“NON TUTTI SONO FORTUNATI COME LA MINETTI” – L’EX SINDACO DI ROMNA, GIANNI ALEMANNO, DOMANI ESCE DAL CARCERE, DOPO “UN ANNO, 5 MESI E 24 GIORNI” IN CELLA E LANCIA UNA FRECCIATA SUL CASO DELLA GRAZIA CONCESSA ALL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI: “L’UNICA ‘VITTORIA’ CHE ABBIAMO OTTENUTO È STATA LA CONCESSIONE DA PARTE DI MATTARELLA DELLA GRAZIA PARZIALE AD ANTONIO RUSSO, IL POVERO VECCHIETTO DI 88 ANNI (E MALATO) CHE STA QUI DENTRO DA 6 ANNI. PENSATE CHE SIA USCITO? NO, PERCHÉ TRA MILLE DIAVOLERIE BUROCRATICHE, NEPPURE I PROVVEDIMENTI DI CLEMENZA DEL CAPO DELLO STATO SONO RIUSCITI A ROMPERE IL MURO DI GOMMA…”
GIANNI ALEMANNO - CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA NEL CARCERE DI REBIBBIA
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - "L'unica 'vittoria' che abbiamo ottenuto è stata la concessione da parte del presidente Mattarella della grazia parziale ad Antonio Russo, il povero vecchietto di 88 anni (e malato) che sta qui dentro da 6 anni. Pensate che sia uscito?
Assolutamente no, perché tra magistrati che non erano stati informati della Grazia, relazioni sanitarie che non arrivavano, 'sintesi trattamentali' da chiudere e mille altre diavolerie burocratiche, neppure i provvedimenti di clemenza del capo dello Stato sono riusciti a rompere il maledetto muro di gomma (mica sono tutti così fortunati da ricevere la grazia prima di entrare in carcere come la Minetti...)".
Così l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che fino alle prime ore di domani è recluso a Rebibbia, annunciando che domani uscirà dal carcere "ponendo fine ad un'esperienza di carcere durata 1 anno, 5 mesi e 24 giorni.
Un'esperienza - prosegue - che non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato (traffico d'influenze per abuso d'ufficio) è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire anche sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova. Ma così è la giustizia italiana, soprattutto per chi prova a navigare controcorrente".
L'ex sindaco precisa anche: "Un pezzo del mio cuore rimane tra qui a Rebibbia, tra le mura di carceri senza giustizia, nelle celle dove si muore di caldo".
"Uscendo dal carcere mi sembra quasi di disertare una trincea, di lasciare tanti compagni di detenzione e tanti lavoratori del sistema carcerario nelle loro lotte e nelle loro sofferenze", ha aggiunto Alemanno chiedendosi "riuscirò a parlare con il ministro Nordio, a spiegargli che neppure l'ultimo provvedimento in itinere alla Camere (quello che aumenta i benefici per i detenuti tossicodipendenti) sarà sufficiente a cambiare la situazione delle nostre carceri?",
aggiunge l'ex sindaco precisando che "non c'è nessuna contraddizione tra la difesa intransigente della sicurezza dei cittadini e la necessità di costruire un sistema penitenziario che rispetti la dignità delle persone e promuova la loro capacità di riabilitarsi" e "senza un carcere di questo tipo è assolutamente impossibile difendere il cittadino contro l'aumento della criminalità".


