“LA MARIJUANA HA PERSO LA SUA INNOCENZA. NEGLI ANNI ’70 CONTENEVA TRA L’1 E IL 3% DI THC. OGGI SI TROVANO PREPARAZIONI CHE SUPERANO IL 40%" – IL NEUROLOGO ROSARIO SORRENTINO, AUTORE DEL LIBRO “CANNABIS. IL GRANDE INGANNO”, CONTESTA IL MITO DELLA MARIJUANA COME DROGA LEGGERA E METTE IN GUARDIA DAI RISCHI CHE CORRE IL CERVELLO DEI GIOVANI: “IL CERVELLO DEGLI ADOLESCENTI È UN CANTIERE APERTO, BASTA UNO SPINELLO PER FARE DANNI PROFONDI. I CANNABINOIDI INTERFERISCONO SUL SUO SVILUPPO, RITARDANDO QUELLO DELLA CORTECCIA PREFRONTALE CHE REGOLA IL CONTROLLO DEGLI IMPULSI E LA PIANIFICAZIONE DELLE DECISIONI. SI RISCHIANO PROBLEMI COGNITIVI, EMOTIVI E, IN CHI È PREDISPOSTO, DISTURBI PSICHIATRICI..."
Estratto dell’articolo di Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”
Il video del leader di Europa Verde e Avs Angelo Bonelli che, il mese scorso, fumava una canna con Fedez in un podcast ha fatto «strabuzzare gli occhi» — parole sue — al neurologo Rosario Sorrentino. Dalla sua indignazione sono nati un confronto pubblico sulle pagine di Rinascita e sui social e, ora, un instant book. Cannabis. Il grande inganno (Aliberti) appena uscito in libreria e scritto con la psicoterapeuta Francesca Weihs contesta il mito della cannabis come droga leggera e mette in guardia soprattutto dai rischi che corre il cervello degli adolescenti.
fedez e angelo bonelli fumano una canna 5
Dottor Sorrentino, l’ha indignata di più Fedez o Bonelli?
«Fedez resta un artista che ha avuto il merito di parlare di malattia mentale ai giovani, squarciando un velo. Bonelli che pure rispetto, invece, è un leader politico e la politica dovrebbe essere più responsabile verso i giovani. Il cervello degli adolescenti è un cantiere aperto: i cannabinoidi interferiscono sul suo sviluppo, specie ritardando quello della corteccia prefrontale che regola controllo degli impulsi e pianificazione delle decisioni. Si rischiano problemi cognitivi, emotivi e, in chi è predisposto, disturbi psichiatrici».
Lei come spiega a un quindicenne che la cannabis fa male?
«Gli mostro un modellino del cervello e il percorso del Thc, il principio attivo della cannabis. Il Thc inganna il cervello perché somiglia all’anandamide, un neurotrasmettitore che è già nel nostro organismo e che il cervello scambia per una sostanza amica, spalancandogli le porte. Ma una volta entrato, il Thc manda segnali sbagliati a un organo che sta imparando a funzionare: interferisce coi circuiti della memoria, dell’attenzione, delle emozioni e dell’autocontrollo.
cannabis. il grande inganno di rosario sorrentino e francesca weihs
Alcuni danni sono certi: disturbi dell’attenzione e della concentrazione, riduzione delle capacità di apprendimento e del rendimento scolastico, alterazioni della memoria e meno controllo degli impulsi. Poi, nei soggetti predisposti, lo spinello — e ne basta uno solo — può slatentizzare patologie come attacchi di panico, episodi psicotici, disturbo bipolare. Il problema è che nessun ragazzo sa in anticipo se ha fragilità silenti».
[…] Parliamo di danni temporanei o irreversibili?
«Gli attacchi di panico, alcuni deficit di attenzione o dell’umore possono migliorare o scomparire con cure appropriate e interrompendo l’assunzione. Ma quando la cannabis slatentizza malattie psichiatriche importanti, il recupero può richiedere anni e non essere completo».
I danni si vedono nelle risonanze magnetiche?
«Nei consumatori abituali si notano alterazioni in alcune aree cerebrali, tra cui la corteccia prefrontale. Negli adolescenti, partiamo da una situazione in cui c’è già uno squilibrio perché quell’area dell’emotività è più sviluppata di quella che sovrintende alla razionalità e la voce che dice “fermati, aspetta, pensaci” è più fievole che negli adulti».
[…] Lei scrive che la cannabis ha perso la sua innocenza. Che intende dire?
«Che la chiamiamo con lo stesso nome, ma negli anni ’70, conteneva tra l’1 e il 3 per cento di Thc. Oggi si trovano preparazioni che superano il 40 per cento. E i rischi aumentano di moltissimo».
Immagino che lei sia contrario alla legalizzazione.
«Ho sempre votato Pd, sono amico di Goffredo Bettini, che ringrazio perché ha voluto su Rinascita il mio confronto con Bonelli. Ma da uomo di sinistra mi sento a disagio quando i politici di sinistra minimizzano gli effetti della cannabis. Su questo, la destra è più avanti. Non sono contrario alla legalizzazione, ma, prima, dovremmo fare un enorme lavoro d’informazione.
Quando la parola cannabis non evocherà più l’idea di una sostanza innocua, allora, forse, si potrà legalizzare. Ora, il dibattito è anche inquinato dall’equivoco sulla cannabis terapeutica, ma il Cbd a fini medici non produce gli effetti psicotropi del Thc».
Bonelli sostiene che il fumo provoca oltre 90 mila morti l’anno e l’alcol fino a 20 mila ma non si muore di cannabis.
«Però magari si muore per un incidente d’auto sotto gli effetti di una canna. E restano i danni sulla salute mentale. Alcuni, ripeto, irreversibili soprattutto negli adolescenti».
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MARIJUANA
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