erika e omar

VI RICORDATE DI OMAR FAVARO, CHE VENTIDUE ANNI FA, CON LA FIDANZATA ERIKA, UCCISE LA MADRE E IL FRATELLO DI LEI, A NOVI LIGURE? OGGI È UN UOMO LIBERO, MA TORNA AD AVERE A CHE FARE CON LA GIUSTIZIA: È ACCUSATO DI VIOLENZE DALL’EX MOGLIE – IL SUO AVVOCATO PARLA DI “IPOTESI INFONDATE E CALUNNIOSE”, CHE SI INSERISCONO IN UNA TORMENTATA CAUSA DI SEPARAZIONE. LA DONNA PARLA DI MINACCE DI MORTE, BOTTE E SOPRUSI PSICOLOGICI: “TI SFREGIO LA FACCIA CON L’ACIDO, “TI MANDO SU UNA SEDIA A ROTELLE”, E COSÌ VIA…

OMAR, I FANTASMI DI NOVI LIGURE CHE TORNANO: “ALLA MOGLIE DICEVA: TI SFREGIO CON L’ACIDO”

Estratto dell’articolo di Sarah Martinenghi per www.repubblica.it

 

omar favaro

Minacce di morte, botte, soprusi fisici e psicologici. "Ti sfregio la faccia con l'acido", "ti mando su una sedia a rotelle", "ti faccio la festa". La testa di lei presa per i capelli e avvicinata pericolosamente a un fornello acceso. E un clima di costante paura, controllo, insulti: "Fai schifo", "non esci viva da qui".

 

Oggetti scagliati addosso, cellulari rotti, il divieto di chiamare i carabinieri. La donna ha taciuto a lungo per paura. E il tempo le è diventato nemico. La procura di Ivrea ha provato a fermare Omar, chiedendo una misura cautelare: il divieto di avvicinamento per quelle ripetute minacce di morte. Ma il giudice ha detto di no. La coppia, infatti, nel frattempo si è separata e, secondo il magistrato, non c'è più l'attualità del pericolo. Tutti i fatti sarebbero avvenuti prima del 2022.

 

erika omar villetta

VIOLENZE SU EX MOGLIE, ACCUSE A OMAR 22 ANNI DOPO NOVI

(ANSA) - Omar Favaro torna 'a tu per tu' con la giustizia. Ventidue anni fa, da minorenne, fu uno dei due autori di un duplice delitto che sconvolse l'Italia, quello di Novi Ligure (Alessandria). Oggi, da quarantenne, deve scrollarsi di dosso un'accusa di minacce e violenze nei confronti dell'ex moglie: ma l'avvocato difensore, Lorenzo Repetti, parla di "ipotesi infondate e calunniose" che si inseriscono "in modo strumentale" in una tormentata causa di separazione "dove si discute dell'affidamento della figlia".

 

Nel febbraio del 2001, in una casa che le cronache chiamarono 'la villetta degli orrori', furono uccisi a coltellate Susanna Cassini, 40 anni, e il figlio undicenne Gianluca De Nardo. Le indagini portarono alla luce una verità sconcertante: ad agire erano stati la figlia della donna, Erika De Nardo, 16 anni, e il suo fidanzatino, Omar Favaro, di 17. I due furono processati e condannati dalla magistratura minorile.

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Entrambi hanno scontato la pena, sono tornati in libertà e si sono costruiti una vita l'uno lontano dall'altra. Omar è indagato a Ivrea (Torino) per episodi avvenuti fra il 2019 e il 2021 in un paese fra le montagne. La moglie se ne era andata di casa e lui nel 2022 aveva ottenuto l'affidamento della figlia. La donna chiese di avere più occasioni di vedere la bimba, che ad un certo punto manifestò il desiderio di andare a vivere con la madre. Partono gli esposti incrociati.

 

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Uno è di Omar, l'altro è dell'ex moglie, che si rivolge ai carabinieri raccontando di percosse, minacce, soprusi, violenze.

 

I pubblici ministeri chiedono per l'uomo una misura restrittiva che comporta il divieto di avvicinamento, un giudice dice no e ora a decidere sarà il Tribunale del riesame.

 

Nel frattempo, a febbraio del 2023, una perizia conferma la capacità genitoriale di Omar. "E' una guerra dei Roses - dice Repetti - dove le accuse, a nostro avviso, sono funzionali a ottenere nel procedimento civile una posizione di forza che alla donna, al momento, non è riconosciuta. Novi Ligure non c'entra. Però è evidente il tentativo di dare maggiore risalto alla separazione". I

 

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l caso attira l'attenzione della politica. Maria Elena Boschi (Iv) annuncia che chiederà al ministro della giustizia di verificare che dopo il diniego della misura restrittiva da parte del gip "non ci siano rischi per mamma e figlia", mentre Alfredo Antoniozzi (Fdi) sottolinea che il passato di Omar "non può determinare condanne preventive su accuse che sono ancora tutte da dimostrare". Nel 2011 Omar raccontò in esclusiva alla trasmissione Matrix quella notte a Novi Ligure: "Per anni ho avuto l'incubo delle urla di Gianluca e della madre di Erika che le diceva 'ti perdono, ti perdono'. Ora so cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ho lavorato molto su me stesso, non sono più il ragazzo che ero allora e chiedo la possibilità di tornare a vivere. Ma temo il pregiudizio".

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