NON ERA MALAVITA, MA SOLO MA-LAVITOLA! – LA PROCURA DI ROMA HA INDAGATO VALTER LAVITOLA COME MANDANTE DELL’ATTENTATO COMPIUTO SOTTO CASA DI SIGFRIDO RANUCCI – PERQUISITA L’ABITAZIONE DELL’EX EDITORE E IMPRENDITORE. DAL PC E DAI CELLULARI SEQUESTRATI A LAVITOLA GLI INQUIRENTI PUNTANO A SCOPRIRE IL MOVENTE DIETRO ALLA BOMBA FATTA ESPLODERE LO SCORSO 16 OTTOBRE – UNA SETTIMANA FA ERANO STATI ARRESTATI I QUATTRO SOSPETTI ESECUTORI MATERIALI. A TUTTI È CONTESTATO L’USO DI ORDIGNO ESPLOSIVO AGGRAVATO DAL METODO MAFIOSO – INDAGATO ANCHE UN NORDAFRICANO CHE AVREBBE FATTO DA TRAMITE TRA LAVITOLA E IL COMMANDO CHE HA PIAZZATO LA BOMBA – ALTRO ASPETTO INQUIETANTE DELLA VICENDA: RANUCCI E LAVITOLA SONO IN BUONI RAPPORTI DA TEMPO. LA REAZIONE DEL CONDUTTORE DI “REPORT”: “PER ME VALTER È UN AMICO, DAL 2019 CI SENTIVAMO QUASI TUTTI I GIORNI. SONO SCONVOLTO, SCONCERTATO, NON SO CHE COSA PENSARE, SE NON...”
Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini e Andrea Ossino per “la Repubblica”
Per mesi, nelle intercettazioni, è stato soltanto «quello». Nessun nome. Nessun cognome. Un pronome sufficiente a tutti gli interlocutori per capire di chi si stesse parlando. L’uomo che aveva commissionato l’attentato contro Sigfrido Ranucci non doveva essere nominato.
Ma i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno finito per risalire, un passaggio dopo l’altro, a quella che oggi ritengono essere la testa della catena di comando.
[...] Valter Lavitola. Ex editore, imprenditore, protagonista di alcune delle più note vicende giudiziarie degli ultimi due decenni, dalla casa a Montecarlo di Giancarlo Fini fino alla condanna per estorsione a Berlusconi nella vicenda Tarantini.
VALTER LAVITOLA E SIGFRIDO RANUCCI
È Lavitola, secondo la procura di Roma, il presunto mandante dell’attentato dinamitardo compiuto il 16 ottobre sotto l’abitazione del conduttore di Report, a Campo Ascolano, sul litorale romano. E c’è anche un altro indagato, un cittadino di origine nordafricana che faceva da tramite tra Lavitola e il commando che ha materialmente piazzato l’esplosivo.
La svolta arriva dopo gli arresti eseguiti la scorsa settimana. Analizzando telefoni cellulari, contatti e computer degli indagati, gli investigatori ricostruiscono un livello dell’organizzazione rimasto finora invisibile. Anzi, altri due livelli. I quattro arrestati e il quinto indagato, secondo l’ipotesi accusatoria, non si muovevano autonomamente. Facevano riferimento a questa persona che a sua volta riceveva indicazioni da Lavitola.
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 3
Per questo l’ex imprenditore è stato iscritto nel registro degli indagati. La perquisizione della sua abitazione e il sequestro di telefoni, computer e supporti informatici rappresentano adesso il passaggio decisivo dell’indagine. È lì che i magistrati cercano il riscontro documentale a quanto emerso già grazie all’analisi dei telefoni dei primi arrestati.
In carcere erano già finiti Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Antonio Passariello. Ai domiciliari Marika De Filippi. Un quinto indagato è Luca Amato. Criminali di poco conto, già conosciuti perché soliti gravitare nel mondo della droga in Irpinia.
Per tutti adesso le accuse sono più pesanti: a vario titolo, detenzione e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso. Le stesse contestazioni vengono ora ipotizzate, in concorso, anche nei confronti di Lavitola e del mediatore.
C’è però un elemento che rende questa vicenda ancora più delicata. Dalle verifiche investigative emerge infatti che Lavitola e Ranucci non sarebbero due perfetti sconosciuti. Tra i due vi sarebbero stati rapporti e contatti, anche recentissimi, persino dopo l’arresto dei quattro.
Una vera e propria amicizia che lo stesso Ranucci con Repubblica non nega. Anzi: «Per me Valter è un amico, dal 2019 ci sentivamo quasi tutti i giorni. Sono sconvolto, sconcertato, non so che cosa pensare, se non che mi affido alle indagini della Procura e dei Carabinieri. In questo momento non mi sento di rilasciare altre dichiarazioni».
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, avviata dal pm Carlo Villani e oggi seguita dal sostituto della Direzione distrettuale antimafia Edoardo De Santis, ricostruisce nel dettaglio la preparazione dell’attentato. [...]
La prova investigativa prende forma grazie alle immagini delle telecamere, alla testimonianza di un ragazzo che vede un uomo con il passamontagna allontanarsi subito dopo il boato e soprattutto alle intercettazioni.
«Sono andato a metterla là e facciamo la storia», dice uno degli indagati. Che «storia», però, è ancora tutto da capire.
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 8
valter lavitola
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 9
lavitola berlusconi martinelli
bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 1
lavitola
savierio mutone - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
antonio passariello - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
valter lavitola

