MARCIO SU ROMA - DOPO IL FLOP: FORCONI, SOLO UNA MONTATURA MEDIATICA? C’ERA PIÙ GENTE A FARE SHOPPING IN VIA DEL CORSO CHE A PIAZZA DEL POPOLO – ‘E’ FINITA, ABBIAMO PERSO’

Aldo Cazzullo per ‘Il Corriere della Sera'

«Che cosa aspettiamo riuniti sulla piazza? "Oggi arrivano i barbari". Perché tanta inerzia al Senato? Perché i senatori restano senza legiferare? "Perché oggi arrivano i barbari. Quali leggi potrebbero votare i senatori? Quando verranno i barbari, le faranno loro"».

A dire il vero, alle 15, ora X, ci sono più clienti in fila in via del Babuino fuori da Tiffany che forconi in piazza del Popolo. Tre ore dopo, una ragazza infreddolita chiude la manifestazione con l'ultimo fiato di voce: «Siete stati fantastici, una giornata meravigliosa, incredibile... come ha detto Danilo Calvani, la lotta continua...». Le tolgono il microfono:

«Basta, è finita. Chi vuole può venire al presidio di piazza dei Partigiani». Voci da sotto il palco, che in realtà è un furgone: «Dov'è questo posto?». «A Piramide». «Siamo del Nord, cos'è la piramide?». «Vabbé, poi vi spiego, ora damose da fa' per ripulire la piazza dalle bottiglie». «Noi le bottiglie non le abbiamo portate, ma puliamo uguale». «Nnnamo, du bottije per uno e famo pulizia!». Mesto applauso finale.

Hanno sbagliato tutti: loro ad annunciare la «marcia su Roma», qualche giornale a prenderli sul serio, Berlusconi a strumentalizzarli, Letta e Renzi a demonizzarli come «antisemiti» e «sfascisti». Capi, capetti e gregari della rivolta, ora riuniti in assemblea, sono cinquantenni disperati, con il tricolore in spalla, che nella fredda sera romana immaginano piani di riscossa e mettono in comune il loro dolore urlandolo a Danilo Calvani, agricoltore di Latina, l'uomo della Jaguar: «Danì, com'è che non è venuto quasi nessuno?».

Calvani e i suoi raccontano di truppe immaginarie: «Regà, stanno arrivando almeno in cinquemila!». «Ce stanno quattro pullman fermi sul raccordo!». «Altri tre pullman li hanno bloccati sulla tangenziale!». «A noi hanno fatto una multa da 700 euro, eccola qua!». «Il nostro treno è stato rallentato di due ore!».

«Perché l'imperatore s'è levato così per tempo e siede su un baldacchino alle porte della città, solenne, con la corona in capo? "Oggi arrivano i barbari. L'imperatore aspetta di ricevere il loro capo. Ha già fatto preparare una pergamena che gli concede onori e titoli"».

«Dobbiamo andare da Berlusconi! Silvio è un uomo del popolo, lui ci capirà!». «Ma che stai a di', noi dobbiamo andare da Grillo! Beppe sui politici la pensa come noi!». Calvani chiama il cronista a testimone: «Lui c'era due anni fa, quando abbiamo cominciato la rivolta dei forconi: dijelo, è vero o no che io dicevo le stesse cose di Grillo, ma prima di lui? Noi però non vogliamo fare un partito. Vogliamo cambiare l'Italia».

Calvani, guardi che il flop di oggi è clamoroso... L'uomo della Jaguar assume un'aria da cospiratore: «Mi hanno avvertito alle 2, che non avrebbero fatto passare nessuno...». Chi l'ha avvertita? «Lascia stare, che è mejo».

Le voci dell'assemblea si accavallano: «Io sono di Canale Europa, una web tv, sono qui per raccontare la vostra lotta!». «Anche io sono un giornalista, sono amico di Arturo Diaconale, siamo come voi: liberali. Pochi ma buoni». «Io sono l'ideologo di questo movimento - dice un culturista alto due metri -, i miei testi sono in tutte le librerie d'Italia!». «Danì, io sono quello che ti ha portato il libro a Lucca, sono un medico, dammi retta possiamo denunciare il governo per sofisticazione alimentare all'Organizzazione mondiale della sanità».

«Danì, ti abbiamo visto a Domenica In da Giletti, sei forte!». «Giletti è fijo de n'agricoltore, sta con noi!». «Io lavoro in un'azienda di logistica di Colleferro. Prima ci hanno venduti ai tedeschi, poi ci hanno svenduto ai francesi. Ora ci vogliono chiudere. Siamo venti italiani e settanta romeni. Gli italiani hanno paura, ai romeni non frega niente, loro un lavoro in nero lo trovano...». «I romeni ci rubano il pane! Io so' camionista, quelli guidano anche 18 ore di fila e mangiano una sola volta al giorno». «E che, te la prendi con i romeni? - questo è l'ideologo -. I nostri nemici sono la Goldman Sachs, la Merkel, Napolitano, i banchieri, Barroso...». «E chi sarebbe ‘sto Barroso?».

Ora fanno quasi tenerezza, i «forconi», compreso quello a volto coperto che provoca i poliziotti, inutilmente numerosi: «Io sono pronto a farmi arrestare! Tutti contro il Parlamento!». Gli agenti quasi li consolano: «Dai, su, ora andate a casa». I manifestanti sfilano porgendo la mano, qualcuno gliela stringe: «Arrivederci». Un graduato telefona alla moglie: «Mi sa che rientro prima. Una mosceria...».

Antonio Bottoni, pensionato che tutti chiamano «er funzionario» perché lavorava in prefettura ma è qui come manifestante, spiega il fallimento con l'allarme provocato dalle tv: «Ci hanno dipinti come terroristi, infiltrati, violenti, ed ecco il risultato...».

Un camionista di Borgograppa mette in vivavoce la telefonata della mamma: «Bravi, siete stati calmi, non avete fatto danni, la gente ha apprezzato, la prossima volta sarete di più...». Due ragazze giapponesi cariche di sacchetti di Tiffany scattano foto, incuriosite. Calvani ancora fantastica di pullman bloccati sul raccordo che stanno arrivando: «Non andate via, tra un'ora sono qui, forse anche meno, abbiamo l'autorizzazione a restare in piazza sino a mezzanotte...». «Danì, avemo perso». «Non è detto, ora viene il Natale, ma dopo...».

«Perché, all'improvviso, questo smarrimento ansioso?
(Come si sono fatti seri i volti!).
Perché le strade e le piazze si svuotano così in fretta
e perché rientrano tutti a casa con un'aria così triste?

È che è scesa la notte, e i barbari non sono venuti.
Qualcuno è arrivato dalle frontiere a dire
che di barbari non ce ne sono più.
E ora, che sarà di noi senza barbari?
Dopotutto, quella gente era una soluzione».

Il populismo antisistema non ha trovato una sponda nei «Barbari», per usare la metafora del poeta greco moderno Kavafis. Ma il sistema farebbe bene ad ascoltare il cardinale Bagnasco, quando dice che la sofferenza sociale va presa sul serio, anche quando si rende ridicola.

 

FORCONI E CASAPOUND A PIAZZA DEL POPOLO UNO IN TENUTA MILITARE FOTO GUIDO RUOTOLO FORCONI E CASAPOUND A PIAZZA DEL POPOLO FORCONI E CASAPOUND A PIAZZA DEL POPOLO FORCONI E CASAPOUND A PIAZZA DEL POPOLO beppe-grillo-a-genovaberlusconi corna Silvio berlu

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