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IL PARADISO ESISTE! – UNA DONNA AMERICANA HA RACCONTATO DI ESSERE STATA IN PARADISO DOPO CHE IL SUO CUORE HA SMESSO DI BATTERE PER 27 MINUTI: QUANDO SI È RISVEGLIATA HA CHIESTO IMMEDIATAMENTE UN PEZZO DI CARTA SUL QUALE HA SCRITTO: “È REALE” – MA NON È FINITA: LA SIGNORA SOSTIENE DI AVER VISTO UNA FIGURA CHE CREDE ESSERE GESÙ CHE SI SAREBBE PALESATO IN PIEDI DI FRONTE A CANCELLI NERI, CIRCONDATO DA UN’AUREA GIALLA BRILLANTE (DITELE DI CAMBIARE PUSHER)

Da "www.notizie.it"

 

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Succede in Arizona, negli Stati Uniti. Il cuore di una mamma di nome Tina Hines ha cessato di battere per 27 minuti. Quando la donna ha riaperto gli occhi, la prima cosa che ha chiesto è stata carta e penna. Il messaggio che ha scritto ha lasciato i presenti a bocca aperta: “E’ reale“.

 

Quando i familiari le hanno domandato a cosa si riferisse, Tina ha fatto semplicemente un cenno della testa verso l’alto. La storia di Tina, la donna che ha visto il Paradiso, ha attratto l’attenzione di moltissimi utenti dei social, sui quali il messaggio è stato pubblicato.

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La vicenda

Era il febbraio 2019. Tina Hines, mamma di quattro figli, stava per partire per un’escursione a Phoenix, in Arizona, con suo marito, Brian. Prima di essere condotta in ospedale, i medici hanno provato a rianimare la donna sei volte. Per 27 minuti è stata considerata morta.

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Subito dopo avere ripreso conoscenza, Tina ha descritto quello che ha visto nel lasso di tempo: “Era così reale, i colori erano così vibranti”. Inoltre, secondo quanto dichiarato dalla mamma, una figura che crede essere Gesù si sarebbe palesata in piedi di fronte a cancelli neri, circondato da un’aurea gialla brillante.

 

La nipote di Tina Hines, Madie Johnson, era così commossa dal racconto che si sarebbe fatta tatuare sul polso un passo del messaggio della donna, per poi scrivere in un post su Instagram: “La sua storia è troppo reale per non condividerla e mi ha dato una maggiore fiducia in una fede che spesso non si vede. Mi ha dato una tangibilità per una speranza eterna che non è troppo lontana”.

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