padre giovanni salonia

SE NON SUORA QUANDO – LA PROCURA DI ROMA HA CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER PADRE GIOVANNI SALONIA, ACCUSATO DA UNA RELIGIOSA DI VIOLENZA SESSUALE, CON L’AGGRAVANTE DI “AVER AGITO PER MOTIVI ABIETTI” – APPARTENENTE AI CAPPUCCINI, CON AMICIZIE IMPORTANTI ALLE SPALLE, NELLA VESTE DI PSICOTERAPEUTA ECCLESIALE COSTRINGEVA LA SUORA A…”

 

padre giovanni salonia 4

Franca Giansoldati e Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

 

Ci sono certe ferite destinate a non guarire. Mai. Una suora abusata da un sacerdote rischia di ammalarsi nell'anima, di precipitare in un tunnel senza luce, fino a non vedere più nemmeno Dio. Sono passati quattro mesi dal summit in Vaticano sugli abusi che un caso emblematico riaffiora dalle sabbie mobili grazie alla magistratura italiana.

 

La Procura di Roma ha deciso di chiedere il rinvio a giudizio per padre Giovanni Salonia, tra i più affermati psicoterapeuti operanti nel mondo ecclesiale, accusato da una suora di violenza sessuale, con l'aggravante, per i pm, di «avere agito per motivi abietti».

 

IL PERSONAGGIO

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Salonia, appartenente all'Ordine dei cappuccini, con alle spalle amicizie importanti, tra cui l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, si è sempre proclamato innocente. «Nella veste di psicoterapeuta e nello stesso tempo di sacerdote si legge nel capo di imputazione - costringeva la sua suora, sua paziente, a compiere e subire atti sessuali» in diverse incontri tra il 2009 e il 2013.

 

L'incidente probatorio, disposto a marzo dal Tribunale, deve avere fugato ogni dubbio al magistrato che ha ritenuto necessario richiedere il processo. Se la giustizia italiana avanza, esaminando quanto accaduto per arrivare a una sentenza, la giustizia vaticana sembra essersi inceppata.

padre giovanni salonia 1

 

SEGNALAZIONI

Naturalmente alla Congregazione per i Religiosi il dossier era arrivato puntuale, corredato da diverse segnalazioni interne. Le vittime per il Vaticano sarebbero tre, per fatti avvenuti anni addietro. Ma come spesso succede al di là del Tevere molte carte finiscono in una specie di limbo.

Due anni fa Papa Francesco era intenzionato a promuovere Salonia vescovo ausiliare di Palermo, dietro sponsorizzazione di Lorefice.

 

L'investitura era già pronta poi ad un tratto è saltata la promozione. Il Pontefice aveva cambiato idea. In genere, in Vaticano, queste cose accadono solo davanti a informazioni interne ritenute gravi. In quei giorni Salonia diffondeva una lettera spiegando ai fedeli di aver rinunciato volontariamente all'incarico per non creare problemi al Papa. I religiosi che avevano denunciato in Vaticano certe anomalie sul frate, venivano messi da parte nelle strutture ecclesiali palermitane, accusati di calunnia.

 

padre giovanni salonia 2

A difesa di Salonia si era mosso anche il ministro della Sicilia dei cappuccini («Le accuse sono infondate e inconsistenti»). A questo punto Papa Francesco ha convocato a Roma il generale dei cappuccini per chiedere provvedimenti su Salonia. Da quel momento, inspiegabilmente è iniziata la sua riabilitazione.

 

L'Antonianum, come altre università cattoliche, lo ha chiamato a tenere lezioni e master, la San Paolo gli ha pubblicato un volume (con prefazione del Papa) sulla vita del beato Puglisi.

 

PIETRA D'ANGOLO

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A mettere a tacere definitivamente tutto è stato un incontro il 15 settembre 2018 a Palermo durante la visita del Papa. Nel palazzo arcivescovile, il vescovo Lorefice ha presentato padre Salonia a Francesco. Un saluto breve con foto di rito, ma sufficiente a garantire al sacerdote una nuova luce. La notizia del rinvio a giudizio è rimbalzata in Vaticano amareggiando diverse persone. Una suora, in particolare, si è ricordata delle parole coraggiose che a febbraio, al summit sugli abusi, sono state pronunciate da suor Veronica Openibo, superiora generale della Società del Santo Bambino Gesù, davanti al Papa: «Al presente viviamo uno stato di crisi e di vergogna. Abbiamo gravemente offuscato la grazia della missione di Cristo. È possibile per noi passare dalla paura dello scandalo alla verità?».

 

PADRE GIOVANNI SALONIA

Certo dell'innocenza di Salonia è il suo avvocato, Pier Paolo Dell'Anno: «Dimostreremo l'infondatezza dell'accusa. L'eccentricità del lungo tempo trascorso tra il termine della terapia e la denuncia, più di quattro anni; la riconosciuta efficacia della stessa, sia da parte della religiosa, che anche da professionisti terzi, e infine la circostanza che vede totalmente taciuto l'asserito abuso, nonostante negli anni intercorsi dopo il termine della terapia la suora sia stata, per di più, seguita da varie figure professionali».

PADRE GIOVANNI SALONIA PADRE GIOVANNI SALONIA

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