massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO

 

DAGOREPORT

 

Il siparietto, in sé, è di nessun conto, ma nasconde ambiguità, furbizie e paradossi delle università italiane e, in particolare, di quelle milanesi.

massimo bottura annalisa cavaleri 

 

Alla IULM, la giornalista, scrittrice gastronomica e da otto anni docente, Annalisa Cavaleri (nessuna abilitazione scientifica, molte relazioni nel suo mondo), organizza un “palinsesto” di incontri gastronomici (ma siamo in università o in tv?), a cui dà il nome del suo libro “Luxury Food”. 

 

Primo invitato il top dei top: Massimo Bottura. La neorettrice della IULM, Valentina Garavaglia, introduce i lavori sperticandosi in elogi poi cede il microfono alla Cavaleri e se ne va immediatamente (come fanno molti) mostrando disinteresse o di aver ben altro da fare.

 

talk con massimo bottura alla iulm di milano

Un permalosissimo Bottura lo fa subito notare (“la rettrice si comporta come i politici”). Permalosissima dev’essere anche la rettrice poiché si scopre che, dopo questo episodio, il “palinsesto” della “professoressa” Cavaleri viene sospeso e pure il corso e parrebbe quindi in forse anche la docente senza colpa (alla quale consiglieremmo di far causa al giudice del lavoro).

 

 

L’episodio rivela però il pericoloso malcostume mainstream delle università, specie milanesi.

 

Partiamo dal primo punto: le donne rettrici. Dalla notte dei tempi al 2018 le sei principali università milanesi (Politecnico, Bicocca, Bocconi, Cattolica, IULM, San Raffaele) avevano avuto lo 0% di donne ai vertici.

 

valentina garavaglia

Poi in cinque anni, dal 2019 al 2024, le donne al vertice hanno raggiunto il 74% (Giovanna Iannantuoni, Donatella Sciuto, Marina Brambilla, Elena Beccalli e Valentina Garavaglia), quindi o non ci eravamo accorti di essere pieni di Levi Montalcini oppure l’ideologia delle quote rose si è estesa dove dovrebbe esserci la meritocrazia. Siamo al ridicolo.

 

 

Secondo aspetto: docenti a contratto. Le università potrebbero fare contratti con studiosi di chiara fama (magari in possesso di abilitazione scientifica) che hanno pure raggiunto posizioni rilevanti nel mondo delle professioni: ma sono merce rara e vengono tenuti fuori perché oscurerebbero gli strutturati, spesso vincitori di concorsi farsa: in una facoltà del Politecnico, ad esempio, che sarebbe la prima università del Paese, i cognomi di padri, figli e parenti ricorrono come dinastie (sebbene nei concorsi, formalmente, ci si deve astenere sino al quarto grado di parentela: ma io promuovo il tuo e tu promuovi il mio).

 

Cosa fanno, allora, i rettori-rettrici?

 

VALENTINA GARAVAGLIA

Per attirare più studenti nelle loro università, aspetto necessario per assicurarsi rette e fondi, designano come docenti a contratto delle figure senza esperienza scientifica ma che possono, grazie ai loro contatti, invitare per delle comparsate in università a personaggi arcinoti e attira-studenti, vuoi Bottura per la cucina, vuoi un pilota di Formula 1 per la meccanica, vuoi una Ferragni per la moda. Così si iscriveranno più studenti e stipendi assicurati per gli strutturati.

 

E’ così che nascono i casi tipo questo della Iulm. Bottura viene chiamato (probabilmente a titolo gratuito) perché serve per attirare gli studenti; la Cavaleri serve per portare Bottura, al mondo accademico strutturato – lontanissimo dal mondo delle professioni – tutto ciò non interessa (infatti la rettrice va via subito), ma sa che i Bottura-Cavaleri sono necessari per sopravvivere, altrimenti gli studenti andrebbero altrove.

 

università iulm di milano

In compenso i docenti a contratto tipo Cavaleri vengono pagati due soldi (si va da zero a circa cinque-seimila euro all’anno): anche questo è un paradosso poiché è grazie a loro che si reggono le università con strutturati pure in anno sabbatico.

 

E gli studenti? Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Anziché protestare contro concorsi truccati, le dinastie, la chiamata di docenti-intermediari (presto vedremo in cattedra agenti di giocatori di calcio o qualche escort nei corsi di sociologia?) gli studenti corrono ad affollare le aule dove ci sono i Bottura e le Ferragni e disertano quelle dove un docente chiede la bibliografia.

 

Inoltre, gli studenti sono interessati agli scambi Erasmus e ad andare all’estero per due vantaggi: il primo è che i docenti sono inclini a promuovere uno studente straniero che non sa la lingua e non resterà nella tua università; il secondo è che lontani da casa c’è da divertirsi tra balli, sballi, fidanzatine/i e niente libri.

 

 

talk con massimo bottura alla iulm di milano

Anche per le università ciò ha un vantaggio e per questo continuano a introdurre corsi in inglese con forte irresponsabilità verso il futuro delle lingue nazionali: l’ateneo può infatti affermare come vanto di aver attratto percentuali sempre maggiori di studenti (non studianti, ovviamente) stranieri.

 

Di cosa lamentarsi, allora, se Bottura, giustamente, si risente perché usato e la Cavaleri ha svolto quello per cui è stata – tacitamente – chiamata? L’università oggi è questo! E’ una incubatrice di cittadini europei che non sanno nulla, ma questo nulla lo sanno dire in una koinè inglese, cittadini europei che hanno partner stranieri e questo li fa sentire fighi e che hanno visto in università un sacco di personaggi famosi e questo piace.

 

docenti universitari

Libri? Zero. Ci sono università che si vantano di creare siti a “Libreria zero”: zero carta, zero libri, tutorial che puoi consultare senza aver mai visto chi li ha preparati e al termine dei quali ottieni dei crediti con test a risposte multiple… università più ecologiste, più inclusive, woke… l’importante è non chiamare a insegnare studiosi validi, persone valide nel lavoro o chiedere agli studenti di studiare (magari la Storia) anziché andare a zonzo in inglese credendo poi che li attenda il posto di lavoro corrispondente a quello che (non) hanno studiato.

 

IL VIDEO DI MASSIMO BOTTURA ALLO IULM: CI STAVAMO PERDENDO LA VICENDA PIÙ ASSURDA DEL MESE

Estratto da https://www.dissapore.com/

massimo bottura annalisa cavaleri valentina garavaglia

 

 

[…] come è andato l’intervento di Massimo Bottura allo IULM lo possiamo vedere dal video dello streaming, rimasto online e poi rimosso dall’università, ma che potete vedere qui sopra nella sua parte iniziale. Lo chef dell’Osteria Francescana, lo scorso 14 aprile, arriva (a titolo gratuito, vale la pena di specificarlo) all’università per il suo talk, accolto da un pubblico che – qualcuno ci dice – si vede davvero di rado in queste quantità. “C’era l’università bloccata” ci dicono i partecipanti. Il pubblico delle grandi occasioni, affermano, in un palinsesto che peraltro va tutto sold out.

 

VALENTINA GARAVAGLIA

La rassegna viene introdotta dalla rettrice Valentina Garavaglia, che fa gli onori di casa chiamando sul palco lui e Annalisa Cavaleri, poi ringrazia brevemente e se ne va. Ma non è che se ne va dal palco, come si vede dal video, se ne va proprio dalla sala.

 

Ed è qui che Bottura fa una battuta: “Annalisa, ma la professoressa Garavaglia era impegnata?”, chiede alla sua interlocutrice. “Perché l’ho vista andar via. Era interessata, poi è andata via. No, non era polemica, era una considerazione. Sembrava i politici, no? Quando arrivano, danno la medaglia, e poi “oh sono impegnatissimo”, e vanno via”.

 

Una risatina in sala, per una battuta certamente pungente (ma pur sempre una battuta), e la conduttrice del talk riprende la sua chiacchierata con molta tranquillità. Tutto sembra finito, e invece no.

luxury food talks by annalisa cavaleri all universita iulm

 

[…]

 

 

Sul dopo, pur non avendo i documenti legali in mano, a abbiamo avuto comunque modo di verificare in larga parte quanto scritto da Parpiglia. La docente, Annalisa Cavaleri, viene accusata in poche parole di non aver saputo tenere a bada il suo ospite, e di non aver difeso in quell’occasione l’onore della scuola e della sua rettrice.

 

Probabilmente ci si aspettava che prendesse un guanto e schiaffeggiasse lo chef invitandolo a duello l’indomani mattina, o chissà. Perché, francamente, dal video non sembra che la docente manchi in alcun modo di rispetto all’istituzione né alla sua rappresentante, ma invece che cerchi professionalmente di proseguire con il talk, motivo per cui si trovava su quel palco.

 

VALENTINA GARAVAGLIA

Eppure, c’è evidentemente chi non la pensa così. E Annalisa Cavaleri ne fa le spese. Tanto che – citando Parpiglia, perché nel frattempo molto di quello che lui cita non si trova più sul sito di IULM – il suo nome viene rimosso dalla rassegna, che risultava, dopo l’intervento di Bottura, ancora attiva sul sito, benché cliccando non fosse più possibile prenotarsi per gli incontri successivi. A tutti gli utenti che vogliono iscriversi agli incontri successivi, l’ufficio eventi Iulm risponde che “la Rassegna è sospesa”. Ancora oggi, l’unico post sul sito dell’Università che parla dei Luxury Talk conduce a una pagina bloccata.

 

Dunque, c’è da dedurre, la rassegna è sospesa. Di più: la questione passa ai legali di Bottura, che prendono le difese di Annalisa Cavaleri per tutelare la sua reputazione professionale.

 

Il tutto per una battuta, una di quelle che peraltro caratterizzano nel bene o nel male il modo di fare di Massimo Bottura (che senza ombra di dubbio è uno dalla lingua sciolta), tant’è vero che, nel corso del talk, scherza un paio di volte allo stesso modo con la conduttrice con la conduttrice, che non se la prende di certo. In fondo, quel che dovrebbe importare dovrebbe essere il messaggio visto che, battute a parte, Bottura e Cavaleri stanno sul palco seriamente per un’ora e mezza a parlare di etica, sostenibilità, antispreco e tematiche sociali connesse al cibo e alla ristorazione.

 

[[…]

massimo bottura foto di bacco (2)

C’è anche chi dice che il tutto sia iniziato ancor prima che su quel palco. Dietro le quinte (letteralmente) un testimone ci racconta dell’incontro tra Massimo Bottura, ospite del talk, e la padrona di casa, la rettrice Garavaglia. Una stretta di mano, qualche parola, e un certo insistere della professoressa sulla capacità di successo della televisione, come se Bottura fosse un giudice di Masterchef, più che uno degli chef più blasonati del mondo.

 

Cosa che, immaginiamo, possa aver dato allo chef modo di infastidirsi un tantino. In più, riguardando alla luce dei fatti l’introduzione della professoressa Garavaglia, si nota come la rettrice spenda più parole per i corsi della sua università di quante non ne abbia per ringraziare o per accogliere il suo ospite. Una cosa che a posteriori salta un po’ all’occhio, portando a chiedersi se non ci fosse una particolare stima e simpatia per Massimo Bottura (ma allora, perché ospitarlo?) o se magari non ci fosse una vera preparazione sull’ospite di quell’occasione.

 

 

massimo bottura annalisa cavaleri valentina garavaglia

Ognuno può fare una valutazione personale vedendo il video, ma anche i presenti raccontano una situazione di imbarazzo: “Mi permetto pure di dire che si può anche prendere una licenza poetica di fare una battuta scherzosa, anche perché indubbiamente la rettrice in quel caso non mi sembra si sia comportata con rispetto”, ci dice una ristoratrice presente all’incontro. “Se tu hai un ospite in casa tua e te ne scappi immediatamente, quella è semplicemente maleducazione. E a fronte di questo i toni di Bottura sono stati comunque simpatici: lo conosciamo tutti, anche quando va ai congressi è solito fare battute spiritose”.

 

 

[…] Sta di fatto che la vicenda, comunque sia andata, alla fine assume toni un po’ assurdi. Perché, se pure la rettrice si fosse anche legittimamente sentita offesa dalla frecciatina di Bottura, avrebbe potuto mandare una mail a lui, o fargli una telefonata, finanche pretendendo le sue scuse, ma lasciando la cosa tra loro due.

 

valentina garavaglia

“Annalisa Cavaleri è stata una grande professionista – prosegue la spettatrice che abbiamo sentito – ha sorpassato la battuta con classe, bon ton e professionalità, puntando l’attenzione sul vero motivo dell’incontro e non sulla polemica. Anzi, se pure lei avesse moderato o ripreso l’ospite, si sarebbe sollevato un polverone spiacevole e inutile”.

 

 

Si potrebbe obiettare che l’ironia, in questo Paese, dovrebbe essere sacra, ma ancora di più dovrebbe essere sacra la libertà di esprimersi liberamente, soprattutto in un contesto universitario, ovviamente se si rimane all’interno dei limiti del rispetto reciproco. E, personalmente, non ci sembra in questa occasione non sia stato così.

 

Ma soprattutto – e su questo ci sembra che ci sia davvero poco margine di discussione – non si capisce invece a quale titolo sia stata coinvolta la professoressa Cavaleri, né cosa ci si aspettasse da lei. E ci sembra piuttosto grave che sia lei a patirne le conseguenze professionali, soprattutto all’interno di un contesto, quello universitario, che crediamo debba tutelare e promuovere i diritti e il dialogo, e insegnare ai più giovani come costruire un mondo più corretto e più libero, nei confronti di tutti.

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