il video appello sul coronavirus di vincenzo de luca

IL PUGNO DI FERRO DELLO "SCERIFFO" DE LUCA – IN CAMPANIA CINQUE I CENTRI INTERAMENTE IN QUARANTENA (PER UN TOTALE DI 40 MILA PERSONE) E ALTRI 23 HANNO CHIESTO DI DIVENTARE ZONA ROSSA - L’EPIDEMIA SI È DIFFUSA PER L’ARRIVO SCONSIDERATO DI PERSONE FUGGITE DALLA LOMBARDIA E PER I RITI PSEUDO RELIGIOSI DI UN “PREDICATORE”. IL MODELLO CODOGNO ANCHE IN EMILIA ROMAGNA

GRAZIA LONGO per www.lastampa.it

 

meme su vincenzo de luca e il pugno di ferro sul coronavirus 9

Una volta, fino a poche settimane fa, c’era Codogno, provincia di Lodi, Lombardia. Ma oggi i Comuni chiusi per l’emergenza coronavirus sono più quelli in cui si parla con accento meridionale. Senza dimenticare l’Emilia Romagna, dove non è più possibile uscire e entrare nel Comune di Medicina e nella frazione di Ganzanigo, nel comune bolognese, dove ormai da giorni si registra una crescita anomala del contagio da covid-19. Lo ha stabilito il governatore Stefano Bonaccini.

 

Mentre in Campania sono ben cinque i centri interamente in quarantena, per un totale di 40 mila persone, e altri 23 hanno chiesto di diventare zona rossa. Per ora lo sono: Ariano Irpino (provincia di Avellino) e Sala Consilina, Caggiano, Polla e Atena Lucana (provincia di Salerno), per volontà del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Ariano Irpino è stato il primo Comune chiuso al Sud del nostro Paese. A breve giro però si sono aggiunti i quattro in provincia di Salerno: l’epidemia si è diffusa un po’ per l’arrivo sconsiderato di persone fuggite dalla Lombardia, un po’ per riti pseudo religiosi avvenuti a stretta vicinanza.

 

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«La decisione di mettere in quarantena i Comuni - precisa De Luca - è la conseguenza di due iniziative messe in campo da un “predicatore” ed altri suoi collaboratori, in violazione a ordinanze già in essere. Si rimane davvero indignati di fronte a questa irresponsabilità che ha prodotto decine di contagi, la quarantena per i Comuni e decine di contatti che andranno verificati nelle prossime ore. Ho dato mandato all’Asl di procedere alla denuncia penale di quanti hanno promosso o partecipato a questa iniziativa per il danno enorme che ha prodotto sulla pelle di migliaia di cittadini, di migliaia di medici e infermieri impegnati all’ultimo respiro nella battaglia contro la diffusione del contagio».

 

 

Negli ultimi giorni, nei quattro Comuni in provincia di Salerno, sono state rilevate ben 17 persone positive che hanno avuto contatti stretti con almeno altre 80 residenti nei quattro Comuni. Mentre 29 delle persone ammalate sulle 47 complessive registrate fino a ieri mattina in provincia di Avellino sono di Ariano Irpino. In Campania i contagi fino a ieri erano 400, ma cresce la paura di un’impennata. Da oggi sarà attivo il primo ospedale interamente riconvertito, a Napoli, per coronavirus: 120 posti letto al Loreto Mare, primo tassello del piano di emergenza firmato dal governatore De Luca.

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La situazione è talmente critica che altri 23 sindaci dell’Alta Irpinia hanno chiesto che i loro Comuni diventino zona rossa. Si tratta dei seguenti centri: Andretta, Aquilonia, Bagnoli Irpino, Bisaccia, Cairano, Calabritto, Calitri, Caposele, Cassano Irpino, Conza della Campania, Guardia dei Lombardi, Lacedonia, Lioni, Montella, Monteverde, Morra De Sanctis, Rocca San Felice, Sant'Andrea di Conza, Sant'Angelo dei Lombardi, Senerchia, Teora, Torella dei Lombardi, Villamaina.

 

Fino al 3 aprile, inoltre, sarà off limits anche il Comune di Medicina, del comprensorio imolese e della Città metropolitana di Bologna, che conta un milione di abitanti. Il sindaco di Medicina Matteo Montanari dichiara: «Il covid-19 che si è abbattuto su Medicina ha due caratteristiche peculiari: è particolarmente aggressivo e contagioso». La zona rossa è una scelta obbligata per «evitare che il numero dei casi aumenti. Inoltre questa misura così restrittiva serve per contrastare l’allargamento dei contagi da covid-19 all’interno territorio metropolitano, una zona ad alta densità di popolazione».

 

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A Medicina e nella frazione di Ganzanigo «sono oltre 70 i casi accertati di Coronavirus, nove i decessi, oltre 100 soggetti posti in isolamento fiduciario domiciliare a seguito di contatti stretti di casi accertati». L’ordinanza regionale dispone la sospensione di tutte le attività produttive e commerciali. Ad esclusione dei servizi essenziali socio sanitari e delle attività di beni di prima necessità. I furbetti di turno sono avvisati: il mancato rispetto degli obblighi è punito, in base all’articolo 650 del codice penale, con l’arresto fino a tre mesi o con la multa di 206 euro.

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