MA PERCHÉ LA GIUSTIZIA ITALIANA SI DEVE FARE CARICO ANCHE DELLE DISPUTE LEGALI TRA GERMANIA E GRECIA? - LA CORTE DI CASSAZIONE DI ROMA SI DEVE ESPRIMERE IN MERITO A UNA CAUSA INTENTATA DAI PARENTI DELLE VITTIME GRECHE DEL NAZISMO, CHE POTREBBERO OTTENERE L'ESECUZIONE FORZATA SUI BENI TEDESCHI - AD ATENE, GLI APPELLANTI NON RIUSCIRONO A OTTENERE IL RISULTATO SPERATO E, QUINDI, ADIRONO ALLA GIUSTIZIA ITALIANA (MA CHE C'ENTRIAMO NOI?). LA CORTE D'APPELLO DI FIRENZE HA RICONOSCIUTO I LORO DIRITTI DI PROPRIETÀ SUI BENI TEDESCHI - IL GOVERNO TEDESCO SEGUE "CON ATTENZIONE" IL CASO...
(ANSA) - BERLINO, 28 APR - Il governo tedesco segue "con attenzione" gli sviluppi di una decisione della Corte di Cassazione italiana a Roma, che colpisce la Deutsche Bahn.
Lo scrive der Spiegel in un'anticipazione, riferendo del provvedimento in virtù del quale i parenti greci delle vittime del nazismo potrebbero in futuro ottenere l'esecuzione forzata sui beni tedeschi.
All'origine della decisione, c'è il procedimento dei familiari delle vittime naziste di Distomo, un villaggio greco in cui le SS massacrarono 218 persone nel giugno 1944.
Si tratta di una questione aperta da molti anni. I ricorrenti non riuscirono inizialmente a ottenere in Grecia l'esecuzione forzata sui beni tedeschi, e adirono alla giustizia italiana.
La Corte d'Appello di Firenze ha invece riconosciuto i loro diritti di proprietà sui beni tedeschi, cosa che la Corte di Cassazione di Roma ha recentemente confermato, respingendo un ricorso del gruppo delle ferrovie tedesche che voleva ottenere la sospensione dei procedimenti di esecuzione forzata in corso in Italia a suo carico.
"Il governo federale segue gli sviluppi, ma non è coinvolto nel procedimento e non lo commenta", ha affermato un portavoce del Ministero degli Esteri a Spiegel. "Si tratta di una sentenza interlocutoria della Corte di Cassazione italiana in un procedimento esecutivo contro la Deutsche Bahn AG", ha aggiunto.
Secondo la Deutsche Bahn, l'impugnazione in Cassazione verteva esclusivamente sulla questione se la legge italiana relativa all'istituzione del fondo di indennizzo comportasse automaticamente la sospensione dell'esecuzione forzata.
Il tribunale ha respinto la richiesta di sospensione del procedimento esecutivo presentata dalla DB, ha comunicato ora l'azienda: "Ciò non comporta tuttavia l'ammissibilità di pignoramenti dei beni della DB in Italia", il commento rilasciato a Spiegel.
Su questo punto si deciderà in base all'esito di due procedimenti ancora in corso presso il Tribunale di Roma. "In entrambi i procedimenti di opposizione, il Tribunale di Roma ha dato ragione alla DB in primo grado", ha affermato un portavoce della DB.
"La motivazione del tribunale: la DB è una persona giuridica separata dallo Stato e non può quindi, in linea di principio, essere responsabile dei debiti dello Stato", ha aggiunto il portavoce.



