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"QUI SARÀ GUERRA TOTALE" - LA BATTAGLIA SI SPOSTA A KRAMATORSK, LA CITTÀ DELL'EST DELL'UCRAINA NELLA MORSA DI UN GRANDE ASSEDIO A TENAGLIA - LA STAZIONE È AFFOLLATA DI GENTE, SONO MIGLIAIA QUELLI CHE TENTANO DI SCAPPARE DALL'AVANZATA RUSSA: IN UN SOLO GIORNO CINQUE MILA PERSONE HANNO LASCIATO LE LORO CASE E I LORO AFFETTI - LE AUTORITÀ LOCALI QUI HANNO SCOPERTO, A DISTANZA DI ANNI, DUE FOSSE COMUNI PIENE DI CORPI E DI MILITARI CATTURATI, RISALENTI AL CONFLITTO DEL 2014…

Cristiano Tinazzi per “Il Messaggero”

 

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«Qui sarà guerra totale». La stazione di Kramatorsk è affollata di gente. Sono migliaia quelli che tentano di scappare dall'avanzata russa. In un solo giorno cinquemila persone hanno lasciato le loro case e i loro affetti attraverso questa stazione. Altre sei, settemila da Sloviansk e dai paesi vicini, migliaia ancora in macchina.

 

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La strada che porta a Dnipro, per buona parte dei suoi duecentocinquanta chilometri, è una lunga coda di autovetture, autobus, mezzi di ogni tipo che tentano di raggiungere luoghi più sicuri a ovest. E questo avviene da giorni. I russi cercano di salvare qualcosa da questo fallimento militare, da questa invasione dell'Ucraina iniziata lo scorso ventiquattro di febbraio e per portare a casa le terre del Donbass sono disposti a tutto.

 

I SOLDATI DI MOSCA

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I soldati di Mosca si definiscono liberatori ma per le persone che stanno fuggendo, terrorizzate da quanto visto a Mariupol e Bucha e altri luoghi nel Paese, sconvolte dai bombardamenti indiscriminati di Kharkiv e Kiev e dall'inumanità di questi barbari, sono solo dei brutali occupanti. L'invito emanato dalle autorità ucraine, quello di lasciare la regione il prima possibile, è stato seguito dalla maggioranza della popolazione.

 

«Faccio appello a ogni residente della regione di Lugansk: evacuate finché è sicuro», ha scritto in un comunicato diffuso online il governatore Serhiy Gaidai. «Finché ci sono bus e treni, cogliete questa opportunità». La stessa cosa è avvenuta nell'oblast di Donetsk. Le banche e molti negozi sono chiusi e così tutti gli uffici pubblici. Evacuato tutto il personale amministrativo.

 

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UNA CITTÀ FANTASMA

Kramatorsk è diventata una città fantasma. Alla stazione, sin dalle prime ore del mattino, si accalcano le persone, molte le donne, i bambini e gli anziani. Pochi gli uomini. Qui tutti ricordano i pochi mesi di occupazione separatista avvenuta tra l'aprile e il giugno 2014. Una occupazione militare effettuata con il pugno di ferro dal famigerato Igor Strelkov Girkin, allora comandante delle forze separatiste.

 

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Colonnello dell'esercito russo, un passato militare in Cecenia, ex agente dell'Fsb, i servizi segreti russi, Igor Girkin per un breve periodo, dal maggio 2014 all'agosto dello stesso anno, ricopre anche il ruolo di Comandante delle Forze Armate della Repubblica Popolare di Donetsk e poi viene nominato ministro della difesa dell'autoproclamata repubblica. Quando nel luglio dello stesso anno, le forze armate ucraine, insieme alla Guardia Nazionale, riprendono il controllo della cittadina, Girkin e i suoi uomini si ritirano lasciando dietro di loro una scia di morti e violenze, la maggior parte indirizzate contro i civili.

 

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LE FOSSE COMUNI

Le autorità ucraine hanno scoperto infatti, a distanza di anni, due fosse comuni piene dei loro corpi e di militari catturati. Svariati sono in quel periodo gli omicidi e le sparizioni. Ma Girkin è noto a livello internazionale principalmente per essere oggi sul banco degli imputati all'Aja al processo per l'abbattimento del volo di linea Malaysia Airlines 17 (noto anche come MH17), avvenuto il 17 luglio 2014.

 

Un missile terra-aria di fabbricazione russa, un Buk, proveniente dal territorio sotto controllo separatista, centrò il velivolo causando la morte di duecentosettantasette persone.

 

LA LEGGE MARZIALE

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«Strelkov aveva emanato una serie di editti secondo cui la stessa legge marziale che era in vigore durante la seconda guerra mondiale lungo la linea del fronte avrebbe dovuto essere in vigore a Sloviansk. E questo significava che anche un reato minore come rubare un paio di pantaloni da una casa abbandonata era considerato saccheggio.

 

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E la pena per il saccheggio era la morte», racconta Simon Ostrovsky, ex inviato di Vice News e oggi corrispondente speciale per la televisione americana Pbs. Anche lui si trova in Ucraina in questi giorni. Nell'aprile 2014 era stato sequestrato dagli uomini di Girkin. Tenuto per tre giorni in uno scantinato, interrogato e malmenato. Sospetta spia, dicevano i miliziani.

 

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Gli stessi che sequestrarono in quel periodo degli osservatori Osce: merce di scambio per liberare prigionieri in mano al governo ucraino. Gli stessi che rapirono, torturarono e uccisero cinque membri della chiesa pentecostale di Sloviansk. Accusati anche loro di essere spie, solo perché di fede protestante. Il nemico è di nuovo vicino, adesso. Molto più potente rispetto agli infiltrati russi del 2014 e i loro alleati locali. Le truppe russe muovono verso sud, dopo aver preso Izyum e Rubizhne.

 

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L'AVANZATA DA FERMARE

I soldati ucraini tentano con ogni mezzo di fermare la loro avanzata. Ci sono i migliori uomini in campo, come i parà del 95° battaglione d'assalto guidato dal pluridecorato generale Zabdrodksy, già protagonista di azioni militari vittoriose in Donbass e della difesa della collina di Karachun nel 2014 contro i miliziani separatisti. Da alcuni giorni le forze russe sono impegnate in una manovra a tenaglia che punta a colpire da due direzioni la difesa ucraina nel Donbass.

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