papa leone xiv benjamin netanyahu gaza

SE ARRIVA PURE IL PAPAGNO DI LEONE XIV, VUOL DIRE CHE NETANYAHU HA PROPRIO ROTTO IL CAZZO – IL PONTEFICE LANCIA UN APPELLO A ISRAELE: “SI FERMI SUBITO LA BARBARIE DELLA GUERRA. SI RISPETTI IL DIVIETO DI PUNIZIONE COLLETTIVA E DELLO SPOSTAMENTO FORZATO DELLA POPOLAZIONE” – MA L’ESERCITO ISRAELIANO CONTINUA LA MATTANZA A GAZA: IERI ALMENO 84 PALESTINESI SIANO STATI UCCISI – DOPO IL BOMBARDAMENTO ISRAELIANO DELLA CHIESA DELLA SACRA FAMIGLIA NELLA STRISCIA, IL DURO INTERVENTO DEL SEGRETARIO DI STATO, PIETRO PAROLIN, (“LEGITTIMO DUBITARE CHE SIA STATO UN ERRORE”) SEGNA UNA SVOLTA NELLA POSIZIONE DIPLOMATICA DEL VATICANO...

1 - A GAZA ANCORA UNA STRAGE IL PAPA: «BASTA BARBARIE»

Estratto dell’articolo di L. Cr. per il “Corriere della Sera”

 

papa leone xiv a castel gandolfo 1

Niente pace in Medio Oriente. «Si fermi subito la barbarie della guerra!», implora papa Leone riferendosi direttamente al governo di Benjamin Netanyahu. Ma Israele non ascolta, tira diritto: la sua risposta sono rinnovati bombardamenti su Gaza, più morti palestinesi, nuove distruzioni abbinate a ulteriori ordini di evacuazione per centinaia di migliaia di sfollati privi di tutto assiepati gli uni sugli altri nelle tende dalla zona centrale della «Striscia della disperazione».

 

Ieri sembra che almeno 84 palestinesi siano stati uccisi e tra loro una settantina mentre si accalcavano per raggiungere i famigerati centri di distribuzione del cibo della più che controversa Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) israelo-americana, accusata dalle organizzazioni umanitarie di essere più una trappola mortale che un luogo di aiuto.

 

chiesa del sacro cuore di gaza colpita da israele 4

[...]  Le parole del Pontefice arrivano dopo l’attacco israeliano contro la chiesa della Sacra Famiglia giovedì e mentre il patriarca latino, cardinale Pierbattista Pizzaballa, decide di protrarre la sua visita a Gaza iniziata venerdì. Un segnale questo che sottolinea la scelta vaticana di lottare e rischiare pur di mettere fine alla carneficina quotidiana.

 

[...] «Che si rispetti il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e dello spostamento forzato della popolazione», ribadiva intanto il Papa a Roma.

 

Ancora una volta il numero maggiore di vittime è stato tra le migliaia di gazawi in movimento nella lotta quotidiana per procurarsi il cibo. Secondo il ministero della Sanità controllato da Hamas, il massacro si è svolto vicino al passaggio di Zikim e qui i morti sarebbero una sessantina, i feriti circa 150.

 

benjamin netanyahu

Difficile capire la dinamica dei fatti. Nella versione dei portavoce del ministero della Difesa a Tel Aviv, nella zona erano presenti «bande armate», non è chiaro se militanti di Hamas o tribù locali, che avrebbero aperto il fuoco contro i soldati israeliani e i contractor Usa. Le vittime potrebbero dunque essere state colpite da entrambi i campi. Secondo i portavoce americani del Ghf, lo scontro sarebbe avvenuto vicino a un convoglio umanitario dell’Onu, che però smentisce.

 

Intanto, per la prima volta in 21 mesi di guerra, i militari israeliani ordinano l’evacuazione della zona di Dir el Balah, nel settore centrale di Gaza. Sino ad ora l’esercito aveva evitato di entrarvi in forza con fanterie e tank perché crede che vi siano nascosti alcuni ostaggi nelle mani di Hamas. [...]

 

2 - QUEI TONI IRRITATI DI LEONE XIV L’INCUBO CHE IL MEDIO ORIENTE DIVENTI L’EPICENTRO DI TUTTI I CONFLITTI

Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

papa leone xiv a castel gandolfo 4

L’intervento del cardinale Pietro Parolin è arrivato dopo la telefonata del premier Benjamin Netanyahu a Leone XIV. E chiaramente è stata concordata parola per parola con il Pontefice. Certifica non solo che quella chiamata non basta a cancellare quanto è avvenuto negli ultimi giorni e mesi.

 

Segna anche il recupero della Segreteria di Stato vaticana come cuore del governo della Santa Sede dopo gli anni convulsi di Francesco. E conferma una lettura condivisa e coordinata della strategia mediorientale. Negli ultimi giorni ha prevalso la convinzione che la Roma papale dovesse pronunciare un giudizio netto e duro dopo il bombardamento israeliano della chiesa cristiana della Sacra Famiglia a Gaza.

 

I timori

LEONE XIV ROBERT FRANCIS PREVOST E ACCANTO A LUI IL CARDINALE PIETRO PAROLIN

Al fondo si indovina il timore non solo che nel governo di Gerusalemme aumenti la tentazione dei settori più oltranzisti di colpire i cristiani come elemento di moderazione.

L’incubo inconfessabile è che i massacri e le ritorsioni rendano il Medio Oriente il potenziale epicentro di una Terza guerra mondiale: una guerra che oltre a uccidere migliaia di civili innocenti sarebbe destinata anche a lacerare il dialogo religioso.

 

L’elezione di un Papa statunitense, in Israele ha portato alla convinzione che la sua storia possa essere un elemento in grado di cambiare sensibilmente l’atteggiamento della Santa Sede. Ma la presa di posizione di Parolin fa capire che questo può avvenire solo se cambia anche l’approccio di Netanyahu.

 

La diplomazia vaticana

chiesa del sacro cuore di gaza colpita da israele 3

È come se la diplomazia vaticana uscisse da un lungo periodo di afasia, spinta da un Papa deciso a condividere e promuovere un’azione e una presenza più incisive. Senza silenzi. Senza iniziative estemporanee. E senza quell’«ambiguità linguistica» che fece infuriare il governo di Israele dopo la strage compiuta da Hamas il 7 ottobre del 2023, assassinando oltre 1.200 civili e prendendo duecentocinquanta ostaggi.

 

[...] L’irritazione è quella del Vaticano, che da un anno e mezzo tra l’altro ricorda di aspettare i risultati di un’inchiesta su due cristiane uccise da un cecchino proprio nella parrocchia di Gaza. E adesso registra il bombardamento di quella chiesa con altre vittime.

 

papa leone xiv a castel gandolfo foto lapresse 8

Fino a quell’attacco, i malumori rimanevano sotterranei; sepolti sotto il timore di rinfocolare le tensioni e acuire i contrasti. Ma se il pontificato di Robert Prevost è diverso da quello di Jorge Mario Bergoglio, questo non impedirà alla Santa Sede di esprimere un giudizio chiaro sui massacri compiuti dall’esercito israeliano.

 

Per il Vaticano era impossibile non compiere questo passo. Si trattava di evitare che in ampi settori del mondo cattolico, già preda della propaganda «pacifista» filorussa sull’Ucraina, la prudenza della Santa Sede su Gaza fosse percepita come reticenza. Ma l’altra questione, delicatissima, è di evitare che l’ostilità diffusa nei confronti di Netanyahu alimenti un sentimento non solo antiisraeliano ma antisemita in quello stesso mondo cattolico.

 

pizzaballa visita gaza

[...]  negli ultimi mesi la situazione è apparsa insostenibile perfino a un cardinale incline al dialogo come il patriarca latino di Gerusalemme, Gianbattista Pizzaballa, in missione a Gaza dopo l’attacco alla chiesa di padre Gabriel Romanelli, pure ferito. L’altolà vaticano arriva su questo sfondo nel quale la spirale del conflitto sembra sempre meno governabile. E nella stessa società israeliana la volontà di sradicare Hamas e l’esasperazione sugli ultimi ostaggi in mano ai terroristi di Gaza divide sostenitori e avversari del governo.

 

Dialogo inquinato

benjamin netanyahu - attacco di israele all iran

La presa di posizione di Parolin cerca di spezzare questa spirale. Punta a interrompere un dialogo inquinato. E mira a indurre il governo di Gerusalemme a capire che, se perfino il Vaticano è costretto a alzare la voce, non esistono più alibi per eludere l’esigenza e l’urgenza di una tregua.

 

Il fatto che il premier israeliano abbia voluto parlare col Papa al telefono e lo abbia invitato a visitare il suo Paese è considerato un fatto positivo. È il riconoscimento del peso non solo morale ma politico del capo del cattolicesimo. Ma il Vaticano adesso chiede un passo ulteriore, più concreto, in direzione della pace: come se le parole di rassicurazione non bastassero più, contraddette da troppi episodi che vanno in senso opposto.

 

il giuramento di pietro parolin prima del conclave 1

E chissà, forse nella Roma papale sanno che questa ricerca tormentata, sanguinosa di una tregua va molto oltre il rapporto tra Vaticano e Israele.

E incrocia le preoccupazioni crescenti degli Stati uniti, non solo dell’Europa .

PIERBATTISTA PIZZABALLAchiesa del sacro cuore di gaza colpita da israele 1

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