carla rabezzana la cugina di papa francesco

NON C'È COSA PIÙ DIVINA CHE… INCONTRARE LA CUGINA! - PAPA FRANCESCO ANDRÀ A PORTOCOMARO, IN PROVINCIA DI ASTI, PER CELEBRARE IL NOVANTESIMO COMPLEANNO DELLA CUGINA, LA SIGNORA CARLA RABEZZANA: "QUANDO MI TELEFONA DICE: 'PRONTO, PARLO CON LA CASA DI RIPOSO?'. E IO GLI DICO: 'GUARDA CHE PRESTO IN QUELLA CASA DI RIPOSO CI SARAI ANCHE TU'" - "QUANDO MI HA ANNUNCIATO LA VISITA GLI HO DETTO: 'MI FAI VENIRE IL BATTICUORE'. E LUI MI HA RISPOSTO: 'NON MORIRE'"

Niccolò Zancan per www.lastampa.it

Carla Rabezzana LA CUGINA DI PAPA FRANCESCO

 

La telefonata solitamente arriva verso le sei di sera. «Tutte le volte dice così: “Pronto, parlo con la casa di riposo?”. È il suo scherzo. Lo riconosco dalla voce. È Giorgio, mio cugino. Perché per me Papa Bergoglio sarà sempre Giorgio. I legami famigliari vincono su tutto». E lei cosa risponde a suo cugino, il Papa? «Gli dico: “Giorgio, guarda che presto in quella casa di riposo ci sarai anche tu”».

 

PAPA FRANCESCO

In realtà, la signora Carla Rabezzana è in gran forma, vive da sola in un appartamento di Portacomaro, vicino a Asti. Questa è la terra d’origine della famiglia Bergoglio. Il nonno della signora Rabezzana era il fratello del nonno del Papa. Dividevano una casa colonica a Bricco Marmorito, in cima alla collina. Lì coltivavano la terra, facevano il vino. Fino a quando un ramo della famiglia decise di emigrare in Argentina per cercare una maggior fortuna.

 

L’ultima telefonata del Papa alla cugina piemontese portava una notizia: «Mi ha annunciato la sua visita per il 19 novembre. Era da tanto tempo che ne parlavamo, da prima della pandemia. Voleva tornare a vedere la terra dei suoi avi, perché qui ci sono le sue radici. Così ha unito la ricorrenza del mio compleanno con l’occasione di una visita ufficiale. Per me è stata una grande emozione. Gli ho detto: “Mi hai fatto venire il batticuore”. E lui mi ha risposto: “Non morire”».

Carla Rabezzana LA CUGINA DI PAPA FRANCESCO

 

Sul frigo della cugina del Papa ci sono tante calamite con scritte in piemontese. Una foto del Grande Torino, una di Cavour, la scritta che racchiude una certa filosofia di questa terra che è il Monferrato: «Come una barca nel bosco». E poi c’è Lui, ovviamente, al centro del frigo: la calamita con l’immagine di Papa Francesco.

 

il papa udienza settimanale in vaticano

Quando vi siete incontrati per la prima volta? «Avevo 35 anni. Giorgio era un semplice gesuita. Quando veniva a Torino, dormiva sempre a casa mia in corso Racconigi. Aveva la sua stanza, cenavamo insieme. E già allora sentivo che era una persona speciale». Cosa la colpiva di più? «Mi colpivano i suoi silenzi. Giorgio sapeva ascoltare. Mentre tutti volevano parlare e di norma amavano dire e dire, lui ascoltava. E poi rispondeva con poche parole, mezze parole perfette. Era già un grande studioso. È rimasto sempre la stessa persona umile. Con una memoria prodigiosa per tutto. È incredibile la sua memoria. E infatti, si è ricordato anche del mio stupidissimo compleanno».

 

Nella vecchia casa sulla collina, ora di proprietà di un’altra famiglia, ci sono ancora le botti dove veniva vinificato il grignolino, c’è ancora un gigantesco tornio di legno. All’ingresso del dopolavoro campeggia la targa che la cugina ha portato in dono dal Vaticano: «Al circolo anziani di Portacomaro, dove mio nonno andava a giocare alle carte. Con la mia benedizione, e per favore pregate per me». Firmato Papa Francesco.

 

Carla Rabezzana LA CUGINA DI PAPA FRANCESCO

Ma adesso verrà di persona. Parlate mai della sua salute e della stanchezza per i viaggi? «Io gli domando sempre: “Stai bene, Giorgio?”. Lui risponde: “Benissimo”. Dice che ogni tanto gli fa male il ginocchio, allora si rivolge pregando al padre eterno e ogni tanto, quando il male è tanto forte, prende un antidolorifico. Ma non l’ho mai sentito lamentarsi, nessuno lo sentirà mai. Difatti sulla porta del suo studio a Roma, in Vaticano, c’è scritto: “Vietato lamentarsi”».

 

PAPA FRANCESCO

Già adesso fervono i preparativi. A casa della cugina Carla Rabezzana, arriva l’altra cugina di primo grado del Papa, la signora Delia Gai. Racconta di quando il cardinal Bergoglio andò a mangiare a casa sua. E subito le due cugine, di fronte a questo argomento, in preda a una specie di riflesso condizionato, anche questo tipico piemontese, ci tengono a precisare: «Giorgio non mangia niente. Mangia pochissimo». Ma un piatto preferito? «È goloso del risotto ai funghi e della bagna cauda. Quando tornava a Torino gliela preparavo sempre», dice la cugina Carla Rabezzana.

 

l angelus di papa francesco

Capita raramente di poter raccontare parentele così speciali. «Giorgio è l’uomo più umile che esista al mondo. Eppure, te ne accorgi subito, te ne accorgi anche solo guardandolo che ha qualcosa in più di me e di chiunque. Giorgio ha doti eccezionali». Chissà se arriverà una chiamata anche questa sera con la voce del Papa che scherza sull’incedere del tempo. Qui c’è solo il telefono fisso. E ci sono tutte quelle cose che uno si aspetterebbe di trovare: centrini, pile, occhiali, medicine, cura per le cose.

 

PAPA FRANCESCO

Con Papa Bergoglio parlate mai di attualità? «Io sono soltanto una cugina, la cugina più anziana. Però gli sento dire spesso questa frase: “Speriamo che finisca in fretta questa guerra. La guerra non è umana”». Ma davvero scherzate su quando finirete, prima o poi, in una casa di riposo? «Certo, tutte le volte. Giorgio è mio parente. Siamo persone semplici. Noi siamo fatti così».

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