libano israele donald trump netanyahu itamar ben gvir smotrich

“ORA TUTTO IL LIBANO DEVE BRUCIARE” – IL MINISTRO DELLA SICUREZZA NAZIONALE DI ISRAELE, ITAMAR BEN-GVIR, ANNUNCIA UNA VIOLENTA REAZIONE DOPO CHE QUATTRO SOLDATI DELLO STATO EBRAICO SONO STATI UCCISI IN UN ATTACCO DI HEZBOLLAH. E USA TONI CHE EVOCANO I METODI DEL REGIME NAZISTA: “PER OGNI LACRIMA DI UNA MADRE ISRAELIANA, MILLE MADRI LIBANESI DEVONO PIANGERE” – IL MINISTRO DELLE FINANZE, BEZALEL SMOTRICH, LO SPALLEGGIA: “È ORA DI APRIRE LE PORTE DELL'INFERNO, BISOGNA PARLARE CON IL FUOICO” – NELLA NOTTE I RAID ISRAELIANI SUL LIBANO AVEVANO CAUSATO ALMENO 16 MORTI – SONO CAZZI PER TRUMP: LA NUOVA ESCALATION PROMESSA DAI FALCHI DEL GOVERNO NETANYAHU METTE  A RISCHIO IL MEMORANDUM TRA USA  E IRAN, CHE PREVEDE UNA CESSAZIONE DELLE OSTILITÀ NELLA REGIONE “SU TUTTI I FRONTI, INCLUSO IL LIBANO…”

LIBANO: IDF, 4 SOLDATI UCCISI IN ATTACCO HEZBOLLAH NEL SUD DEL PAESE

raid israeliani nel sud del libano

(LaPresse/AP) - L'esercito israeliano (Idf) riferisce che 4 soldati sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano  nella notte. L'Idf ha identificato una delle vittime, un tenente colonnello, e ha ha precisato che le altre 3 saranno identificate in seguito.

 

Il Times of Israel riporta che durante l’incidente, avvenuto poco dopo mezzanotte, un presunto drone o missile anticarro ha colpito il tank del comandante del battaglione nel villaggio di Kfar Tebnit, nel Libano meridionale. La causa esatta dell’esplosione, che ha ucciso tutti e quattro i membri dell’equipaggio del carro armato, è oggetto di ulteriori indagini da parte dell’Idf.

 

LIBANO: IDF, IN ATTACCO HEZBOLLAH ANCHE 5 SOLDATI FERITI, UNO GRAVE

(LaPresse) - Oltre ai 4 soldati israeliani uccisi, altri 5 militari dell'Idf sono rimasti feriti nell'attacco di Hezbollah di stanotte nel sud del Libano. È quanto riferisce l'esercito israeliano (Idf), precisando che uno dei feriti è grave.

 

itamar ben gvir

LIBANO: MEDIA BEIRUT, ALMENO 16 MORTI IN RAID ISRAELE NELLA NOTTE

(LaPresse/AP) - È di almeno 16 morti il bilancio dei raid israeliani condotti nella notte in Libano. Lo ha riferito l'agenzia di stampa di Stato libanese Nna. L'esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di avere colpito nella notte diversi obiettivi nel sud del Libano, mentre Hezbollah ha riferito di intensi scontri nella zona.

 

Gli attacchi sono avvenuti mentre i colloqui previsti in Svizzera fra l’Iran e gli Stati Uniti, volti a porre fine in modo definitivo alla guerra in Iran, sono stati rinviati.

 

itamar ben gvir e bezalel smotrich 9

L’occupazione israeliana del Libano meridionale e i suoi continui attacchi in Libano contro Hezbollah, milizia sostenuta dall’Iran, sono stati un tema chiave nei colloqui.

 

Secondo quanto riferito dal canale Al-Mayadeen prima della notizia del rinvio dei colloqui, l’Iran stava ritardando l’invio della propria delegazione in Svizzera a causa della campagna militare israeliana in corso in Libano.

 

Israele sostiene di dover continuare a mantenere il controllo del sud del Libano e di avere mano libera per combattere Hezbollah poiché il gruppo libanese lancia attacchi nel nord di Israele.

 

 

 

il ministro ben gvir urla a un prigioniero della flotilla

BEN-GVIR, 'ORA TUTTO IL LIBANO DEVE BRUCIARE'

(ANSA) - ROMA, 19 GIU - "Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare". Così su X il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di 4 militari uccisi da Hezbollah in Libano.

 

"Con tutto il rispetto per gli americani - aggiunge - Israele deve chiarire all'intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf, e questo impegno prevale su ogni altra considerazione".

 

"Ho detto al primo ministro, anche nelle nostre riunioni private: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere - ha ribadito il ministro dell'estrema destra israeliana -. Basta con questo ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e con la moderazione, bisogna scatenarsi. Annientare. Sconfiggere il terrorismo".

 

ben gvir smotrich

SMOTRICH SUL LIBANO, 'È ORA DI APRIRE LE PORTE DELL'INFERNO'

(ANSA) - ROMA, 19 GIU - "Una mattinata difficile... È ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell'inferno". Così su X il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, commentando gli ultimi sviluppi sul fronte libanese contro Hezbollah.

 

LIBANO, NUOVA ESCALATION METTE SOTTO PRESSIONE ACCORDO USA-IRAN

(askanews) - La nuova escalation in Libano mette  sotto pressione la tenuta del memorandum d'intesa tra Stati uniti  e Iran, che prevede una cessazione delle ostilità nella regione  "su tutti i fronti, incluso il Libano".

 

Nella notte e stamani  raid israeliani nel sud del Libano hanno causato 18 morti e 33  feriti, mentre Israele ha annunciato la morte di quattro suoi  soldati, i primi caduti israeliani nel teatro libanese dopo  l'intesa tra Washington e Teheran.

 

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

C'è poi notizia  di almeno  altri cinque feriti tra i militari israeliani.Il ministero libanese della Salute ha indicato che "intensi raid  aerei israeliani condotti da mezzanotte fino a questa mattina  hanno impedito l'evacuazione dei morti e dei feriti" e hanno  provocato 18 morti e 33 feriti, secondo un bilancio provvisorio.  Si tratta del bilancio più pesante diffuso da Beirut  dall'annuncio, lunedì, della conclusione dell'accordo.

 

I raid hanno colpito almeno dieci località nei pressi della città  di Nabatiyeh, nel sud del Libano, tra cui Harouf, dove otto  persone sono morte, ha riferito l'Agenzia nazionale  d'informazione libanese.

 

 

L'INCOGNITA NETANYAHU

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Proprio quando sembrava che al premier israeliano non potesse andare peggio di così – il processo per corruzione, la guerra più lunga della storia d'Israele, una maggioranza sempre più litigiosa e un'opposizione sempre più compatta, le elezioni d'autunno sempre più in salita e una pressione internazionale sempre più incalzante – è arrivato Donald Trump.

 

Benjamin Netanyahu è un pugile suonato. Per di più, con i guantoni legati. Nelle ore successive al G7 di Evian, dopo la firma del presidente statunitense sul memorandum d'intesa con l'Iran che Israele considera un disastro strategico e politico, Bibi sceglie l'understatement e preferisce non replicare alle parole più dure – e umilianti, per lui e per lo Stato ebraico – di Donald Trump. [...]

 

raid israeliani nel sud del libano

Quello di Evian passerà alla storia come il più duro discorso mai pronunciato pubblicamente da Trump nei confronti di Netanyahu, come dicono molti osservatori.

 

Nel difendere quella che gli israeliani considerano una indifendibile intesa con Teheran, il presidente degli Stati Uniti ha scelto la via – niente di nuovo in questo – della personalizzazione dello scontro: ha definito Israele un «partner piccolo»; [...]

 

Persino i presidenti con cui Netanyahu ha litigato più spesso e più apertamente, non hanno adottato parole così apertamente offensive nei confronti di Israele.

 

JD VANCE

Se dieci anni fa Netanyahu cercò di affossare l'accordo sul nucleare iraniano, il Jcpoa, rivolgendosi direttamente al Congresso americano affrontando e criticando Barack Obama, oggi non se lo può permettere, fa notare Axios: gli Emirati hanno scelto – senza aver avuto altra scelta – di sostenere il memorandum; gran parte del partito repubblicano evita di criticare un'intesa voluta da Trump e perfino molti commentatori conservatori si muovono con cautela.

 

Il premier israeliano potrà ancora tentare – se troverà l'occasione e la chiave giusta – di contestare il contenuto dell'accordo ma dovrà stare attento a non trasformarlo in uno scontro pubblico con il presidente americano che in Israele definiscono il suo «frenemy» (amico/nemico). A meno che Bibi HaKosem (il mago, come lo chiamano) non si inventi un trucco, dopo aver fatto bene i calcoli del prezzo politico che gli costerebbe rischiare un altro fallimento.

 

[...]

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago.

Dietro la giravolta dell'influenzabile Trump, gli analisti puntano lo sguardo su JD Vance. Il vicepresidente – mentre il primo dei 60 giorni di negoziati tramonta in un nulla di fatto – rilasciato ulteriori dichiarazioni che aumentano il senso di incredulità alle orecchie israeliane: «Percepisco – ha detto – una strana ondata di panico all'interno dell'establishment israeliano, dove si dà per scontato che qualsiasi cosa considerata potenzialmente vantaggiosa per l'Iran si concretizzerà ma senza che gli iraniani modifichino il proprio comportamento. Pertanto, trovo alquanto strana quest'ondata di isteria in Israele, perché a mio avviso deriva da una mancanza di fiducia»

JD VANCE

 

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