carlotta benusiglio marco venturi

TOGLIERSI LA VITA ERA L'UNICA VIA D'USCITA PER CARLOTTA BENUSIGLIO - PER LA PRIMA VOLTA UNA SENTENZA HA MESSO IN RELAZIONE LO STALKING SUBITO DA UNA DONNA E IL SUO SUICIDIO: È IL CASO DEI SEI ANNI INFLITTI A MILANO A MARCO VENTURI, EX FIDANZATO DELLA STILISTA DI 37 ANNI TROVATA IMPICCATA IN UN PARCO NEL 2016, GIUDICATO RESPONSABILE DI ATTI PERSECUTORI MA NON UN ASSASSINO - LA PROCURA AVEVA CHIESTO 30 ANNI...

Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera

 

carlotta benusiglio e marco venturi 4

Il suicidio era l'unica, disperata via d'uscita, da volere davvero o solo da inscenare, che Carlotta Benusiglio fosse in grado di intravedere per sottrarsi alla condizione di vittima di stalking che ormai le era insopportabile.

 

carlotta benusiglio e marco venturi 3

Marco Venturi, che aveva tutti gli elementi per poter immaginare che dopo l'ennesimo scontro l'ex fidanzata avrebbe potuto fare qualcosa di grave ma non se ne curò, viene condannato a 6 anni di reclusione in abbreviato perché la morte della sua ex compagna viene ritenuta «conseguenza» degli atti persecutori che le aveva inflitto. La Procura aveva chiesto per lui 30 anni di carcere.

 

carlotta benusiglio picchiata 1

Un caso giudiziario Per la prima volta, una sentenza mette in relazione lo stalking subito da una donna e il suo suicidio, addossando la responsabilità del secondo - come conseguenza del primo - al suo persecutore.

 

Il caso è quello della stilista ed ex modella di 37 anni Carlotta Benusiglio che il 31 maggio 2016 fu trovata impiccata a un albero dei giardini di Piazza Napoli, a Milano. In sei anni il caso giudiziario ha oscillato tra la tesi del suicidio e quella dell'omicidio commesso da Marco Venturi, oggi 46enne, che avrebbe poi inscenato la volontà dell'ex compagna di togliersi la vita legando con lucida freddezza il suo corpo a un ramo. Un'ipotesi che ora il giudice dell'udienza preliminare accantona definitivamente.

 

carlotta benusiglio picchiata 2

Le indagini

Le prime indagini su Venturi per istigazione al suicidio si chiusero a ottobre 2016 con una richiesta di archiviazione che, però, un mese dopo fu revocata da un altro pm (il precedente si era trasferito) il quale ribaltò tutto e chiese il suo arresto per omicidio volontario che, però, fu negato dal gip, dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione per mancanza di sufficienti elementi di colpevolezza.

 

carlotta benusiglio e marco venturi 2

Il cadavere fu riesumato ma anche una nuova autopsia non riuscì a escludere definitivamente l'ipotesi del suicidio. Sembrò ottenere questo risultato inizialmente una consulenza tecnica voluta dalla famiglia Benusiglio sulle immagini delle telecamere di sorveglianza che erano già agli atti dell'inchiesta.

 

carlotta benusiglio 5

Registrano la coppia alle 3,39 in Piazza Napoli dopo l'ultima violenta lite, lei davanti e lui che la segue a pochi metri; poi lei da sola che alle 3,40 attraversa la strada e va verso il parco; quindi lui solo dalle 3,42 alle 3,50, mentre preleva i soldi da un bancomat.

 

carlotta benusiglio 4

Dicono anche che alle 3,41 una sagoma vicina all'albero ostruisce la luce di un lampione: sarebbe il corpo della donna appena morta. La consulenza della famiglia sosteneva che alle 3,41 e 49 dallo stesso albero si allontana qualcosa che potrebbe essere la sagoma di Venturi, ma per la polizia e per il perito del giudice si tratta solo di un effetto elettronico, un «artefatto di compressione».

 

carlotta benusiglio e marco venturi 1

Le vessazioni

Venturi aveva a lungo sottoposto la ex modella a quelli che tecnicamente sono «atti persecutori» - è stato condannato anche per questo - in un rapporto molto conflittuale, tempestandola di telefonate e messaggi, presentandosi sotto casa, spiando i suoi movimenti fino ad aggredirla e minacciarla.

 

La disperazione

Tutto ciò potrebbe aver fatto precipitare Carlotta Benusiglio nella disperazione fino a scegliere di morire. Su come questo sia avvenuto non è ancora chiaro, forse lo sarà tra 90 giorni con le motivazioni della sentenza.

 

carlotta benusiglio 1

Due le possibilità: che si sia uccisa volontariamente oppure a causa di un incidente. «Uno dei due deve lasciarci la pelle, ecco quando finirà», scriveva dieci giorni prima a un'amica. Annuncio o minaccia? Già il Tribunale del Riesame non escluse che la donna avesse voluto «platealmente "sfidare" Venturi con un gesto estremo, magari dimostrativo di una capacità, gesto rapidamente sfuggito di mano (...) e dalle conseguenze tragiche».

 

L'uomo forse aveva chiara la situazione, ma per negligenza lasciò colpevolmente che l'ex compagna si allontanasse da sola nella notte in quello stato, ma non è responsabile diretto della sua morte.

 

carlotta benusiglio 2

«In attesa delle motivazioni, è certo che la sentenza dice che sono stati i suoi comportamenti a portare alla morte di Carlotta», afferma l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia. «Siamo contenti. Non è stato condannato a tanti anni ma volevamo che fosse ridata dignità a Carlotta. Credevo nella giustizia, è arrivata», afferma commossa Giorgia, sorella della vittima.

 

I difensori di Venturi, gli avvocati Veronica Rasoli e Andrea Belotti, guardano con fiducia all'appello: «Per ora è importante che sia caduta l'ipotesi che lo descriveva come un assassino che strangola e poi inscena un suicidio per impiccagione».

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…