LA PROCURA DI MILANO NON MOLLA SULLA PALAZZOPOLI – VA AI SUPPLEMENTARI L’INCHIESTA SULL’URBANISTICA: IL GIP CONCEDE UNA PROROGA DI UN ANNO SUL FILONE DEI PROGETTI IN VIA LEPONTINA E VIA LAMARMORA – PER I PM SI TRATTA DI “INDAGINI ESTREMAMENTE COMPLESSE PER I TEMI TRATTATI, PER LA QUANTITÀ DI SITUAZIONI RILEVANTI DA ANALIZZARE E PER IL NUMERO DEGLI INDAGATI” – L’INTERROGATORIO DI GIOVANNI OGGIONI, EX PRESIDENTE DELLA COMMISSIONI PAESAGGIO: “C'È STATA UNA PROFONDA INNOVAZIONE DELLA CITTÀ E NESSUNO TRASFORMA SE NON HA ANCHE VANTAGGI ECONOMICI. E POI NON CAPISCO PERCHÉ CI SIA QUESTA FOBIA DELLE TORRI…”
BUFERA URBANISTICA A MILANO, LA PROCURA AI SUPPLEMENTARI
Estratto dell’articolo di Anna Giorgi per www.ilgiorno.it
INCHIESTA URBANISTICA A MILANO
«Indagini estremamente complesse per i temi trattati, per la quantità di situazioni rilevanti da analizzare e per il rilevante numero degli indagati e degli interessi offesi», serve una proroga, le scadenze troppo ravvicinate non consentono di chiudere le indagini, per questo la pm Marina Petruzzella, del pool che si occupa di urbanistica, ha chiesto e ottenuto un altro anno per completare il primo filone della inchiesta per corruzione e falso.
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La pm Marina Petruzzella, che lavora all’indagine con i pm Mauro Clerici e Paolo Filippini, nella richiesta ha specificato al gip Mattia Fiorentini che la proroga è necessaria anche perché il numero degli indagati è continuato a salire nel corso del tempo arrivando, nello stesso fascicolo, a coinvolgere persone, società ed enti collegati agli iscritti.
Nella richiesta di proroga, a cui le difese degli indagati possono opporsi depositando memorie, la Procura segnala come il termine su quella che è stata definita come «un’organizzazione parallela al Comune di Milano», di cui Oggioni sarebbe il «regista» e la «cerniera tra pubblico e privato, apertamente a favore di quest’ultimo», scadrà il 14 febbraio, cioè fra tre giorni.
Si tratta, in particolare, della tranche di indagine che ha al centro due progetti in via Lepontina e un altro in via Lamarmora. Filone emerso nel novembre 2024 con una raffica di perquisizioni, in cui, poi, si è arrivati a contestare, oltre a ipotesi di abusi edilizi e falso, quest’ultima per tanti componenti della Commissione paesaggio, anche la corruzione.
L’ultimo atto è stato l’arresto per corruzione e depistaggio nel marzo 2025 dell’ex dirigente dello Sportello unico edilizia. Tra gli indagati nel filone anche l’ex dirigente di Palazzo Marino, Carla Barone, l’ex numero uno della Commissione, Giuseppe Marinoni, assieme a imprenditori e società.
I pm hanno depositato una memoria in cui sono riportati stralci di chat di funzionari pubblici, acquisite in uno dei procedimenti paralleli, e bisognerà vagliare l’ammissibilità di queste conversazioni da utilizzare come prove nel processo.
L'EX DIRIGENTE ALL'URBANISTICA "RIGENERAZIONE, NON ABUSI"
Articolo di I. Car. per “la Repubblica - cronaca di Milano” - Estratti
Nei vari processi aperti sul filone dell'urbanistica «deviata» in città, è il primo interrogatorio in aula di un imputato. Giovanni Oggioni risponde alle domande per far emergere la sua linea difensiva. Il senso: trasformare uno «scatolone inquinato» in una torre che riduce il «consumo di suolo», a «risparmio energetico» con «più verde che prima non c'era» e «parcheggi» non è un abuso edilizio ma «rigenerazione urbana» e «innovazione», fatta - suo dire - attraverso il «costruire sul costruito».
Giovanni Oggioni era "l'uomo delle pratiche" in Comune e ritenuto «la cerniera tra il pubblico e il privato»: ex direttore dello Sportello unico edilizia e vicepresidente della Commissione paesaggio ha deposto ieri nel corso del processo che lo vede accusato - con altri sette tra costruttori, funzionari e progettisti - di concorso in abusi edilizi e lottizzazione abusiva per la Torre Milano di via Stresa, il primo dei grattacieli per il quale ha ricevuto un avviso di garanzia, a cui ne sono seguiti altri, e che dovrebbe andare a sentenza entro maggio.
beppe sala e l inchiesta sull urbanistica a milano - vignetta di osho
L'architetto Oggioni, che fu arrestato nel marzo 2025 per corruzione e depistaggio in un altro filone sul «sistema di speculazione edilizia», rispondendo alle domane dei suoi legali, Francesco Moramarco e Corrado Limentani, ha affermato prima di tutto due cose: «Non ho mai avuto un ruolo nel procedimento sul titolo edilizio della Torre» di 24 piani e «non ho mai avuto un ruolo nemmeno nella formazione di quella determina del 2018, l'ho firmata solo per presa visione».
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Oggioni insiste nel dire invece che c'è stata «una profonda innovazione della città», sono stati «sostituiti edifici obsoleti, e nessuno trasforma se non ha anche vantaggi economici e poi non capisco perché ci sia questa fobia delle torri».
In un altro filone sulle presunte irregolarità sul mattone, Oggioni è accusato di aver ricevuto soldi dall'associazione di costruttori Assimprendil-Ance, sotto forma di consulenze per quasi 180 mila euro, per condizionare gli appalti sull'urbanistica. E di aver ottenuto il contratto di lavoro alla figlia da parte di una società di costruzioni, Abitare In. In cambio di un occhio di favore su certi progetti immobiliari. In una parola: corruzione. [...]




