brian chesky airbnb

"SIAMO RIMASTI SORPRESI PER L'INCHIESTA IN ITALIA, RITENIAMO DI AVER RISPETTATO TUTTE LE REGOLE" - PARLA IL CEO DI AIRBNB, BRIAN CHESKY, DOPO CHE LA GUARDIA DI FINANZA HA SEQUESTRATO 779 MILIONI DI EURO PER IL MANCATO PAGAMENTO DELLA CEDOLARE SECCA NEGLI ULTIMI 5 ANNI: "CI SARANNO MOLTI PIÙ SOGGIORNI DI QUESTO TIPO IN FUTURO, PERCHÉ MOLTE PIÙ PERSONE SARANNO FLESSIBILI. CINQUANT’ANNI FA NESSUNO POTEVA ANDARE VIA PER UN INTERO MESE PER LAVORO. OGGI C’È CHI VA VIA PER L’ESTATE E PUÒ LAVORARE DA UN LAPTOP..."

Estratto dell'articolo di Alice Scaglioni per www.corriere.it

brian chesky 6

 

Ventiquattr’ore dopo l’annuncio di un sequestro preventivo di 779 milioni di euro per un’inchiesta della procura di Milano con l’accusa di evasione fiscale in Italia, il ceo di Airbnb Brian Chesky, nonché uno dei tre fondatori dell’unicorno che ha rivoluzionato il turismo nel mondo, si trovava a New York per presentare alla stampa internazionale le ultime novità della piattaforma. A margine dell’evento, durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha parlato del futuro dell’azienda […] della stretta sugli affitti brevi approvata di recente a New York […] e si è detto «sorpreso» per l’inchiesta nel nostro Paese e le accuse di evasione fiscale […]

AIRBNB

 

non sono previsti cambiamenti per agevolare sempre più gli affitti a lungo termine?

«Beh, stiamo continuando a fare cambiamenti. Per esempio, consentiamo di pagare negli Stati Uniti tramite un conto bancario, il che ti fa risparmiare sulle commissioni delle carte di credito. Il 50% degli host che sono nuovi sulla piattaforma offre uno sconto mensile sulle inserzioni.

 

Abbiamo più funzionalità in arrivo l’anno prossimo, quindi ci saranno ulteriori novità per rendere gli affitti mensili più facili da trovare e più convenienti. Penso che ci saranno molti più soggiorni di questo tipo in futuro, perché molte più persone saranno flessibili. Cinquant’anni fa praticamente nessuno poteva andare via per un intero mese per lavoro. Oggi c’è chi va via per l’estate e può lavorare da un laptop direttamente dalla destinazione scelta per le vacanze estive. O magari chi va a sciare d’inverno[…]».

brian chesky 4

 

In Italia sono in molti a ritenere, soprattutto nelle città storiche, che il problema dei costi esorbitanti degli affitti e della scarsità di case disponibili per scopi non turistici sia dovuto a Airbnb. Recentemente, New York ha approvato la più grande stretta sugli affitti a breve termine. Qual è la sua posizione in quanto ceo?

«Penso che New York sia un esempio che ci fa riflettere: qualsiasi città che volesse seguirla probabilmente si troverebbe ad affrontare le sfide che sta fronteggiando ora la Grande Mela. I prezzi degli hotel sono aumentati dell’8% anno su anno. Molti sono davvero costosi, oltre 5.000 dollari a notte. In più molte delle inserzioni sono ancora in affitto, ma in nero su altri siti web come Craigslist, dove non si possono monitorare. E fra un anno dubito che il prezzo delle case diminuirà. E il motivo è che se si guarda qualsiasi città del mondo che ha un grande mercato su Airbnb, noi comunque rappresentiamo una piccolissima percentuale delle abitazioni.

 

airbnb tasse

E molte di queste persone che affittano le case vivono in quegli appartamenti, almeno per una parte del tempo. New York non è un modello di quello che verrà. La Francia ha risolto questo problema, ma anche Los Angeles, Chicago, Londra: ogni Paese di norma ha trovato le proprie soluzioni. E se una città ha un problema, ci lavoreremo insieme, come già facciamo. Lo stiamo facendo anche in Italia e continueremo a farlo. Voglio anche sottolineare che molti dei nostri host dipendono da Airbnb per pagare a loro volta l’affitto o il mutuo. […] Ritengo che stiamo diffondendo l’economia in un modo molto più differenziato rispetto alla maggior parte dei marketplace su Internet».

 

brian chesky 3

Quindi non teme che altre città, dopo New York, approveranno simili strette sugli affitti brevi?

«Oh, assolutamente no. Nessuno copierà New York, non sono affatto preoccupato. Penso che molte città abbiano già regolamenti in vigore. Abbiamo già lavorato con loro. New York è in ritardo nella regolamentazione del tema, non in anticipo».

 

Le dispiace quando succedono cose di questo genere? Prima New York, poi l’Italia due giorni fa con l’inchiesta della Procura di Milano?

airbnb 7

«La cosa su cui mi concentro ogni giorno è come poter rendere il nostro servizio migliore. Mi sveglio ogni giorno e mi chiedo se le persone stanno ottenendo quello che desiderano, se stiamo semplificando la vita degli host. Le novità che abbiamo introdotto si basano su ciò che riteniamo siano le cose a cui gli ospiti e gli host tengono davvero. La mia priorità è l’affidabilità. Abbiamo lavorato moltissimo in questo senso finora e ora abbiamo quasi 4 milioni di persone che soggiornano in case in tutto il mondo ogni notte».

 

Dev’essere difficile gestire tutto questo.

brian chesky 1

«È interessante che Airbnb sia presente in centomila città e spesso le cose sono gestite a livello cittadino, non a livello nazionale o internazionale. E questo richiede di avere relazioni con centinaia o addirittura migliaia di città. Ma è anche un po’ il nostro asso nella manica: abbiamo trovato alcune soluzioni davvero interessanti, come il portale delle città, che aiuta a gestire le relazioni con 400 città in tutto il mondo. Penso che l’Italia in particolare sia un Paese molto popolare su Airbnb. Molte persone amano soggiornarci e vogliono vivere la vera cultura italiana. E non ho i dati davanti a me, ma sa, gli host italiani guadagnano miliardi di dollari all’anno. Lo so in base alle dimensioni della nostra attività. Il business italiano su Airbnb è straordinario. E lì ci sono alcuni degli Airbnb più popolari».

 

Avete pubblicato una nota su quanto accaduto in Italia, ovvero l’inchiesta della Procura di Milano con l’accusa di evasione fiscale. Vuole aggiungere qualcosa?

«Sono rimasto sorpreso perché crediamo di essere conformi a tutte le normative fiscali e alle leggi locali, ma stanno ancora esaminando la situazione e io sono stato davvero concentrato sulla presentazione delle novità di Airbnb, quindi non ho molto altro da dire: riteniamo di aver rispettato tutte le regole».

 

brian chesky 5

[…] Crede che l’età d’oro della Silicon Valley sia finita? La situazione a San Francisco, le grandi aziende in crisi, i licenziamenti di massa: c’è una nuova rivoluzione all’orizzonte?

«No, mi sembra che nessuna città avrà più la stessa concentrazione di persone come prima perché ora sappiamo che si può anche lavorare su Zoom, ovunque nel mondo. E penso che ci sia molto più lavoro distribuito: le persone straordinarie ora sono ovunque, non più solo concentrate in alcune aree. Detto questo, San Francisco sta vivendo una rinascita ed è in parte dovuta all’AI.

airbnb 6

 

Ovviamente ci sono ancora aziende come Google, Apple, ma ci sono anche molte altre startup a San Francisco. Y Combinator, di cui ho fatto parte, è la più grande incubatrice al mondo in questo senso. E centinaia e centinaia di aziende sono state avviate a San Francisco. Sono state fatte un sacco di previsioni e penso che quelle secondo cui le persone non sarebbero più state tutte nello stesso luogo siano vere. Non è più necessario essere a San Francisco, ma allo stesso tempo penso che ancora molte persone, soprattutto i giovani, continuino ad andare lì principalmente per l’AI».

brian chesky 2airbnb 3airbnb 2airbnb 5airbnb 4

[…]

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?