampa


Non solo baby squillo, ma anche baby gigolò. L'inchiesta sulla prostituzione minorile nella Roma bene assomiglia ogni giorno di più a un inferno dantesco dove ogni girone precipita in un altro, verso un abisso sempre più inquietante. Le indagini della procura e dei carabinieri del Nucleo investigativo della Capitale si stanno concentrando sul coinvolgimento di altri adolescenti che si vendevano come le due amiche di 14 e 15 anni, con la protezione e la complicità della madre della più piccola e di quattro uomini in un appartamento di via Parioli 190.

In un contesto peraltro di «gruppo», di orge vere e proprie. E non si tratterebbe solo di ragazzine. All'attenzione degli inquirenti anche un giro di giovanissimi pronti a concedersi a mature signore. Del resto, già uno degli sfruttatori, Mirko Ieni, 38 anni, difeso dall'avvocato Filippo Andreoli, negando di sapere che le due baby squillo fossero minorenni, aveva dichiarato: «Anche io mi prostituivo. Era una complicità amichevole fra tutti quanti». Ma un conto è la prostituzione di un adulto, un'altra quella di un minore. Ed è proprio quest'ultimo aspetto a rendere le indagini, in questa fase, particolarmente delicate.

Non finisce qui. A macchia d'olio si allarga anche la ricerca e l'identificazione dei clienti delle due ragazzine. Tra i dieci indagati, più grave è la posizione di tre (due hanno 41 anni, l'altro 49) per i quali i carabinieri avevano suggerito l'arresto negato al momento dalla Procura. Ma i clienti sono assai più numerosi. Anche a loro è rivolta l'attività del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del pm Cristiana Macchiusi.

Le intercettazioni dei carabinieri guidati dal colonnello Lorenzo Sabatino rivelano un mondo di sesso a pagamento dove c'è posto per tutti e per tutto. Compresa la gelosia di prostitute adulte che pativano le rivali in erba. Nella conversazione del 3 ottobre tra Mirko Ieni e S.C., quest'ultima si lamenta di essere trascurata a favore delle due ragazzine.

Tanto da infuriarsi con Ieni e sollecitarlo per un aiuto: «Dopo non mi rompere il c... che non ci stanno i soldi - gli dice - io già c'ho pochi contatti... vedi da fammi fa' almeno un altro o due puliti che me li devo portare a casa». Mirko replica spiegando che le due «stronze» gli fanno guadagnare «600 euro al giorno, non so' pochi eh...» e aggiunge di essere pronto a coinvolgere altre ragazze, «due stronze c'è l'ho, se vuoi rimedio pure un'altra stronza, eh».

E se Piergiorgio Micalizzi e Agostino Mazzeo, difensori di un altro arrestato, Riccardo Sbarra, escludono «categoricamente che l'incendio all'auto del nostro assistito sia un gesto di ritorsione, la sua posizione sarà ridimensionata», non si può non sobbalzare di fronte agli Sms di altri clienti, con richieste di prestazioni sessuali inverosimili e irripetibili.

La minorenne più grande si dimostra la più forte delle due e rischia di essere a sua volta accusata di induzione alla prostituzione nei confronti della quattordicenne. Di sicuro era la più «sveglia». Il 18 ottobre scorso è intercettata con l'altra al telefono. Si è accorta di essere pedinata dai carabinieri: «Oh, ci stanno i carabinieri qui fuori... Mo' mi sa che se ne so' andati, però boh... Calcola mi hanno visto a me». L'amica è preoccupata: «Ma che c... stai a di'? No, vabbè frate' io me di». Ma la quindicenne non vuole farle lasciare l'appartamento: «No, no, non uscì da là aspetta, aspetta mo' li sto a cerca' un attimo. Aspetta eh, intanto io cammino, faccio la vaga. Mo' chiamo Mimmi (Ieni, ndr)....».

La quindicenne, attualmente in una comunità alloggio, in passato è stata seguita dai servizi sociali. In un certificato medico del 28 febbraio scorso si evince «un disturbo della condotta», mentre in una relazione neuropsichiatrica del 16 luglio emerge «un disturbo provocatorio oppositivo». E ora si scava sul coinvolgimento di altri minori.

 

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