andrea pucci e carlo conti - sanremo - vignetta by osho

POSTA! - CARO DAGO, È INDUBBIO CHE LE OLIMPIADI, CON TOPOLONE TIPO LA JUTTA O LA GU A DELIZIARCI CON CORPI SCOLPITI E OUTFIT ULTRA COOL, SIANO STATI UNO SPETTACOLO TOTALE. FINITO QUELLO, CI PIOMBA ADDOSSO LO SBIADITO E SOPORIFERO FESTIVAL DI SANREMO. MA CHI CAZZO VUOI CHE LO GUARDI? – MIA ZIA MI HA CHIESTO DI REGISTRARLE TUTTE LE PUNTATE DI SANREMO. IERI È RIUSCITA AD ADDORMENTARSI SENZA LE GOCCINE - CI SCRIVE ANTONINO SALERNO, AUTORE DEL SAGGIO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, LA CUI PUBBLICAZIONE È STATA BLOCCATA DOPO UN ARTICOLO DI DAGOSPIA: “NON È UN TESTO CHE NEGA LA TRAGEDIA EBRAICA, TUTT'ALTRO”

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Lettera 1

In riferimento all'articolo: https://www.dagospia.com/cronache/dagoreport-caso-libro-un-genocidio-chiamato-olocausto-firmato-tale-461537

 

ANTONINO SALERNO - UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO

Il mio saggio inedito “Un genocidio chiamato Olocausto. Eresia e ortodossia a confronto”, uno studio comparativistico che si avvale delle prefazioni di due storici autorevoli, Franco Cardini e Diana Carminati e di quella del giurista Ugo Giannangeli, non è un testo che nega la tragedia ebraica, tutt'altro.

 

Come si evince dal titolo del manoscritto, e come argomentato ampiamente nel testo, dotato di un apparato di oltre 1500 note, ritengo che quanto commesso dal regime hitleriano contro gli ebrei d'Europa sia ascrivibile alla fattispecie del crimine più odioso, il genocidio.

 

Nel rispetto dei criteri storiografici di spoglio, critica e verifica delle fonti e senza pretendere di giungere a conclusioni definitive, propongo una diversa interpretazione-ipotesi del come, quando e perché potrebbe essere avvenuto.

 

Operazione che ritengo legittima, a maggior ragione in quanto sono gli stessi studiosi specialisti più qualificati a lamentare la difficoltà di giungere ad una ricostruzione coerente e condivisa dell'Olocausto, a causa della scarsità di documentazione.

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO DI ANTONINO SALERNO

Fatta eccezione per l'identità del signor Bruno Rossi, del modo in cui è venuto in possesso delle bozze e dell'improvviso ripensamento dell'Editore, nella vicenda non c'è nulla di oscuro e misterioso.

 

Il libro, lo stesso identico testo in lavorazione da giugno 2025 presso l'editore Mimesis, una volta corretta una decina di ultimi refusi era pronto per la stampa e per la presentazione del 30 gennaio, quando, il 22 gennaio, compare sul sito Dagospia la lettera indignata del nominato Bruno Rossi che qualificava il saggio come negatore del genocidio ebraico sulla base di alcune citazioni decontestualizzate tratte dalla prefazione del prof. Franco Cardini, peraltro volgarmente insolentito, che ne snaturavano il senso.

 

Inspiegabilmente, tanto è bastato per bloccare la pubblicazione e annullarne la presentazione.

Antonino Salerno

 

Lettera 2

Mia zia mi ha chiesto di registrarle tutte le puntate di Sanremo. Ieri è riuscita ad addormentarsi senza le goccine.

Carlo

 

Lettera 3

carlo conti sanremo 2026 foto lapresse

Caro Dago, il comune di Firenze stamane ha notificato al conduttore di sanremo 26 una modifica anagrafica a suo carico. Variazione di cognome: da "Conti" a "Conti non tornano".

Marco di Gessate

 

Lettera 4

Caro Dago, Ucraina, dopo quattro anni di guerra è tempo di bilanci. Come mai danno tutti i numeri tranne quelli relativi alle centinaia di miliardi regalati a Zelensky? Forse perché si vergognano del rapporto costi-benefici?

SdA

 

Lettera 5

IGNAZIO LA RUSSA CON IL BUSTO DI ANDREA PUCCI - MEME BY SIRIO

Ignazio La Russa, con tono da lagna istituzionale, si erge a difensore di Pucci, dipingendolo come comico innocuo contro le polemiche. Ma Pucci eccelle in battute da osteria di basso impero: volgarità patinate, risate prefabbricate. Così il moralista da palchetto, intona un piagnisteo d’altri tempi, predica gravida di risate sterili. Più retroscena che Senato.

After Dark

 

Lettera 6

Caro Dago

Sanremo, il refuso sullo schermo “Repupplica” l’avrà scritto qualche monarchico.

Saluti, Usbergo

 

Lettera 7

Ho 65 anni e sono almeno 60 anni che nel calcio sento parlare più di arbitri che di giocatori. In ogni epoca, con il Var, senza Var, con i protocolli e senza protocolli stiamo sempre a parlare di arbitri pippe. E' solo calcio baby. Cosa resterebbe di questo sport senza le polemiche da bar?

 

Uno sport che da sempre ha dato modo a tutti dimostrare la propria stupidità anche prima dell'avvento dei social. L'unico sport al mondo dove le sceneggiate e le simulazioni sono un'arte insegnata sin dalle scuole calcio. Non sia mai che qualcuno riuscisse ad equilibrare gli arbitraggi. Sarebbe la fine del calcio. Panem, circenses ed arbitri cornuti. La ricetta della felicità.

Max

 

Volodymyr Zelensky mostra il suo bunker in un video

Lettera 8

Caro Dago, Ministero Esteri ucraino: "Oltre 1.780 mercenari africani combattono fra le forze russe". Chissà se adesso i zelenskretini inizieranno a pensare che tutti i migranti che arrivano a Lampedusa potrebbero essere mercenari di Putin pronti ad imbracciare le armi stipate negli edifici acquistati dai russi nel nostro Paese?

J.N.

 

Lettera 9

Caro Dago,

non sarà che a quasi termine di una legislazione che ha fatto della narrazione patriottica il proprio centro, forse ci siamo anche noi (telespettatori e pur sempre votanti col telecomando) rotti di guardare uno show come Sanremo nazionalpopolare per definizione ma che a questo giro voleva essere più nazionale del governo?

 

Non è che una forma di "resistenza" (scritta apposta minuscola) dello spettatore che davanti alla Tele-Meloni ha ormai deciso che almeno Sanscemo lo bigiamo...? Ammetto che pure io ho sempre peccato di guardare Sanremo, ma con lo spettro di Meloni sbucarmi tra una cantante e uno sketch tristissimo ho preferito non accendere proprio.

 

E poi fattelo dire: la polemica più noiosa del millennio quella del "comico"... Non conosco anima viva che si infervori per la questione, solo politici... Forse davvero la società è migliore dei propri rappresentanti?

Saluti alla resistenza del telecomando,

Lisa

 

Lettera 10

GIORGIA MELONI - FOTO di Luca Santese e Marco P.Valli - Cesura

Caro Dago,

capiterà  mai che un lunedì non ci sarà un’offerta da sballo per i divani? E capiterà mai che, almeno una volta, Dagospia uscirà con un servizio a favore di Giorgia Meloni?

Cordiali saluti.

Piero

 

Lettera 11

Caro Dago, i dem hanno portato alcune vittime di Jeffrey Epstein al discorso di Trump sullo Stato dell'Unione. Affinché potessero ringraziare Donald per aver, diversamente da Joe Biden, reso pubblici milioni di documenti?

Rp

 

Lettera 13

Caro Dago, giornata strana questa, sono già le 12 e Renzi non ha rilasciato interviste, post o dichiarazioni; Leonardo Maria Del Vecchio non ha acquistato nessuna azienda, nemmeno una edicola. Comunque c'è ancora tutto il pomeriggio a disposizione dei due per rimediare...

FB

 

il codice nordio - poster by macondo

Lettera 14

Caro Dago,

chiedere una magistratura non al servizio della politica vuol dire eliminare le correnti che ci sono ora?

pippotto di benfe

 

Lettera 15

Caro Dago, i partiti della sinistra, praticamente inesistenti in questa legislatura, incapaci di formulare proposte e programmi utili ai cittadini, hanno finalmente trovato nel NO al referendum un modo per attaccare il governo a prescindere dai contenuti della riforma. In questo hanno trovato una saldatura con quella parte di magistratura da sempre schierata sulle loro posizioni politiche.

BF

 

 

Lettera 16
Caro Dago,
è indubbio che le Olimpiadi, tra atleti stellari di ogni nazione, sport particolari e divertenti, imprese degli italiani e  socials impazziti a fare da contraltare — con americani impegnati in recensioni sul cibo, topolone tipo la Jutta o la Gu a deliziarci con corpi scolpiti e outfit ultra cool — siano stati uno spettacolo totale.
Finito quello, ci piomba addosso lo sbiadito e soporifero Festival di Sanremo, in salsa tutta italiana, nel mesto Ponente Ligure, senza social, senza recensioni, senza nulla… neanche una Jutta qualsiasi.
Ma chi cazzo vuoi che lo guardi?
Alessandro 
 

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