francesco becchetti

RICORDATE FRANCESCO BECCHETTI, IL PATRON DI “AGON CHANNEL”? HA VINTO LA CAUSA CONTRO IL GOVERNO ALBANESE CHE LO ACCUSAVA DI EVASIONE FISCALE, FALSO IN DOCUMENTAZIONE, APPROPRIAZIONE INDEBITA E RICICLAGGIO - IL TRIBUNALE INTIMA AL GOVERNO ALBANESE LA RESTITUZIONE DELLE ATTIVITÀ SEQUESTRATE, OLTRE AL PAGAMENTO DI UNA MULTA DA 140 MILIONI (CONTRO I 650 RICHIESTI) A TITOLO DI RISARCIMENTO…

Fiorina Capozzi per il “Fatto quotidiano”

 

Agon channel - Francesco Becchetti

Da genio della tv strass e paillettes in stile berlusconiano a perseguitato politico. La parabola di Francesco Becchetti in Albania ha qualcosa di surreale. Inizia esportando a Tirana il nostro modello di tv commerciale con la prima "delocalizzazione" di un' emittente italiana, Agon Channel. Non senza grandi festeggiamenti milanesi con star del calibro di Nicole Kidman.

 

Prosegue poi con una inusuale metamorfosi che lo vede diventare il paladino dell' informazione antigovernativa di Tirana al punto da beccarsi non solo l' estradizione, ma anche il sequestro di tutti i beni. E arriva, infine, a una lucrosa sentenza di un arbitro internazionale che mette sotto scacco il governo albanese. Tutto inizia negli anni 90 quando Becchetti avvia la sua avventura in Albania con l' azienda elettrica di famiglia. È il 2013 quando fonda Agon.

 

agon channel le news di caprarica

Ma l' imprenditore romano non finisce neanche di brindare che arrivano i primi guai.

È riuscito ad attirare a Tirana un nutrito gruppo di star della tv italiana: da Pupo a Simona Ventura, da Sabrina Ferilli e Maddalena Corvaglia ad Antonio Caprarica. Ma i dipendenti "ingrati" lamentano condizioni di lavoro di gran lunga distanti da quelle italiane. A sole due settimane dall' inizio dei programmi il progetto perde pezzi: il direttore Capranica si dimette per giusta causa.

 

AGON CHANNEL

Fra polemiche dei lavoratori e ascolti inferiori alle attese, l' emittente non solo non decolla, ma finisce anche col pestare i piedi al governo di Edi Rama e all' intero partito socialista albanese. Almeno questa è la versione di Becchetti che individua nella campagna elettorale del 2013 il punto di non ritorno nei rapporti con il governo.

 

Ma per Tirana, la tv, che impiega 500 persone, non ha nulla a che vedere con le vicende giudiziarie di Becchetti. Nel mirino della magistratura sono infatti finite le attività dell' imprenditore nel settore dell' energia, in particolare un progetto per la costruzione di una delle più grandi centrali idroelettriche del paese, mai realizzata. Attorno a queste attività, secondo gli inquirenti, nel periodo 2007-2013, Becchetti avrebbe creato "un gigantesco schema di riciclaggio" ottenendo un profitto illecito per "alcuni milioni di euro" ed evadendo il fisco per oltre 5 milioni di euro.

 

francesco becchetti con la moglie

Denaro che i magistrati sospettano sia stato investito in altre società albanesi o finiti nei suoi conti bancari. Reati contestati: evasione fiscale, falso in documentazione, appropriazione indebita e riciclaggio. Di qui, nel giugno 2015, la decisione del Tribunale di Tirana di emettere un mandato di cattura internazionale a carico di Becchetti e dei suoi più stretti collaboratori.

 

francesco becchetti

Addio paillettes: le autorità albanesi procedono anche al sequestro di tutte le attività dell' imprenditore che si rifugia a Londra per rivolgersi infine al Tribunale arbitrale internazionale per la risoluzione delle controversie in materie di investimenti (Icsid).

E l' arbitrato, nella sentenza dell' 8 maggio scorso, dice: "Considerate unitamente, tutte le questioni discusse [] conducono alla conclusione che la sentenza di sequestro è il culmine di una campagna politica contro i ricorrenti".

 

Il fondatore della prima tv italiana "delocalizzata" in Albania ha vinto. Il Tribunale intima al governo albanese la restituzione delle attività sequestrate in violazione dei trattati bilaterali fra Italia e Albania, oltre al pagamento di una multa da 140 milioni (contro i 650 richiesti) a titolo di risarcimento verso Becchetti e Mauro De Renzis, amministratore di Agon.

Viste le cifre in ballo è un brutto colpo per il governo albanese e per l' intero paese (pil pro-capite 5.500 dollari circa).

 

Agon Channel

Anche perchè Tirana non potrà fare appello e dovrà sostanzialmente allinearsi alla decisione di arbitrato che peraltro è titolo esecutivo. Permetterebbe cioè a Becchetti di pignorare direttamente asset pubblici albanesi. Magari anche all' estero. Tutt' altro capitolo è invece quello che Becchetti deciderà di fare delle attività albanesi quando torneranno in suo possesso.

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?