porto rico

LA GRECIA DEI CARAIBI - A PORTO RICO, TERRITORIO AMERICANO CHE NON PUO’ VOTARE PER IL PRESIDENTE, SI E’ TENUTO IL (QUINTO!) REFERENDUM CONSULTIVO PER DIVENTARE IL 51° STATO DEGLI USA - COL 78% DI ASTENUTI TRIONFA IL SI’, MA CON TRUMP E’ DURA: L’EX COLONIA SPAGNOLA HA 73 MILIARDI DI DEBITI E VOTA DEMOCRATICO

Da Repubblica.it

 

PORTO RICO 1PORTO RICO 1

Porto Rico potrebbe diventare lo Stato numero 51 degli Usa. Nell'ex colonia spagnola, territorio americano da fine Ottocento, si è tenuto un referendum consultivo sullo status giuridico del Paese.

 

E con il 97% dei voti, secondo i risultati quasi definitivi, Porto Rico ha scelto di entrare a far parte degli Stati Uniti. Molto scarsa tuttavia la partecipazione: solo il 22,7% dei 2,2 milioni di aventi diritto è andato alla urne. Ma Ricardo Rossello, il neo governatore dell'isola caraibica, ha già promesso di voler difendere a Washington la volontà degli elettori.

 

PORTO RICOPORTO RICO

Secondo i dati diffusi dal sito web della Commissione elettorale di Stato (Cee), 486.725 elettori hanno scelto di entrare a fare parte degli Stati Uniti. Il referendum prevedeva altre due opzioni: mantenere lo status quo o chiedere l'indipendenza. Entrambe non hanno superato l'1,5% dei voti.

 

Quello svoltosi domenica è il quinto referendum consultivo sullo status dell'isola dal 1967. Nonostante rifletta la volontà di meno di un quarto degli elettori totali, Ricardo Rossello, giovane neo governatore dell'isola e membro del New progressive party, ha promesso di voler difendere "a Washington e nel mondo intero" il risultato: "Ci presenteremo sulla scena internazionale per difendere l'importanza di vedere Porto Rico diventare il primo Stato ispanico degli Stati Uniti", ha dichiarato, dopo aver sostenuto la campagna di "decolonizzazione" dell'isola, dove chi nasce ha la cittadinanza americana ma non può votare per il presidente e ha un solo rappresentante al Congresso.

PORTO RICO GENTE IN PIAZZA PORTO RICO GENTE IN PIAZZA

 

Il referendum è invece boicottato dal partito di opposizione Popolare Democratico e dal più piccolo partito "Indipendenza", che hanno anche organizzato per la giornata referendaria una marcia di protesta contro la consultazione.

 

Lo status attuale. Porto Rico è un territorio non incorporato degli Usa. Chi nasce nell'isola ha la cittadinanza americana, ma non può votare per il presidente. Ai portoricani non è riconosciuta una rappresentanza al Congresso, dove mandano una delegazione senza diritto di voto.

 

PORTO RICO jpegPORTO RICO jpeg

I promotori del referendum ritengono che l'attuale status di Porto Rico sia assimilabile a quello di una colonia e che ottenere la piena ammissione negli Usa potrebbe consentire di affrontare meglio la montagna dei debiti accumulati (73 miliardi di dollari), che l'ha portata a dichiarare la più grande bancarotta municipale della storia Usa.

 

RICARDO ROSELLORICARDO ROSELLO

Due ostacoli. Nonostante il voto referendario, di per sé non vincolante, la strada verso lo statehood, l'accettazione di Porto Rico come cinquantunesimo Stato Usa, non è così facile. Il primo ostacolo è proprio di ordine economico: sia il parlamento americano che Donald Trump non hanno intenzione di accollarsi il salvataggio pubblico dell'isola, che è stata ribattezzata la "Grecia dei Caraibi".

 

Un altro ostacolo è il colore politico di Porto Rico, prevalentemente dem. Il Congresso statunitense, a maggioranza repubblicana, vedrebbe con preoccupazione il suo ingresso a pieno titolo nella Federazione

benicio del toro 3benicio del toro 3RICKY MARTINRICKY MARTINflamenco beach, culebra, puerto ricoflamenco beach, culebra, puerto rico

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?